GIOVEDÌ 21 MAGGIO 2015, 000:55, IN TERRIS

COPPA ITALIA: LA JUVE NON SI FERMA PIU'. TRIONFO ALL'OLIMPICO

I bianconeri battono la Lazio in rimonta e si aggiudicano il trofeo per la decima volta

REDAZIONE
COPPA ITALIA: LA JUVE NON SI FERMA PIU'. TRIONFO ALL'OLIMPICO
COPPA ITALIA: LA JUVE NON SI FERMA PIU'. TRIONFO ALL'OLIMPICO
Festa bianconera all'Olimpico di Roma. La Juve batte la Lazio in rimonta per 2-1 con un gol in extremis di Matri e vince la decima Coppa Italia, il secondo trofeo di una stagione che si concluderà con la finale di Champions di Berlino. Allegri, privo degli squalificati Marchisio e Morata, opta per il 3-5-2 e schiera in difesa Barzagli al fianco di Bonucci e Chiellini. Tra i pali confermato il portiere di Coppa, Storari. In avanti spazio al tandem Tevez-Llorente. 3-4-2-1 per Pioli, che recupera De Vrij nel trio di difesa che comprende anche Gemtiletti e Radu. A centrocampo il giovane Cataldi è preferito a Biglia, non al meglio e Ledesma. Unica punta di ruolo Klose, assistito da Candreva e Felipe Anderson. L'avvio della Lazio è strepitoso: quattro minuti e i biancazzurri sono già in vantaggio.

Sulla punizione di Cataldi, Radu sovrasta tutti in area bianconera e di testa batte Storari mirando all'incrocio. Lo svantaggio a freddo non scompone la Juventus che reagisce prontamente: Evra fa da sponda sulla punizione di Pirlo, Chiellini è pronto a girare al volo di sinistro e a riportare così i conti in equilibrio (1-1). Dopo le emozioni della prima parte, la gara si 'stabilizza' e scorre in un sostanziale equilibrio. Entrambe le formazioni preferiscono non correre rischi e a prevalere è l'atteggiamento tattico. L'uomo più temuto dai campioni d'Italia è ovviamente Felipe Anderson: il brasiliano se ne va in contropiede, serve al limite Cataldi il cui destro non reca problemi a Storari. Poi è Parolo a tentare il destro al volo sfruttando una leggerezza in disimpegno di Pogba: la palla, per fortuna dei bianconeri, non inquadra lo specchio di pochissimo. Lazio vicina al raddoppio. Prima dell'intervallo brivido in area laziale: Berisha rinvia sul corpo di Tevez, la sfera si spegne a lato.

Nella ripresa la Lazio scende in campo con piglio maggiormente aggressivo, ma è la Juventus la prima a rendersi pericolosa con un colpo di testa di Pogba su servizio di Lichtsteiner: palla che sorvola la traversa. Risposta biancazzurra con il destro dalla distanza di Parolo, servito da Candreva: nessun esito. Cambio forzato per Pioli al 25': Radu si arrende per sospetto stiramento, dentro Mauricio. La gara non difetta di intensità, ma i ritmi si mantengono decisamente bassi. I bianconeri faticano molto in fase di impostazione, l'iniziativa resta tra i piedi della Lazio che però non trova varchi. Allegri richiama in panchina un Pogba ancora lontano dalla forma migliore ed inserisce Pereyra.

Pioli inietta forze fresche in attacco gettando nella mischia Djordjevic, a lasciargli il posto è Klose. E proprio il nuovo entrato ha la grande occasione per portare avanti la Lazio: tutto solo davanti a Storari, però, l'attaccante serbo calcia addosso al portiere bianconero. Nella Juventus scocca l'ora di Matri: fuori Llorente. L'ex Genoa, a tre minuti dalla fine, insacca dopo il lancio millimetrico di Pirlo ma Orsato annulla per fuorigioco. I tempi regolamentari si concludono con un gran destro a giro di Tevez, la palla che è alta sulla traversa. Si va ai supplementari. Dove la fortuna non è certo dalla parte dei biancazzurri: Djordjevic scarica il sinistro dal limite e riesce a centrare addirittura due pali, a Storari battuto. Dal possibile 2-1 laziale, si passa al 2-1 bianconero: a firmare il sorpasso è Matri, che scambia con Tevez e di destro supera un non impeccabile Berisha (7'). Sul tentativo di destro di Basta da fuori si chiude il primo tempo supplementare. Si riparte con Pioli intenzionato a giocarsi il tutto per tutto: dentro un altro attaccante, Keita, fuori De Vrij. Ma è la Juventus a mettersi in evidenza con una punizione del solito Pirlo: Berisha respinge con i pugni. E negli ultimi minuti Tevez potrebbe calare il tris: servito da Vidal, la conclusione di prima intenzione dell'Apache non è degna della sua fama. Il forcing della Lazio non porta frutti: il muro bianconero resiste. E la Coppa Italia prende la strada di Torino.
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