Imprese, feste, delusioni: tutti i verdetti della Serie A

ULTIMO AGGIORNAMENTO 2:27

Game over. Il campionato ha emesso i suoi verdetti dopo gli ultimi novanta minuti. In testa cambia nulla rispetto allo start di giornata. A Juventus e Napoli, si accodano Atalanta e Inter. I bergamaschi battono il Sassuolo e volano nella Grande Europa. Risultato straordinario, epico per Bergamo. E’ Champions anche per l’Inter che domina in lungo e largo l’Empoli ma deve aspettare un guizzo di Keita per mettere il muso avanti. Icardi sbaglia anche un rigore, Traore firma il momententaneo pari, poi ci pensa Radja Nainggolan a chiudere i giochi e regalare l'accesso all'Europa che conta a Spalletti. Niente da fare per il Milan che passa a Ferrara e si conferma quinto e quindi di diritto ai girone di Europa League insieme alla Lazio che si è aggiudicata la Coppa Italia. La Roma chiude battendo il Parma, ma per effetto dei risultati della giornata, rimane in sesta posizione. Saranno preliminari di Europa League. In coda Fiorentina e Genoa non si fanno male e per il Grifone il punto è d’oro perché consente al fotofinish di agganciare l’Empoli e festeggiare la permanenza in A. Retrocedono i toscani di Andreazzoli, protagonisti di un grande finale. Ma l’Empoli s’è svegliato troppo tardi. Con i toscani in B anche i già retrocessi Frosinone e Chievo.

Roma-Parma

All’Olimpico gli occhi sono tutti per Daniele De Rossi, all’ultima, suo malgrado, con la maglia della Roma. Dopo 18 anni di giallorosso. Stadio sold out come mai si era visto in questa stagione. Oltre sessantaduemila persone legate da un unico comune denominatore, l’amore per il capitano. Emozione palpabile al momento dell’annuncio delle formazioni, con l’Olimpico legato da un unico filo conduttore. Il nome di Daniele scandito da uno stadio intero, sessantamila voci che hanno scandito per interminabili minuti il suo nome. E Daniele, commosso, a ringraziare la sua gente. Piove a dirotto sull’Olimpico, quasi anche il cielo avesse preso male quest’addio senza dirsi neppure una parola. E anche il cielo non ha smesso di piangere per gli interi novanta minuti, mentre la Sud continuava a scandire all’unisono il nome di Daniele. Tanti gli striscioni, solo per lui. “Per 18 anni ci hai onorato, DDR vanto mai tramontato”. E ancora “Ci hai rappresentato in campo per 18 anni, da oggi questa curva rappresenta te”, “Un grande uomo, un capitano, un tifoso, grazie DDR16”, “Ultras dentro e fuori il campo” con l’immagine gigantografata di Daniele. E poi ancora “Siamo tutti DDR”, “Lode a te Daniele, ultimo imperatore” ed “Eternamente nostro capitano”. Emozioni e lacrime. Prima del via premiato Zaniolo quale miglior giovane della serie A. Ed anche per lui overdose di applausi. Emozioni anche in corso d’opera quando la curva ha ringraziato Claudio Ranieri. “Mr Ranieri, nel momento del bisogno hai risposto presente, adesso ricevi l’omaggio dalla tua gente”. E il coro “Ranieri uno di noi”, col tecnico che si è inchinato davanti alla sua gente riuscendo a stento a trattenere le lacrime. Ma emozione e commozione tangibile. Cori irripetibili invece contro il presidente Pallotta. In mezzo la partita con un De Rossi, manco a dirlo, monumentale in mezzo al campo. La sblocca un romano e romanista, Lorenzo Pellegrini, dopo che Mirante si era opposto con grande scelta di tempo ad una conclusione rabbiosa dell’ex Gervinho. La Roma vuole chiuderla e Perotti fa gridare al gol su una conclusione rabbiosa da fuori di poco alta sopra la traversa. Dzeko si divora il raddoppio. Cori anche per il bosniaco al momento della sostituzione con Schick. E poi, al minuto 82 Ranieri richiama De Rossi per far posto a Under per la standing ovattino dell’Olimpico. Gervinho intanto gela l’Olimpico per il pari del Parma, ma stretto giro ci pensa Diego Perotti a riportare avanti la Roma. Che chiude così al sesto posto che vale solini preliminari di Europa League. Con tanto rammarico, per tutti i punti lasciati per strada.

Inter-Empoli 

L’Inter è in Champions, ma quanta sofferenza. Quello nerazzurro è un assedio alla porta di Dragowski, ma il portiere empolese para persino l’impossibile e la partita nei primi quarantacinque minuti non si sblocca. A inizio ripresa ci pensa Keita, l’ex laziale, a scardinare la porta empolese per il gol che in questo momento vale la Champions. Avrebbe l’opportunità l’Inter di mettere subito al sicuro il risultato, ma dal dischetto Mauro Icardi si fa ipnotizzare da Dragowski. Ma i guai per l’inter non sono finiti perché Traore a 15 dalla fine firma l’incredibile pari, che salva i toscani e spedisce i nerazzurri in Europa League. Incubo che svanisce a stretto giro. Ci pensa Radja Nainggolan a togliere le castagne dal fioco e regalare al suo mentore Luciano Spalletti il gol che vale la Champions league per il secondo anno consecutivo. 

Atalanta-Sassuolo

Missione compiuta per i bergamaschi, che chiudono al terzo posto davanti all’Inter Berardi porta avanti i neroverdi di De Zerbi, il solito Zapata li riprende. Partita giocata ad alti ritmi, in costante equilibrio. Nel vortice dei risultati, l’Atalanta, sarebbe fuori dalla Champions, ed allora ecco il guizzo dell’uomo immagine, ovvero il “Papu” Gomez che in avvio di ripresa porta avanti i suoi. E riporta i bergamaschi nella grande Europa. E subito dopo, tanto per evitare guai, Pasalic mette al sicuro il risultato: 3-1 per la Dea. Ed è una storica Champions.

Spal-Milan 

Emozioni anche al Mazza di Ferrara dove il Milan, nel giro di cinque minuti, piazza l’uno-due con Calhanoglu e Kessie ma a stretto giro di una partita in grande equilibrio, la riapre Vicari per il 2-1 con il quale si va all’intervallo. La Spal non ci sta a perdere l’ultima e nella ripresa Fares firma il pari che gela i rossoneri che ritorno quinti. I risultati dagli altri campi non gratificano i rossoneri che a questo punto sono fuori dalla Champions. Kessiè firma il nuovo vantaggio rossonero al Mazza, ma il sorriso arriva grazie a Traore che firma il pari dell’Empoli a San Siro e spedisce all’inferno l’Inter. Milan in Champions. Anzi no, perché a Milano Nainggolan firma il vantaggio nerazzurro e rende vano il successo rossonero a Ferrara. Milan che chiude al quinto posto davanti alla Roma e si qualifica per la prossima Europa League. Uefa permettendo, in attesa di conoscere quelle che saranno le decisioni del massimo organismo europeo sul mancato rispetto del fair play finanziario. Rossoneri rischiano l’esclusione dall’Europa. Vedremo. 

Zona calda 

Non mancano i sussulti. A Firenze Fiorentina e Genoa non si fanno male, stanno a guardare quello che succede a Milano tra Inter ed Empoli. E’ un susseguirsi  di emozioni, con il Grifone che soffre, stringe i denti poi, alla fine, ringrazia Nainggolan che stende l’Empoli e spedisce i toscani in B.

Nelle altre partite, il Torino batte nettamente la Lazio per 3-1 e chiude alla grande una stagione fantastica. La decidono i gol di Iago Falque, Lukic e DeSilvestri, in mezzo il gol della bandiera di Ciro Immobile. Torino che sale al settimo posto con 63 punti, ma è fuori dall’Europa. Commozione anche al Grande Torino, dove Emiliano Moretti lascia il calcio dopo 24 anni di onorata carriera, di cui 21 a livello professionistico. Lazio invece che chiude staccata all’ottavo posto ma si consola con la vittoria della Coppa Italia che significa Europa League senza passare per i preliminari. Ancora un tonfo per la Juve che si presenta a Marassi contro la Samp con tante seconde linee. Doriani più vogliosi e nel finale i gol di Defrel e Caprari regalano l’ultimo sussulto di gloria alla formazione doriana. Chiude male anche il Cagliari, che alla Sardegna Arena si fa battere per 2-1. Ma anche qui, il risultato contava assai poco.

Il tributo dell'Olimpico

Standing ovation continuata a fine gara con l'intero stadio ai piedi di Daniele De Rossi, salutato da due grandissimi ex, romani e romanisti, Bruno Conti e Francesco Totti. E giù, ancora lacrime comn tutti i compagni di squadra e lo staff al centro del campo per festeggiare e salutare Daniele. Sul megaschermo dell'Olimpico le immagini di diciotto anni d'amore. L'abbraccio commosso con i compagni, uno stadio in lacrime, con Claudio Ranieri e con Bruno Conti e Francesco Totti, altre due icone del calcio romano e romanista. L'abbraccio con la moglie e i figli con una gigantografia che scendeva dal cielo con l'immagine di Daniele. Una notte da lupo, una notte da campione, quello che è stato Daniele per la Roma. E poi un giro di campo infinito con al collo la sciarpa di quella Magica che resterà indelebile stampata nel suo cuore, come rimarrà nel cuore del romanismo che gli ha tributato un saluto speciale durante il giro di campo. Tra gli applausi di De Rossi accompagnato da tutti i compagni, mentre dai settori piovevano sciarpe. Lo sguardo di Totti che ha rivissuto le stesse identiche sensazioni di due anni, quando toccò a lui lasciare il calcio e soprattutto la Roma. E poi il passaggio sotto la Sud dove Daniele si è inginocchiato baciando per terra. E altri cori per il capitano di mille battaglie. Grazie Daniele, anche la tua storia è già leggenda.

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