Lo zelo apostolico del beato Andrea Giacinto Longhin

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Beato Andrea Giacinto Longhin, vescovo cappuccino, Fiumicello di Campodarsego (Padova), 23/11/1863-Treviso. Proviene da una povera famiglia di contadini, ricca di fede cristiana.

Avvenimenti

A 10 anni entra nell’Ordine Cappuccino, a 23 è ordinato sacerdote. Per molti anni è direttore spirituale dei giovani frati. Nel 1902 è eletto provinciale dei Cappuccini veneti.

Nel 1904 Pio X lo nomina vescovo di Treviso: ripete per tre volte la visita pastorale alle duecentotredici parrocchie della diocesi.

Spiritualità

Molto impegno nell’attività episcopale: visite pastorali molto approfondite, riqualificazione del seminario diocesano, formazione permanente del clero. Grande responsabilità e coraggio nel rimanere a Treviso, distrutta dai bombardamenti durante la Prima guerra mondiale. Assiste i feriti e i poveri. Grande pacificatore sociale nel difficile periodo del dopo- guerra, pieno di tensioni sociali. «E’ uno dei miei figli primogeniti, che ho regalato alla diocesi prediletta, ed esulto tutte le volte che mi si riferiscono le lodi di lui, che è veramente santo, dotto, un vescovo dei tempi antichi, che lascerà nella diocesi un’impronta indelebile del suo zelo apostolico» (san Pio X).

Morte

Il 1 3 ottobre 1935, alla fine della visita pastorale a Salzano, perde improvvisamente la vista a causa di una riduzione della circolazione cerebrale. Si spegne lentamente. Sopporta, totalmente uniformato al divino volere, la grave malattia che lo priva progressivamente della lucidità mentale. I suoi resti mortali sono venerati nella cattedrale di Treviso. Viene beatificato nel 2002.

Tratto dal libro “I santi del giorno ci insegnano a vivere e a morire” di Luigi Luzi

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