La vita e le opere di San Severo, vescovo di Napoli

ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:11

San Severo di Napoli, Vescovo di Napoli, m. Napoli, 29/04/409. E’ il dodicesimo vescovo di Napoli: il suo episcopato va dal 363 al 409.

Avvenimenti

  • Deve combattere tenacemente contro gli ariani e contrastare alcuni ritorni di paganesimo.
  • Riporta a Napoli i resti mortali del suo predecessore, san Massimo, morto in esilio a causa della persecuzione ariana.
  • Fa costruire i diversi edifici sacri, tra i quali la basilica di San Giorgio Maggiore e il battistero di San Giovanni in Fonte, considerato uno dei più antichi dell’Occidente.
  • Sant’Ambrogio, che ha avuto modo di conoscere durante il concilio campano di Capua del 102, gli scrive perché dia ospitalità a un confratello proveniente dalla Persia.
  • Secondo la tradizione devozionale, il primo dei miracoli legati alla liquefazione del sangue di san Gennaro avviene durante il suo episcopato.
  • E’ il patrono secondario di Napoli e patrono principale della città e della diocesi di San Severo.

Aneddoti

Una povera vedova ricorre al suo aiuto perché minacciata di schiavitù da un uomo, il quale asserisce che il defunto marito della donna gli sia debitore di un’ingente somma. Severo, accompagnato dal clero e da un folto pubblico, si reca col presunto creditore alla tomba del morto: questi, richiamato in vita dal vescovo, può dimostrare con chiarezza che colui che lo accusa è un bugiardo approfittatore.

Morte

Viene sepolto in una basilica cimiteriale, da lui fatta erigere vicino a quella di San Fortunato, e presso la quale ha posto le reliquie di san Massimo. In seguito le sue spoglie vengono trasferite sotto l’altare maggiore della basilica di San Severo, nel rione Sanità.

Tratto dal libro “I santi del giorno ci insegnano a vivere e a morire” di Luigi Luzi

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: scriviainterris@gmail.com
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.