MERCOLEDÌ 17 GIUGNO 2015, 16:10, IN TERRIS

GOLDEN STATE CAMPIONE DELLA NBA DOPO 40 ANNI

Warriors più forti dei Cavs che si arrendono in gara 6 in casa

REDAZIONE
GOLDEN STATE CAMPIONE DELLA NBA DOPO 40 ANNI
GOLDEN STATE CAMPIONE DELLA NBA DOPO 40 ANNI
I Golden State Warriors trionfano e conquistano fuori casa in gara 6, il titolo Nba:  un trofeo che mancava in bacheca da 40 anni. Il punteggio finale è di 105-97 a discapito dei Cavs, e la serie si chiude sul 4-2. Per Stephen Curry 25 punti, 6 rimbalzi e 8 assiste, mentre per l'Mvp delle finali è Andre Iguodala a segno con con 25 punti 5 rimbalzi e 5 assist e infine Draymond Green da tripla doppia, 16 punti, 11 rimbalzi e 10 assist. “Devo dire che tutti hanno fatto un lavoro eccellente - afferma il coach dei Warriors - quest’anno si è parlato molto del nostro modo di giocare, del fatto che basiamo parte del nostro gioco sulle triple ma in realtà per vincere nella Nba devi riuscire a trovare la giusta sintesi. Questa squadra ha avuto, da un punto di vista statistico, la miglior difesa della Lega, molti se lo dimenticano e parlano solo del nostro attacco. Senza una grande difesa non puoi conquistare il titolo Nba. Dall’inizio ho capito che questo modo di giocare avrebbe avuto successo, certo non mi aspettato di vincere l’anello. Il merito naturalmente va a questo gruppo straordinario. Tutti i giocatori si sono sacrificati per il bene della squadra, gente come Lee o Iguodala per esempio ha accettato un ruolo di secondo piano senza problemi. Sono stato davvero fortunato a poter allenare una squadra del genere”.

“E’ stata un’esperienza assolutamente incredibile - commenta invece Curry, zuppo di champagne - voglio bene a tutti i miei compagni, è stato un onore giocare con loro. Tutti hanno fatto grandi sacrifici per il bene della squadra e questo titolo e’ il giusto premio. Abbiamo disputato una grande regular season e poi non abbiamo rallentato nella postseason, credo che questa verrà ricordata come una delle migliori squadre della storia della Nba”

Delusione tra i Cavs, con la stella LeBron James che segna comunque 32 punti, 18 rimbalzi e nove assist: con una media altissima di punti nella serie, alla fine da solo non riesce a trascinare alla vittoria la squadra e il sogno di portare per la prima volta il titolo Nba a Cleveland è per adesso rimandato. Importanti anche le pesanti assenze di Irving e Love durante tutta la serie. La vittoria è stata celebrata a Oakland dove la Oracle arena è stata aperta al pubblico e in 20.000 hanno assistito davanti al maxischermo.  “Abbiamo riportato la franchigia ai vertici - dice invece LeBron James - ma quando perdi c’e’ poco da dire. Credo che non ci sia stata un’altra squadra nella storia della Nba in grado di arrivare alle Finals pur priva di due All Star, non siamo stati fortunati per quanto riguarda gli infortuni e nei playoff le assenze pesanti finisci per pagarle. Se questa sconfitta in finale fa più male delle altre? No, fa sempre male nello stesso modo. Se perdi giocando a Miami a Cleveland o su Marte, non fa differenza.”
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