Santa Théodore Guérin, modello di virtù amore e fede

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Modello di virtù, amore e fede, Santa Teodora testimonia che nulla è impossibile a Dio. Nata nel 1798 a Etables (Francia) col nome di Anne-Thérèse Guérin, proviene da una famiglia profondamente religiosa. Sin da piccola si mostra molto devota verso Dio e la Chiesa. A occuparsi della sua educazione è la madre, Isabelle, che le trasmette i valori cristiani e l’interesse per le Scritture. Da bambina, cerca spesso la solitudine lungo la scogliera nei pressi della sua abitazione e vi trascorre lunghe ore in meditazione, riflessione e preghiera. In occasione della Prima Comunione, che riceve a 10 anni, confida al suo parroco il desiderio di diventare suora. A 15 anni la sua famiglia resta coinvolta in una drammatica tragedia: il padre, militare della marina napoleonica, viene assassinato da alcuni banditi durante il viaggio di ritorno a casa. La perdita del marito rischia di sopraffare Isabelle e per diversi anni è Anne-Thérèse a occuparsi della madre e della sorella minore, della casa e del giardino. È un periodo estremamente difficile per la futura santa. Ma lei non si perde d’animo e durante questi anni di stenti e di sofferenza, come per tutta la vita, la sua fede in Dio non subisce cedimenti né esitazioni. Nel profondo del cuore e dell’anima avverte la costante vicinanza di Dio, come compagno fedele che mai l’abbandonerà.

A 25 anni corona il sogno di consacrarsi al Signore entrando nella Congregazione delle Sorelle della Provvidenza e assumendo il nome di Suor St. Théodore. Durante il noviziato si ammala gravemente e nonostante le cure guariscano la patologia, il suo fisico ne resterà segnato per sempre. Con l’apparato digestivo compromesso irrimediabilmente potrà nutrirsi soltanto con liquidi o cibi leggeri e insipidi. La Congregazione incarica Suor Théodore di guidare una piccola missione di Sorelle negli Stati Uniti per fondare una casa madre, istituire scuole e portare l’amore di Dio fra i pionieri della diocesi di Vincennes, nello Stato dell’Indiana. La salute precaria, le deboli condizioni fisiche, ma anche il fatto che si senta inadeguata e indegna nell’affrontare una tale sfida, la rendono esitante riguardo l’accettazione del mandato. Tuttavia, dopo ore di preghiera e lunghe consultazioni con le sue superiori, ubbidisce con la consapevolezza che, in caso contrario, nessun altro si sarebbe avventurato in quei luoghi inesplorati. “La potenza orante degli uomini e delle donne spirituali – ha affermato Benedetto XVI nella Messa di canonizzazione – si accompagna sempre in essi con il sentimento vivo della propria limitatezza e indegnità. È la fede, e non la presunzione, che alimenta nei discepoli di Cristo il coraggio e la fedeltà”. Ed è proprio con tanta fede e umiltà che nel 1840 Anne-Thérèse e cinque consorelle partono per l’America. Dopo un lungo viaggio raggiungono il sito della loro missione, Saint-Mary-of-the-Woods.

Si racconta che, giunte di sera, immediatamente le suore percorrano un sentiero stretto e fangoso verso una piccola costruzione in legno, utilizzata come cappella, raccogliendosi in preghiera davanti al Tabernacolo per ringraziare Dio e chiedere benedizioni. All’inizio non mancano le difficoltà perché la missione è davvero misera: solo la cappellina, che funge anche da abitazione del parroco, e una piccola fattoria che fa da dimora per le consorelle giunte dalla Francia e numerose postulanti. Il primo inverno è particolarmente complicato a causa del freddo, della fame e delle malattie. Ciò nonostante Madre Théodore, che è solita ripetere “Con Gesù, cosa dobbiamo temere?”, è confortata dalla presenza del Santissimo Sacramento e non si dà per vinta. Affidandosi nelle mani di Dio e contando sulla sua ingegnosità riesce a trasformare un portico in una minuscola chiesa. Nelle lettere indirizzate in Francia, la Santa scrive: “La nostra speranza è la Divina Provvidenza, che ci ha protette finora e che provvederà in qualche modo anche per le nostre necessità future”. Madre Théodore, infatti, costruirà la casa madre e una scuola lasciando un’enorme eredità di amore, misericordia e di giustizia che non si sono ancora esaurite.

Tra le prove che le sorelle dovranno superare c’è la morte di alcune di loro per malattie e un incendio devastante che distrugge l’intero raccolto della stagione lasciandole in stato d’indigenza. Inoltre sono molto forti i pregiudizi della popolazione che non vede di buon occhio i cattolici. A ciò si aggiungono i tradimenti, le incomprensioni e addirittura la separazione della Congregazione dell’Indiana da quella di Ruillé. Nonostante tutto, però, Madre Théodore persevera nella sua missione, con l’unico desiderio “di fare ovunque e con tutti la volontà del Signore”. Dal carteggio con gli amici trapelano le confidenze delle sue tribolazioni: “Se mai questa piccola comunità di coloni si stabilirà definitivamente, lo sarà nel nome della Croce. È questo a darmi fiducia e speranza, anche quando tutto sembra dimostrare il contrario”. Una delle sue principali qualità è il saper valorizzare al meglio le persone, senza preclusioni di alcun tipo, permettendo loro di raggiungere traguardi ritenuti impossibili. La forza interiore attinta dall’Eucaristia le permette di prestare particolare attenzione ai poveri, soprattutto i bambini. Consapevole che il bene compiuto andrà in eredità alle generazioni future scrive alle sue “compagne di cammino”: “Potreste non vivere per vederlo, ma avrete seminato il seme e le vostre sorelle verranno a raccogliere ciò che sarà stato seminato”.

Meno di un anno dopo l’arrivo a Saint-Mary-of-the-Woods, viene inaugurata la prima Accademia della Congregazione e, nel 1842, le scuole di Jasper, nell’Indiana, e di St. Francisville, nell’Illinois. Le virtù di Madre Théodore, il suo amore per il Signore, la Chiesa e il prossimo verso il quale si prodiga con spirito di puro servizio, sono così palesi che in tanti già la chiamano “santa”. Radicata nella preghiera e in particolare nella devozione alla Vergine Maria, la sua esistenza è dedicata a far conoscere Dio e a insegnare alla gente a condurre una vita migliore. All’epoca della sua morte – avvenuta il 14 maggio 1856, ossia dopo sedici anni dall’arrivo in Usa – la Congregazione è florida e rispettata da tutti. Inoltre, in tutto l’Indiana molti ragazzi possono conoscere l’amorevole cura di Dio nelle loro vite, grazie agli istituti scolastici e gli orfanotrofi da lei realizzati. Il ministero di questa santa si può riassumere con le parole da lei scritte dopo essere sopravvissuta a una violenta tempesta in mare: “Che forza attinge l’anima dalla preghiera! E nel mezzo di un temporale, com’è rassicurante la bonaccia che trova nel cuore di Gesù… Ma quale consolazione c’è per coloro che non pregano?”.

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