L’Inter si butta via

Cede agli ottavi al Fluminense e torna a casa. Fluminense ai quarti contro la vincente di City-Al Hilal

foto Daniele Buffa/Image Sport

Così, proprio no. L’Inter regala un tempo e parte della ripresa al Fluminense, va sotto, rischia il raddoppio. Cambia marcia nell’ultima mezz’ora, colpisce un palo con Lautaro, attacca a testa bassa, ma in pieno recupero incassa il 2-0 e buonanotte ai suonatori. Decidono i gol di Canu ed Hercules. Per l’Inter, un pomeriggio amaro come il fiele. Per la sfida contro il Fluminense, Chivu conferma il 3-5-2 e rilancia in prima linea la coppia Lautaro-Thuram. Alle loro spalle Barella, Asllani e Mkhitaryan, con Dumfries e Dimarco quinti di centrocampo. Dietro, davanti a Sommer, ci sono Darmian, De Vrij e Bastoni. Nella Fluminense guidata da Renato Portaluppi (4-2-3-1), su tutte brilla la stella di Thiago Silva che finora è sempre il migliore in campo nella formazione brasiliana.  Tra in pali il 44enne Fabio e occhio a Cano.

Troppo brutta per essere vera

Non è l’Inter che si aspettava Chivu, lenta, compassata, disattenta in fase difensiva. Al Bank of America di Charlotte inizia molto meglio il Fluminense, con gli uomini di Portaluppi che trovano subito il gol grazie ad una dormita generale della retroguardia nerazzurra, da Darmian a De Vrij senza escludere Sommer immobile al centro della propria porta, lasciando a Cano la possibilità di battere di testa a rete praticamente a porta vuota. L’Inter prova a reagire sfruttando le percussione di Dimarco, ma non graffia. I brasiliani difendono bene e concedono poco. Chi invece concede è l’Inter, ma per fortuna dei nerazzurri, Xavier è impreciso sulla ribattuta di Sommer che aveva chiuso sul tentativo di Arias. Ma l’Inter continua a non esserci e solo un fuorigioco di Ignacio salva l’Inter dal raddoppio brasiliano, ma anche in questo caso azione bella ma altrettanto disattenta la retroguardia nerazzurra. Scintille nel recupero, quando Mkhitaryan e il tecnico Portaluppi, ammonito, scatenano una mezza rissa. Inter sotto all’intervallo, senza mai aver dato l’impressione di poter impensierire la difesa del Flu.

La chiude Hercules

Fluminense più reattiva, sempre prima sulle seconde palle, con l’Inter che fatica a trovare le giuste geometrie. Dentro Susic, Luis Henrique e Carboni nell’Inter. Serve la scossa, ma a vedersi in campo sono solo i brasiliani che non sprecano un pallone. Inter in difficoltà e ci vuole un super intervento di Sommer per andare a deviare con la punta delle dita in angolo un destro maligno di Arias. L’Inter non riparte chiusa nella morsa di centrocampo dei brasiliani che non danno respiro ai nerazzurri. Fuori anche Thuram per Sebastiano Esposito. Reclama Barella per un presunto tocco di mano in area, ma c’è nulla. L’Inter si scuote, ma De Vrij, sulla torre di Lautaro, manda fuori da due passi. Adesso meglio l’Inter con il Fluminense che abbassa il baricentro e i nerazzurri guadagnano metri. Venti alla fine, l’Inter non ha scelta, deve solo attaccare tanto non ha più nulla da perdere. Ci prova Dimarco con una punizione dal limite, larga di poco. Fuori anche Bastoni, ammonito, dentro Carlos Augusto. Lautaro calcia sul primo palo, Fabio c’è. Inter a testa bassa, e si supera il 44enne Fabio sul guizzo sotto misura di Lautaro che a stretto giro calcia a botta sicura, ma a dire di no è il palo. Sette di recupero per le speranze dell’Inter. Carlos Augusto ha la palla sul destro al limite, ma calcia in curva. E dal mangiato a quello subito è un battito di ciglia: lo firma Hercules approfittando della solita uscita maldestra della difesa e la chiude. E tutti a casa. Anzi, a Milan torna l’Inter a testa bassa. Va avanti il Fluminense. E non ha rubato nulla.

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