Infantino esalta il Mondiale: “Successo unico”

Il Mondiale per club è giunto al termine dopo 63 partite. Il presidente della Fifa ha rilasciato dichiarazioni in un incontro con i giornalisti

foto Imago/Image Sport

Il Mondiale per Club ha chiuso i battenti dopo un mese di gare (63) di grande livello che hanno portato entusiasmo e hanno rappresentato la prova generale in vista del prossimo Mondiale, quello per Nazioni, in programma il prossimo anno negli Stati Uniti, oltre che in Canada e Messico. La felicità si legge negli occhi del presidente della Fifa Gianni Infantino che ha incontrato i giornalisti presso la Trump Tower sulla Fifth Avenue di New York, dove la Fifa ha appena aperto un ufficio. “Il Mondiale che sta per chiudersi – ha detto il numero uno della Fifa – è la competizione di club di maggior successo al mondo. Posso dire che l’età d’oro per club è iniziata, e che questo Mondiale per Club è stato un enorme successo”.

Infantino si toglie qualche sassolino dalle scarpe ripensando ad alcune critiche ricevute. “Abbiamo sentito che finanziariamente non avrebbe funzionato, che nessuno sarebbe stato interessato ma posso dire che abbiamo generato quasi 2,1 miliardi di dollari in entrate, per 63 partite, il che significa una media di circa 33 milioni di dollari per partita. E sfido qualsiasi altra competizione a raggiungere cifre del genere. Il Mondiale per Club è stata la competizione di club di maggior successo al mondo. Tutte le squadre che sono venute qui sono state felici. Ci sono tante squadre che non sono venute in quanto non si sono qualificate. Siamo stati chiamati da tanti club che volevano capire meglio cosa dovevano fare per qualificarsi. Il dispiacere per non aver portato qui in America alcune squadre, è tanto. Mi sarebbe piaciuto avere qui Liverpool, Arsenal, Manchester United, Barcellona, Tottenham, Milan, Napoli ma per arrivare al Mondiale bisogna qualificarsi e ci sono criteri diversi. Che sono i giusti requisiti per qualificarsi. In vista dell’edizione che andrà in scena nel 2029, non sentiamo il bisogno di cambiare, in quanto abbiamo creato qualcosa di nuovo, qualcosa che è qui per rimanere, qualcosa che sta cambiando il panorama del calcio di club, del quale andiamo tutti orgogliosi”.

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