Europa League, valanga Blues: il Chelsea è campione

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:07

Delirio Chelsea. Il derby d’Europa di Londra è dei Blues, Arsenal si inchina è il Chelsea a conquistare l’Europa League nella notte di Baku. Il primo trofeo per Maurizio Sarri, che magari qualcuno in casa Chelsea non ama, ma che al primo colpo ha conquistato Europa League e il terzo posto in Premier dietro City e Liverpool, riportando il Chelsea in Champions. A Baku finisce 4-1 per effetto della doppietta di Hazard e dei personali di Pedro e Giroud, di Iwoki il gol della bandiera dell’Arsenal. Nella notte del trionfo del calcio inglese e londinese, trionfa l’uomo venuto da Napoli, che anche stasera ha sofferto con quel mozzicone che nervosamente passava da mano a bocca ad esorcizzare un sfida che si preannunciava difficilissima contro quell’Emery che di Europa League se ne intende (ne ha vinte tre con il Siviglia), ma soprattutto contro un Arsenal che anche in Premier ha fatto soffrire e non poco i cugini di Stamford Bridge. 

Fase di studio

Un primo tempo al di là della noia, rattristito dalle alchimie di centrocampo con Chelsea e Arsenal che non si fanno male. Sarri non rinuncia al suo 4-3-3. Non c’è Antonio Rudiger costretto a seguire il match da bordo campo con le stampelle e non c’è Gonzalo Higuain protagonista alla vigilia di uno screzio con David Luiz. Nell’Arsenal assenti il neo juventino Ramsey e Mkhitaryan. Nel tridente offensivo c’è Giroud con Hazard e Pedro al posto di Willian. In mezzo il recuperato Kantè con al fianco Jorginho e Mateo Kovacic. Dietro, davanti a Kepa, la coppia centrale David Luiz-Christensen, a destra c’è Azpilicueta, a sinistra l’ex romanista Emerson Palmieri (out Marcos Alonso). Emery sceglie invece il 3-4-1-2, con l’ex Cech tra i pali, Sokratis, Koscielny e Monreal nella linea difensiva. In mezzo Maitland-Niles, Torreira, Hhaka e Kolasinac, Ozil trequartista, Lacazatte e Aubameyang in prima linea. Oltre Sarri c’è anche un altro italiano, il direttore di gara Gianluca Rocchi. Tanto fumo e poco  arrosto in quarantacinque minuti con pochi guizzi e altrettanto poca fantasia. Match al piccolo trotto con l’Arsenal che parte meglio e tiene il campo con sufficiente autorità. Ozil prova ad innescare le due bocche da fuoco dell’attacco dei Gunners, ma la retroguardia dei Blues fa buona guardia. Chelsea troppo farraginoso nella manovra. Tiene più la palla ma la verticalizza poco. Tre soli guizzi, Hhaka scheggia la traversa, Kolasinac fa venire i brividi a Kepa e nella parte discendente della prima frazione è Giroud con una gran girata a costringere Cech a salvarsi in angolo. Hazard cerca sempre la profondità, giocate illuminanti per il grande uomo mercato dei Blus, ma il Chelsea non decolla. Sotto la doccia con lo stesso risultato con il quale hanno iniziato. Pari finora giusto.

Chelsea a raffica

Parte meglio il Chelsea alla ripresa del gioco, ancora Giroud, palla deviata in angolo. Aumenta la pressione della squadra di Sarri che a stretto giro trova il vantaggio. Ed è un gol bellissimo: lo firma Giroud che si ritrova la testa calda e anticipa tutti sul centro al bacio di Palmieri: 1-0 Chelsea e partita adesso costretta ad aprirsi. L’Arsenal accusa il colpo e fatica a ripartire con i tempi giusti, mentre continua a salire il Chelsea, con Hazard padrone assoluto del campo. Il belga alza la testa, vede l’inserimento di Pedro e lo serve coi tempi giusti, lo spagnolo gioca d’anticipo e la tocca di prima intenzione con un sinistro velenosissimo, Cech è battuto ancora. E vola il Chelsea: 2-0 dopo quindi minuti. Adesso inerzia della partita tutta dalla parte dei Blues. Palmieri spinge con i tempi giusti, freschezza e qualità per l’ex Roma. Kantè in mezzo è una diga, Jorginho è il play che ha illuminato il Napoli la passata stagione. Arsenal che fatica ad uscire, il Chelsea sente l’odore del sangue e continua a spingere in cerca del colpo di grazia che potrebbe chiudere la partita. E lo trova. Lo scatenato pedro semina il panico nella retroguardia dei Gunners e la mette in mezzo per Giroud steso dall’intervento da dietro scomposto di Maitland-Niles. Rocchi è lì, a due passi e non ha dubbi nell’assegnare il calcio di rigore. Dal dischetto va l’uomo di maggior peso dei Blues, ovvero Eden Hazard, prossimo ad abbracciare il Real Madrid la prossima stagione. Davanti all’asso belga, il para rigore Cech, ma Hazard lo spiazza: palla da una parte, portiere dall’altra. Ed è 3-0 Chelsea.

Poker da favola

Doppio cambio per Emery, dentro Iwobi e Guendouzi, fuori Torreira e Monreal. Ed è proprio il neo entrato Iwobi che regala l’ennesimo brivido di una partita che sembrava chiusa. Il neo entrato con un destro di controbalzo  fa secco Kepa e forse la riapre. Cambia anche Sarri, dentro William per Pedro. Di sicuro non saranno banali gli ultimi venti minuti. E infatti non lo sono perché Hazard vuole salutare con un ricordo speciale la sua gente prima di approdare al Bernabeu. Scambio tutto di prima con Giroud col francese che la rimette in mezzo e il belga da due passi anticipa il suo angelo custode e chiude la partita: 4-1 Chelsea, Arsenal distrutto sul piano del gioco, grazie ad un secondo tempo dove il Chelsea è stato troppo per un Arsenal che si era illuso dopo il primo tempo al piccolo trotto dei Blues. Si allargano le maglie della difesa dei Gunners e il Chelsea dilaga sul piano del gioco. Willian e ancora Hazard e poi l’inserimento al millimetro di Azpilicueta e ancora Willian a terrorizzare la difesa biancorossa, ormai sotto scacco. E’ un assedio quello del Chelsea. Entrano Barkley e Willock per Kovacic e Ozil, cvol Chelsea che fa accademia e che ogni tanto smarrisce le linee di passaggio dettate da Sarri. E per poco l’Arsenal non si rimette in gioco. Prima di pensa Kepa a compiere un autentico miracolo su Lacazette, poi Willock si inserisce bene nello spazio ma chiude troppo la traiettoria del pallone che si perde a pochi centimetri dal secondo palo. Arsenal con la forza della disperazione nel finale di gara, Chelsea che controlla forte di un vantaggio inattaccabile. Fuori Hazard ad una manciata di secondi dalla fine per la standing ovattino che Sarri regala al suo fenomeno. E più nulla fino al triplice dell’ottimo Rocchi. Trionfa il Chelsea, trionfa Maurizio Sarri che vince finalmente il primo trofeo della sua carriera. L’Arsenal si è illuso dopo un primo tempo di nulla, ma quando il Chelsea ha ingranato la marcia, è stato buio pesto. Le stelle di Londra sono quelle del Chelsea che illuminano il cielo di Baku e portano a casa l’Europa League. 

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