EUROPA LEAGUE: LA SAMP FALLISCE L’IMPRESA, MA ZENGA E’ SALVO

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:35

La Sampdoria vince 0-2 in casa del Vojvodina ma non basta per raggiungere la qualificazione alla fase a gironi dell’Europa League dopo lo 0-4 subito all’andata. Il risultato, però, salva per il momento la panchina di Walter Zenga. Per tentare la rimonta impossibile, il mister blucerchiato si affida ancora al tridente Krsticic-Muriel-Eder. A parte l’infortunato Palombo, sostituito da Coda, è lo stesso undici travolto dal Vojvodina all’andata. Ai doriani serve subito una rete e questa arriva al quarto d’ora: Muriel serve l’assist per Eder, il nazionale azzurro supera con un preciso rasoterra Zakula. Il vantaggio è una ventata d’entusiasmo per la Sampdoria, ma i serbi non stanno a guardare e impensieriscono gli ospiti con Ozegovic: il salvataggio di Fernando è provvidenziale.

Blucerchiati vicinissimi al raddoppio con una gran conclusione di Soriano: Zakula si supera. Poi sono i padroni di casa a rendersi minacciosi con uno spunto personale di Sekulic, nell’occasione è ancora attento Fernando. Nella ripresa la Sampdoria continua a spingere a caccia del 2-0 che riaprirebbe la speranza qualificazione. Ma è il Vojvodina a sfiorare il gol con un colpo di testa di Ivanic: Viviano è strepitoso nel sventare la sfera sulla linea di porta. Lo stesso numero uno blucefchiato è chiamato all’intervento sul sinistro di Duric. Il sospirato raddoppio doriano arriva sugli sviluppi di un contropiede e una bellissima triangolazione Eder-Muriel: l’italobrasiliano serve il colombiano, che infila con un sinistro al volo (25′). Restano venti minuti per non salutare l’Europa, Zenga getta nella mischia i giovani Bonazzoli ed Ivan. Ma nelle file dei liguri si fanno sentire la fatica e la difficoltà nel creare gioco e la rimonta, inevitabilmente, resta a metà. Zenga può consolarsi con l’atteggiamento visto, soprattutto nel primo tempo, della sua squadra, di ben altro piglio rispetto al disastro dell’andata. Chissà se a patron Ferrero potrà bastare per confermarlo in panchina.

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