Danimarca, le star scioperano: giocano quelle di Futsal

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:55

Bello il calcio a 5 ma, e non è un mistero, palesemente distante dal calcio vero, quello giocato in 11 su campi di 80 metri. Evidenemente però, come spesso capita, necessità fa virtù e la Federazione danese ha dovuto adeguarsi a uno degli scenari più incredibili della sua storia: lo scontro frontale con il sindacato dei calciatori, legato ai nuovi contratti di sponsorizzazione (che secondo la parte che tutela i giocatori entra in conflitto con gli sponsor privati degli atleti che militano in nazionale), ha creato una situazione di fortissimo contenzioso fra la Dansk Boldspil Union e il sindacato, tanto da provocare il clamoroso forfait alla chiamata con i Dansk dynamite di alcuni dei migliori calciatori, sia per l'amichevole con la Slovacchia che per l'esordio attesissimo in Nations League contro il Galles. Per questo la Federazione è corsa ai ripari, racimolando possibili titolari dalle categorie minori e, soprattutto, chiamando a Copenaghen i migliori giocatori di Futsal del Paese.

Situazione di emergenza

Per ora, tali convocazioni riguardano esclusivamente la sfida con gli slovacchi ma è altamente probabile che debbano essere impiegati anche per il supermatch di Aarhus contro i gallesi di Gareth Bale e Aaron Ramsey. In panchina, al posto del ct ufficiale Age Hareide (che ha rifiutato di affrontare le due partite in quanto non avrebbe a disposizione i giocatori da lui convocati), l'ex gloria danese John Jensen, campione d'europa con le Dinamiti danesi nel 1992 e chiamato in fretta e furia per tentare di far “sopravvivere” la nazionale nelle due imminenti sfide. Una situazione ulteriormente complicata dall'adesione allo sciopero anche da parte di molti calciatori delle serie minori del calcio danese (per solidarietà con i loro colleghi): da qui, la decisione di tentare il tutto per tutto con i fuoriclasse del Futsal Christopher Haagh, Victor Hansen, Adam Fogt, Christian Christensen, Kevin Jorgensen e Louis Veis. Mai visti, in partite ufficiali, su un campo di calcio a 11.

Scelta obbligata?

Nonostante si giochi sempre con un pallone e su un terreno di gioco con (quasi) le stesse regole, il calcio a 5 è totalmente diverso da quello tradizionale: più veloce, con esigenze tattiche che, per azioni e schemi, differiscono quasi totalmente da quelle normalmente visibili durante una normale partita di calcio. La Federazione però, non potendo contare sui vari Eriksen, Schmeichel e compagnia (in sostanza sugli uomini che, un po' a sorpresa, sono arrivati agli ottavi di Russia 2018 rischiando pure di buttare fuori la Croazia poi finalista) ha deciso di scegilere il male minore, ovvero di giocare le partite evitando le conseguenze (praticamente certe) che avrebbe portato un eventuale annullamento. All'eroe della finalissima di Goteborg di 26 anni fa, Jensen, il compito di fare il miracolo assemblando a tempo di record una squadra composta da calciatori mai presenti su campi importanti e da qualcuno che un calciatore vero e proprio nemmeno lo è.

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