Benevento choc: il capitano Lucioni positivo al doping

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:05

Non sembra davvero esserci pace per il Benevento, cenerentola della Serie A (e d’Europa) alla prima avventura nel calcio dei “grandi”. Dopo un avvio non esattamente fortunato, caratterizzato da 5 sconfitte nelle prime 5 giornate di campionato (due delle quali, con Napoli e Roma, corredate da pesanti passivi), gli Stregoni si ritrovano a fare i conti con un’altra notizia choc: il difensore centrale (nonché capitano dei giallorossi), Fabio Lucioni, è risultato positivo a un test antidoping, effettuato al termine della sfida fra campani e Torino giocata al Vigorito e conclusa con la vittoria degli ospiti granata per 1-0 (gol di Iago Falque). Il calciatore 29enne, nello specifico, avrebbe fatto uso di un anabolizzante, il Clostebol,riscontrato dalle analisi svolte dalla Nado dopo il match.

Lucioni sospeso

Al momento, il giocatore è stato sospeso dall’attività sportiva ma, nel concreto, potrebbe rischiare una sanzione molto severa compresa fra 1 e 4 anni di squalifica (Lucioni ne compirà 30 il prossimo 25 settembre). Un ulteriore fulmine a ciel sereno per la matricola Benevento, alle prese con un impatto molto più complicato del previsto in massima Serie e, ora, con la prospettiva di vedersi privata del suo capitano per un periodo di tempo ancora da definire: “La Prima Sezione del Tna, in accoglimento dell’istanza proposta dalla Procura Nazionale Antidoping – si legge in una nota – ha provveduto a sospenderlo in via cautelare”.

Mazzata imprevista

Il capitano beneventano (ternano di nascita), con alle spalle una carriera spesa perlopiù in serie minori (Ternana, Monopoli, Noicattaro, Gela, Barletta, Spezia e Reggina i suoi club), avrebbe dovuto disputare assieme ai suoi compagni la sfida di domenica prossima con il Crotone, importante confronto diretto con una delle dirette concorrenti alla lotta per la salvezza. Quelle disputate contro Sampdoria, Bologna, Torino, Napoli e Roma sono state per lui le prime presenze in Serie A. Ora non resta che attendere e capire quanto il riscontro dell’anabolizzante nelle sue analisi verrà a costare, a lui ma anche alla sua squadra.

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