Già troppe scuole colpite dal Covid. Attiviamo la didattica a distanza

Una mamma di Roma dopo le chiusure di diversi plessi scolastici in noti istituti romani scrive a Interris.it per richiedere la didattica a distanza

ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:10

“Sono un avvocato e una mamma di due ragazzi che vanno a scuola in due istituti diversi a Roma. Quello di mio figlio piccolo è uno degli istituti privati che ha chiuso il liceo scientifico da sabato scorso per un caso di Covid. E’ stato uno dei primi nella capitale a dover fronteggiare da vicino l’emergenza Covid. Le scuole dovrebbero attivare subito la didattica a distanza, al verificarsi di un solo caso nel plesso scolastico. Molti istituti come il nostro sono comprensivi di classi che vanno dalle elementari al liceo. Ed è molto probabile che se un caso di coronavirus si verifica in una parte della scuola, presto ce ne sarà un altro anche nelle restanti sezioni. Molte scuole private si sono organizzate da questo punto di vista, distribuendo gli iPad agli alunni prima che iniziassero le lezioni. Questo aiuterà gli studenti a casa in quarantena fiduciaria a continuare a seguire le lezioni a distanza. Ma tutte le scuole pubbliche? In caso di focolaio Covid in una classe, come è già successo in questa prima settimana di apertura, il rischio è che molti alunni di diversi plessi scolastici rimangano a casa minimo per 14 giorni di fila. In queste eventualità, che come abbiamo visto, sono tutt’altro che remote, che faranno gli alunni a distanza senza i giusti strumenti? A marzo scorso il lockdown è stato un’emergenza non prevista. Ma adesso, a settembre bisognava arrivare più preparati. Ed è spiacevole e inutile fare la caccia all’untore, perché nessuno è immune dal virus. Purtroppo con la ripresa di una vita semi normale, seppur con guanti e mascherine, applicando le distanze di sicurezza, a tutti noi potrebbe accadere di contrarre il virus. Cerchiamo soluzioni pratiche e veloci. La DAD (didattica a distanza) come lo smart working sono le uniche risposte concrete in questo momento storico in cui anche la scienza è piena di dubbi”.

Francesca S.M.C.

 

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