Porfirio di Gaza, il santo che per vivere confezionava scarpe

ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:09

San Porfirio di Gaza, vescovo, Tessalonica (Grecia), 347-Gaza (Palestina), 26/02/420. Proviene da una famiglia benestante. La vicende della sua vita sono narrate dal suo diacono Marco, le cui testimonianze rimangono quale importante documento degli ultimi tempi del paganesimo nei paesi del Mediterraneo orientale e della grande venerazione che si ha a Gerusalemme alla fine del IV secolo per un frammento della croce di Gesù.

Avvenimenti

  • All’età di 31 anni si ritira nel deserto di Scete (Egitto), per abbracciare la vita monastica: vi rimane cinque anni, dopo i quali si trasferisce in Palestina, in una grotta vicino al fiume Giordano. Colto da una malattia che lo rende paralitico, si reca a Gerusalemme. Servendosi delle stampelle, visita quotidianamente i luoghi santi. Guarisce dopo una visione divina. Distribuisce tutti i suoi beni ai poveri e per vivere confeziona scarpe.
  • A 40 anni viene ordinato sacerdote dal vescovo di Gerusalemme ed è incaricato di custodire a reliquia della croce. Nel 396 viene eletto, contro la sua volontà, vescovo di Gaza.
  • Si reca a Costantinopoli per chiedere all’imperatore il permesso di distruggere i rimanenti templi pagani. Il permesso gli viene accordato grazie all’appoggio dell’imperatrice Eudossia e di san Giovanni Crisostomo. La distruzione dei templi avviene rapidamente per mezzo delle truppe imperiali, inviate allo scopo. Come conseguenza di questo evento la sua casa viene saccheggiata e solo per miracolo non perde la vita.

Morte

A 73 anni, dopo circa venticinque anni di esemplare episcopato in cui riesce a estirpare quasi completamente il paganesimo dalla sua diocesi e dopo aver invocato per il suo gregge la benedizione del Signore, raggiunge il premio eterno.

Tratto dal libro “I santi del giorno ci insegnano a vivere e a morire” di Luigi Luzi

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: scriviainterris@gmail.com
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.