Sei partite finora sospese, tutte intorno alla mezz’ora di stop, esclusa Chelsea-Benfica che ha avuto un fermo di quasi due ore. Inaccettabile per una partita di calcio. Ma la sicurezza viene prima di tutto, ci mancherebbe altro. In realtà, il Dipartimento Sicurezza degli Stati Uniti (National Weather Service), è attentissimo alle condizioni meteo, soprattutto in questo periodo dell’anno dove le tempeste tropicali e gli uragani sono più frequenti. Il pericolo maggiore sono i fulmini, che nel caso vengano avvistati nel raggio di una decina di chilometri, portano all’immediata sospensione dell’evento in corso. Basti pensare che ogni anno, non meno di trenta persone perdono la vita all’aperto per essere state colpite da fulmini. Sospensione che mediamente si aggira intorno ai trenta minuti, fintanto le condizioni meteo non migliora. E poco importa se allo stadio di Charlotte splendeva il sole e all’orizzonte aveva fatto capolino persino l’arcobaleno. Al Dipartimento Sicurezza importa poco perché gli eventi sono subordinati a normative stringenti dalle quali non si scappa.
In attesa di stasera
Stasera c’è Inter-Fluminense e il meteo indica pioggia e pericolo fulmini proprio in concomitanza con il calcio d’inizio della partita fissato per le ore 15 locali. L’attenzione è altissima ed il problema di difficile soluzione.
Soprattutto perché tra un anno esatto, qui in America, oltre che Messico e Canada, si giocherà il Mondiale per Nazioni e le difficoltà ambientali saranno le stesse. La chiamano la tempesta perfetta, che sta mettendo seriamente in difficoltà la Fifa organizzatrice dell’evento anche se la sicurezza resta sempre al primo posto. La realtà ci parla di stadi deserti, con il pubblico costretto ad evacuare le tribune per trovare riparo in una zona sottostante sicura, dove i calciatori sono costretti a fare ritorno negli spogliatoi. Come detto il protocollo parla di mezz’ora di stop per gli eventi all’aperto dal primo fulmine caduto, ma al tempo stesso il tempo si azzera qualora ne vada un altro. E così si arriva a ritardi lunghissimi. Il meteo è impazzito, come la nostra vita, complice il cambiamento climatico. Nella Florida (Miami e Orlando) e nella zona di Charlotte, fulmini e saette sono ormai diventate pane quotidiano con le quali la popolazione convive da tempo. Ma il calcio lo sta scoprendo solo ora. Già sei partite fermate e siamo appena alla metà del percorso che chiuderà il 13 luglio. Qualcuno si interroga se la scelta dell’America, viste le condizioni, sia quella giusta. Domande che non avranno una risposta perché i due Mondiali (Club e Nazioni) sono stati già appaltati da tempo e si conoscevano i possibili rischi. E allora si va avanti, scrutando il cielo, alzando lo sguardo, sperando che l’arrivo di una nivola maligna non sia il presagio di una sospensione. Anche perché non c’è soluzione, e si aspetta che passi la tempesta. The show must go on.

