Portare la speranza laddove c’è la cultura del sospetto e dello scarto

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“La missione di evangelizzazione della Chiesa comprende un’energica e sostenuta azione a favore della giustizia, della pace e dello sviluppo umano integrale. Non adempiere a questi compiti significherebbe venir meno all’opera di evangelizzazione; sarebbe tradire l’esempio di Gesù che venne «per annunziare ai poveri un lieto messaggio» (Lc 4, 18); sarebbe in realtà un rifiuto delle conseguenze dell’Incarnazione, nella quale «il Verbo si fece carne» (Gv 1, 14).” (San Giovanni Paolo II)

“Fratelli, annunciare il Vangelo non è per me un vanto, perché è una necessità che mi si impone: guai a me se non annuncio il Vangelo!(1 Cor 9,16)”.

La Chiesa, per la sua stessa natura, è chiamata ad evangelizzare. Papa Francesco ricorda: “Un evangelizzatore non può essere un impedimento all’opera creativa di Dio, il quale «vuole che tutti gli uomini siano salvati», ma uno che favorisce l’incontro dei cuori con il Signore”. Annunciare la gioia della bella notizia, annunziare la Bellezza che salva, annunciare che c’è una luce in fondo al buio e una vita oltre la morte.

Siamo tutti chiamati ad evangelizzare, ma come più volte ci ha ricordato il papa, “La Chiesa cresce non per proselitismo, ma per attrazione”. Sono finiti i tempi delle crociate della fede, ma è il tempo della testimonianza, dell’annuncio della misericordia di Dio e della fraternità. Evangelizzare è infondere la pace, la speranza nel cuore dell’uomo odierno che è smarrito e vive nella cultura del sospetto, dell’indifferenza e dello scarto. Evangelizzare è urgente! Bisogna uscire dalle mentalità chiuse di sacrestie e uscire incontro alla gente con la creatività pastorale e la fantasia della carità.

Mettersi in ascolto dello Spirito Santo e saper leggere i segni dei tempi, portando la bellezza sempre antica e sempre nuova di Gesù. Il grande papa del Concilio papa Giovanni XXIII diceva spesso: “La Chiesa non è un museo da custodire, ma un giardino da coltivare” ed è la “fontana” dove tutti attingono l’acqua della grazia, Gesù che è il “rivoluzionario pacifico” del Vangelo: guida per i cristiani, ma anche saggezza umana per tanti non credenti.

Papa Francesco ci richiama: “Spesso ci accontentiamo di qualche preghiera, di una Messa domenicale distratta e non costante, di qualche gesto di carità, ma non abbiamo questo coraggio di ‘uscire” per portare Cristo’.

Una chiesa in uscita è una chiesa che crede nell’arte dell’incontro, rischia la vita per salvare, si sporca dei poveri e raccoglie le lacrime della gente. Una chiesa che sa consolare, perché esperta di umanità e dell’amore vero di Dio.

Concludo con una preghiera a Maria Stella della Evangelizzazione di san Giovanni Paolo II:

O Maria, al mattino della Pentecoste, Tu hai sostenuto con la preghiera l’inizio dell’evangelizzazione, intrapresa dagli apostoli sotto l’azione dello Spirito Santo. Con la tua costante protezione continua a guidare anche oggi, in questi tempi di apprensione e di speranza, i passi della Chiesa che, docile al mandato del suo Signore, si spinge con la lieta notizia della salvezza verso i popoli e le nazioni di ogni angolo della terra. Orienta le nostre scelte di vita, confortaci nell’ora della prova, affinché, fedeli a Dio e all’uomo, affrontiamo con umile audacia i sentieri misteriosi dell’etere, per recare alla mente ed al cuore di ogni persona l’annuncio gioioso di Cristo Redentore dell’uomo. O Maria, Stella dell’Evangelizzazione, cammina con noi! Amen

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