Emozioni sulla pelle, una cerimonia d’apertura del Mondiale 2026 semplicemente da brividi. La sfilata delle 48 bandiere dei Paesi presenti alla Coppa del Mondo, una Coppa gigantesca al centro del campo e poi il trofeo vero mostrato dal presidente della Fifa Gianni Infantino. Il leggendario Stadio Azteca di Mexico City si è trasformato nell’ombellico del mondo con la parte musicale che ha toccato l’anima dei presenti. Sul palco Shakira che ha cantato “Dai dai” e Andrea Bocelli che ha cantato in italiano l’inno dance della competizione, “Dna”, e gli 80mila dell’Azteca in delirio. Altri grandi protagonisti come J Balvin, con outfit griffato e colorato, con tanto di arrivo in campo a bordo di una macchina, e i Manà che hanno rotto il ghiaccio esibendosi per primi. Festa finita in un’overdose di applausi. Poi, parola al campo.
Trionfa El Tricolor
Trionfano i padroni di casa nella prima del Mondiale. Il Messico batte 2-0 il Sudafrica ed apre nel migliore dei modi il suo cammino. Nel leggendario Stadio Azteca, El Tricolor domina i sudafricani che vanno sotto per effetto delle reti messe a segno da Quiñones in apertura e Jimenez nella ripresa. Bafana Bafana che chiudono in nove per i rossi a Sithole e Zwane, mentre per il Messico ad andare anzitempo sotto la doccia è Montes (92’). Parte forte la squadra di casa, che passa subito con un destro di Quinones che si infila sotto le gambe del portiere sudafricano. Il Messico domina e va più volte vicino al raddoppio, mandando in difficoltà il Sudafrica che soffre le ripartenze. Gutierrez vola in campo aperto, Sithole lo stende ed è rosso. Il 2-0 è nell’aria e arriva con l’incornata di Jimenez. Il Sudafrica crolla del tutto, resta in nove per l’altro rosso a Zwane per condotta violenta. Poco dopo, a partita finita, rosso anche per Montes per aver interrotto un’azione da gol. Finisce qui, il Messico può sorridere.
La rimonta della Corea del Sud
Inizia con un successo in rimonta il Mondiale della Corea del Sud che a Guadalajara riprende e sorpassa la Repubblica Ceca imponendosi per 2-1. Gioca meglio e si diverte la formazione coreana che però a inizio di ripresa subisce il gol della Repubblica Ceca con Krejci, ma continua a macinare il suo gioco, la riprende e la ribalta con le reti di Hwang In-Beom e Hyeon-Gyu Oh e porta a casa meritatamente i primi tre punti del torneo che permettono agli asiatici di agganciare il Messico in testa al Gruppo A.
Oggi tocca a Bosnia e Usa
Seconda giornata del Mondiale con due gare in programma relative al gruppo B. A Toronto si gioca Canada-Bosnia alle 21 italiane, e sale la rabbia per quel che doveva essere e non è stato. Doveva esserci l’Italia ed invece il pass lo ha conquistato la formazione bosniaca che stasera inizia con tanto entusiasmo la cavalcata mondiale, guidata dall’inossidabile Edin Dzeko che vuole continuare a brillare di luce proprio nell’evento più importante al mondo.
L’ex Roma ci crede: “Nulla è impossibile”
Una vita a pane e pallone: Wolfsburg, Manchester City, Roma: “Sono cresciuto con la guerra. All’improvviso, mi sono ritrovato a vivere una favola. Niente è impossibile. Nemmeno portare la Bosnia ai Mondiali, e ci siamo riusciti”. Indimenticabile la notte di Zenica, era il 31 marzo e per i bosniaci, ai calci di rigore, si spalancavano le porte del mondiale, mentre l’Italia tornava mestamente a casa. “Quella sera, il solo fatto di trovarmi a Zenica è stato incredibile. Più sto lontano dalla Bosnia, più la amo. Sono passati ormai vent’anni. Di cui nove in Italia. I miei figli sono nati a Roma. È ancora la mia seconda casa. Ma ogni volta che vado a trovare i miei genitori a Sarajevo, e mia madre cucina, e ci sono tutti, sono semplicemente felicissimo. Indossando questa maglia, il mio cuore batte in modo diverso. Gioco per la mia gente. Gioco per i ragazzi e le ragazze delle strade di Sarajevo. Gioco per tutte le diverse culture e religioni che rendono il nostro Paese così bello, anche se alcune persone stanno ancora cercando di dividerci. Non ci riusciranno mai”. E stasera a Toronto, avanti con la nuova missione, quella di far brillare la stella della sua Bosnia.
Il sogno americano
A Los Angeles, quando in Italia saranno le cinque del mattino, tocca agli Stati Uniti di Mauricio Pochettino aprire il Mondiale contro il Paraguay. Le attese sono pari alle speranze quelle della formazione americana che vuole fare non bene ma benissimo in questo mondiale in casa. E non è esagerato sognare, la squadra c’è, illuminata da quel genio di Pulisic che vuole dimenticare l’amara stagione con il Milan e regalare una Mondiale di gloria alla sua America.

