Cech ai saluti, 15 anni da leggenda

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:57

Venti stagioni da professionista, ben 15 in Premier League; centoventiquattro presenze con la nazionale ceca, recordman; giocatore ceco dell'anno per 9 volte, sei delle quali consecutive, altro record; unico portiere della Premier ad aver mantenuto la propria porta inviolata in 200 occasioni. Primati su primati per Petr Cech, portierone dell'Arsenal e, di fatto, uno dei monumenti del calcio inglese del Nuovo millennio. Quasi due metri di altezza per uno che, con sole due maglie (Chelsea prima, Gunners poi), ha frantumato ogni possibile record per uno nel suo ruolo, mettendo in fila qualcosa come 19 trofei, tra cui una Champions League, in carriera. Sufficienti, secondo il numero 1 di Plzen, per chiuderla qui. O meglio, alla fine di questa stagione: “Questa è la mia ventesima stagione da calciatore professionista. Sento che è arrivato il momento giusto per annunciare il mio ritiro. Dopo aver giocato 15 anni in Premier League, e aver vinto ogni singolo trofeo possibile, sento di aver raggiunto tutto ciò che potevo conquistare. Continuerò ad allenarmi duramente con l'Arsenal nella speranza di vincere un altro trofeo entro la fine di questa annata, dopodiché guarderò al futuro per capire cosa mi riserva la vita fuori dal campo”.

 

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Carriera da leggenda

Messaggio secco su Twitter: Cech che si ritira significa che un altro emblema della Premier dei monumenti lascia il posto ai gioielli di quella ch verrà. Non è inglese ma è nel cuore degli inglesi, nonostante abbia giocato per due squadre rivali di Londra: prima veste il Blues del Chelsea, 11 stagioni da protagonista assoluto con quasi 500 presenze messe a referto; poi passa al red-white dell'Arsenal, altri 4 campionati da titolare inamovibile. Un caposaldo del calcio britannico, uno che ha saputo sbaragliare la concorrenza, relegando a riserva un'altra bandiera dei Blues come Carlo Cudicini. Ma anche uno che ha saputo rialzarsi da una grave caduta, un infortunio terrificante che poteva costargli non solo la carriera ma anche la vita. Accadde il 14 ottobre 2006, a una manciata di secondi dall'inizio del match di Premier col Reading, al Madejski Stadium: impatto violentissimo con il piede di Stephen Hunt, lanciato a rete, fortuito ma devastante. Lo rileva proprio Cudicini, che subirà un infortunio simile nel finale di gara. Stop forzato per Cech, lesione gravissima al cranio, si teme per lui: 98 giorni dopo è di nuovo in campo, con due placche metalliche sul temporale sinistro e un caschetto protettivo in testa. Non se lo toglierà più, diventerà il suo tratto distintivo. Quello della sua “seconda carriera” fra i top del calcio.

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