San Giovanni di Dio, la straordinaria testimonianza del “folle” di Granada

"Fate bene fratelli" ripeteva il santo, girando scalzo e chiedendo la carità. Una delle tante incredibili esperienze di fede cristiana della sua vita

ULTIMO AGGIORNAMENTO 3:49

Abbiamo appena visto le incredibili immagini dell’inaugurazione di un ospedale alla fiera di Milano, nato in appena 10 giorni. Prima che l’epidemia si diffondesse massicciamente nel nostro Paese abbiamo assistito, con altrettanto stupore, all’edificazione di una struttura ospedaliera mastodontica a Wuhan in Cina a tempo di record. I mezzi finanziari e la tecnologia dei nostri tempi hanno consentito di realizzare degli autentici miracoli permettendo di dare una speranza a tanti malati. La stessa speranza che San Giovanni di Dio, ben 500 anni fa e non certo con le soluzioni avanzate presenti oggigiorno, è riuscito a dare alle persone inferme attraverso la costruzione di un suo ospedale partendo da zero.

San Giovanni di Dio, al secolo Juan Ciudad, nasce a Montemor-o-Novo nel 1495 in Portogallo. Insieme a San Camillo De Lellis è patrono degli ospedali, dei malati, degli infermieri e delle loro associazioni. All’età di 8 anni si reca in Spagna e viene accolto dalla famiglia di Francisco Cid, detto “el Mayoral”. Si arruola come soldato combattendo a Fuenterrabía, nei Pirenei, e a Vienna contro i Turchi. Dopo aver peregrinato in lungo e in largo approda a Granada diventando venditore di libri. In costante ricerca della volontà di Dio si converte ascoltando la predicazione di San Giovanni d’Avila al Romitorio dei Martiri. Da quel momento la sua esistenza subisce un cambiamento radicale.

Si narra che dentro di sé senta una trasformazione così forte da scegliere di girare scalzo mendicando e condividendo i suoi beni con i poveri. Un cambiamento, il suo, tanto repentino quanto incompreso dalla gente che lo incontra per strada e conosce il passato di quello che fino a pochi giorni prima era un “uomo d’arme”… Tant’è che San Giovanni viene preso per pazzo e finisce in manicomio. Quell’esperienza è un’ulteriore svolta nella vita del “folle” di Granada che, dopo aver sperimentato la drammatica realtà degli infermi abbandonati e aver subito egli stesso i maltrattamenti riservati ai malati di mente, decide di dedicarsi completamente al servizio dei sofferenti e dei bisognosi. “Se vedessimo quanto è grande la misericordia di Dio – scriverà poi in una lettera alla Duchessa di Sesa – non smetteremmo mai di fare il bene finché potessimo”.

Il santo va in giro a chiedere la carità in un modo particolarmente originale: “Fate bene fratelli, per amor di Dio! Fate bene, fratelli!”. Proprio da questa esortazione deriva il nome dell’Ordine Ospedaliero “Fatebenefratelli” che diventerà una comunità religiosa vera e propria – secondo la regola di sant’Agostino professando povertà, castità e obbedienza più il voto di assistere gli infermi – soltanto qualche anno dopo la morte del santo.

San Giovanni riesce a trovare molti benefattori e persone di buona volontà, che lo aiutano a sostenere il suo progetto di ospitalià che cresce di giorno in giorno fino alla creazione di un dormitorio per gli “ultimi” e successivamente alla fondazione del suo primo ospedale nel 1539 a Granada. Si tratta del primo ospedale “moderno” della storia, in termini di qualità delle cure e assistenza alla persona. Il santo esprime con semplicità le non poche difficoltà che incontra durante la sua missione: “Ho un gran da fare… e ogni giorno sempre più aumentano i debiti e i poveri”. Ma è costante la sua fiducia nella Provvidenza che non fa mai mancare niente: “Con quest’opera che ho iniziato mi trovo in molte necessità… ma Gesù Cristo provvede a tutto”. A partire da quel piccolo seme gettato nel XVI secolo per occuparsi di malati, emarginati e prostitute, i “Fatebenefratelli” non hanno mai interrotto la loro infaticabile attività e attualmente sono diffusi in oltre 52 Nazioni, con almeno 300 opere di assistenza.

La tradizione popolare attribuisce al santo un miracolo avvenuto nel 1910: una campana della chiesa di Troia (Foggia) – cittadina fortemente legata a San Giovanni fin dal 1590 – viene udita a migliaia di chilometri di distanza da alcuni minatori del paese, emigrati in Pennsylvania, i quali escono correndo dalla miniera dove lavoravano, immediatamente prima che questa crolli. Giovanni Paolo II ricorda le virtù del santo portoghese che con un crittogramma era solito firmarsi “Io frate zero”. Secondo Papa Wojtyla, San Giovanni della Croce è stato scelto dal Creatore per “confondere i forti”: “Per operare le sue meraviglie, Dio ha bisogno di strumenti che siano pienamente consapevoli della propria nullità, perché solo persone di questo genere sanno abbandonarsi, senza opporre resistenze, alle iniziative imprevedibili del suo amore”.

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