Sciolta, bella e intrigante. E’ l‘Argentina di Lionel Scaloni che all’ultimo del Gruppo contro la Giordania, cambia interpreti ma non la qualità del gioco. Spazio per Giuliano Simeone, Nico Paz, Paredes, Palacios, ma soprattutto Lautaro Martinez accanto a Julian Alvarez. Invertendo i fattori, il prodotto non cambia, perché la qualità è la stessa, quello di un gruppo plasmato a immagine e somiglianza da Scaloni, dove ognuno sa recitare lo spartito dettato dal tecnico. L’Argentina domina da subito e impiega un battito di ciglia per trovare il vantaggio. Lo firma Lo Celso, con il calciatore del Betis che firma un gol da favola, riprendendosi quello che il Var in precedenza gli aveva annullato per fuorigioco. Il raddoppio alla mezz’ora su calcio di rigore per un fallo su Senesi. Dagli undici metri va Lautaro Martinez e non sbaglia. In panchina Messi si alza, applaude, sorride. Troppo bella da vedere, l’Argentina. E quelle che sulla carta sembrerebbero seconde linee, sono invece interpreti di una qualità indissolubile. Prendi Leandro Paredes, che di fosforo da vendere ne ha abbastanza, crea e illumina il centrocampo dell’Albiceleste, disegna calcio da palato fine, come quell’invito al bacio per Giuliano Simeone che è magia pura. Lautaro e Alvarez si ritrovano ad occhi chiusi come se giocassero insieme tutti i giorni. Come la giocata pazzesca di Nico Paz che fa le stesse cose semplici che ha fatto per tutta la stagione al Como. Lo Celso si vede annullare un altro gol a inizio ripresa, e quello argentino diventa un tiro al bersaglio, ma non monetizzato come dovrebbe. Così Al Tamari si prende un minuto di gloria approfittando di un momentaneo calo di l’Albiceleste. Entra Messi per Lo Celso, fuori anche Lautaro con l’Argentina che continua a spingere. Quindici minuti per la Pulce per incidere. E Leo non si è fatto pregare, andando a confezionare il suo sesto gol mondiale con una punizione dal limite da applausi: 3-1 e buonanotte ai suonatori, con la gente del Dallas Stadium in autentico delirio. Poi, vallo a chiamare vecchio. Finisce 3-1 con l’Argentina che non perde un colpo e chiude da prima il girone. Ai sedicesimi, il 3 luglio all’Hard Rock, nella casa di Messi, sfiderà Capo Verde. Nell’altra sfida del Gruppo, 3-3 tra Austria e Algeria che promuove entrambe su sedicesimi.Un match “pastrocchio”, dove nessuno voleva vincere. Gli austriaci affronteranno la Spagna il 2 luglio a Los Angeles, mentre l’Algeria sfiderà la Svizzera.
Portogallo ancora stoppato
Oggi negli Stati Uniti hanno imparato che anche i pareggi per 0-0 possono essere divertenti e che i portieri possono essere delle stelle. Colombia-Portogallo è stata una partita di alto livello, sia per la qualità delle contendenti che per il livello di gioco in campo. Miami ha confermato che la Colombia fa sul serio. ‘La Sele’ ha ribadito il suo status di potenziale rivelazione del torneo con una prestazione di altissimo livello contro una squadra come il Portogallo. Se avevano già mostrato sprazzi di talento contro Uzbekistan e Repubblica Democratica del Congo, nemmeno i tre cambi apportati da Néstor Lorenzo alla formazione titolare hanno intaccato l’energia positiva che questa squadra emana. Hanno persino avuto l’occasione di portarsi in vantaggio per 1-0 e festeggiare con un gol annullato per un fuorigioco millimetrico nei minuti di recupero. Così Colombia-Portogallo finisce con un pari che promuove da prima i sudamericani, mentre i portoghesi saranno costretti a scendere nella parte del tabellone dove c’è la Spagna. Non benissimo.
Bellingham salva il Re
È l’Inghilterra a chiudere come prima il Gruppo L del Mondiale 2026. I leoni battono 2-0 Panama non senza soffrire e finiscono in testa con 7 punti, frutto di due vittorie e un pareggio. Al secondo posto c’è la Croazia con 6 punti dopo il successo per 2-1 sul Ghana arrivato sull’asse Sucic-Vlasic. Terzi gli africani a 4 che chiudono con la miglior difesa assieme all’Inghilterra, 2 gol subiti. E da oggi, con la sfida Sudafrica-Canada (ore 21), il via ai sedicesimi. Chi si ferma, è perduto e torna a casa.

