Sant’Alessandro martire: la storia del patrono di Bergamo

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Sant’Alessandro, martire e patrono di Bergamo. E’ il vessillifero della legione tebea (composta dai soldati egiziani ella Tebaide) comandata da san Maurizio. Riesce a sfuggire al massacro di Agaunum, nel Vallese, rifugiandosi a Milano, dove viene riconosciuto e catturato. In carcere riceve la visita di san Fedele che riesce, anche, a farlo evadere. Si rifugia a Como, dove è nuovamente arrestato. Condotto a Milano, viene condannato alla decapitazione, ma il boia ha un blocco alle braccia, per cui non può giustiziarlo. Nuovamente incarcerato, riesce ancora una volta a fuggire.

Morte

Si rifugia a Bergamo, dove, invece di nascondersi, inizia a diffondere il Vangelo e realizza molte conversioni alla fede cristiana, tra cui quella dei futuri martiri Fermo e Rustico. Viene catturato e infine decapitato nel luogo dove oggi si trova la chiesa di Sant’Alessandro in Colonna. Al di là della leggenda, si può ipotizzare che Alessandro sia veramente stato un soldato romano di Bergamo o ivi residente, martirizzato per non aver voluto rinnegare la fede cristiana. 

Tratto dal libro “I santi del giorno ci insegnano a vivere e a morire” di Luigi Luzi

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