Inter e Juve, rientro tra i rimpianti

E’ finita agli ottavi l’avventura mondiale per nerazzurri e bianconeri. Due sconfitte contro Fluminense e Real Madrid, ma dai connotati diversi

Nell'immagine: a sinistra Lautaro Martinez, a destra Teun Koopmeiners (foto Daniele Buffa/Image Sport)

E’ finita agli ottavi l’avventura mondiale per Inter e Juventus. Due sconfitte contro Fluminense e Real Madrid, ma dai connotati diversi. Per i nerazzurri, da quest’anno affidati alle cure di Cristian Chivu dopo i quattro anni di gestione Inzaghi, la sconfitta è più dolorosa perché è maturata contro un avversario sulla carta non irresistibile.

La verità è che l’Inter la partita non l’ha giocata, concedendo troppo all’avversario che sul campo correva mentre i nerazzurri passeggiavano. Stanchezza, si dirà, forse è così, dal momento che il finale di stagione ha visto l’Inter arrivare ai grandi appuntamenti con la lingua di fuori. L’eliminazione in Coppa Italia contro il Milan, lo scudetto lasciato al Napoli complice i pareggi contro Parma e l’ultimo con la Lazio al novantesimo che gridano vendetta. E per finire, ma non ultima, la dolorosissima sconfitta di Monaco in Champions League contro il Paris. Dove l’Inter è arrivata stanca e non sono bastati pochi giorni di riposo alla Pinetina per rimettere in piedi una squadra stanca e logora da una stagione estenuante. Il Mondiale americano lo ha confermato e adesso l’Inter deve solo pensare a staccare la spina, ritrovare energie fisiche e mentali, anche se la sconfitta contro il Fluminense ha innescato un’altra problematica, stavolta di spogliatoio. Le parole di capitan Lautaro Martinez rivolte, senza fare nomi, a Calhanoglu, rischiano di fare ulteriori danni, visto che alla replica del turco, Thuram ha messo il “mi piace”, che al capitano sarà poco gradito. L’Inter torna a casa con una trentina di milioni che serviranno, tanto, per le casse societarie, ma con tanti interrogativi, perché la squadra è stanca e ha bisogno di rinforzi importanti. Il tempo delle disfatte, è finito. Così spera il popolo nerazzurro.

Diverso il discorso per quanto concerne la Juve. Le vittorie iniziali contro i modestissimi Al Ain e Wydad, hanno illuso che tanti problemi erano stati messi alle spalle. Ma non era così, perché ci ha pensato il Manchester City a ridurre in briciole i sogni bianconeri, togliendo quel primo posto nel gruppo che avrebbe fatto tutta la differenza del mondo. E il Real, seppur con il minimo scarto, ha confermato che serve tanto a Tudor per presentarsi con le giuste credenziali al via della nuova stagione. Tudor sa bene da cosa e chi ripartire, Yildiz su tutti. Anche in America ha illuminato il bianconero con una classe immensa. Ma da solo non può fare miracoli. L’arrivo di David e forse quello di Sancho, potrebbero essere iniezioni forti per riprendere confidenza con la vittoria che dalle parti di Torino bianconera, non è importante, ma è l’unica cosa che conta. Uscita diversa da quella dell’Inter, perché i galacticos, i bianconeri per mezz’ora se la sono giocata. Con i nuovi innesti, e con i soldi mondiali, sicuramente potrà giocarsela diversamente.

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