Perché la legge non parla chiaro?

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:00

Sig.Direttore,

ho letto l'articolo “L'obbedienza” (e vi ringrazio per la Vs News letter che mi arriva regolarmente) e vorrei essere daccordo con l'autore, ma, a mio modesto parere, le leggi di questa Repubblica purtroppo sono illegibili e sembrano fatte apposta per essere bypassate o per esternarsi in un linguaggio solo per addetti ai lavori (come per esempio: il linguaggio dei medici, degli avvocati, dei giudici ecc. ecc. ) che cercano di riservarsi un agire ad libitum con la complicità del legislatore – cosa, questa sì che dovrebbe veramente scandalizzare !!!!!!!

Vi sono norme che ripetutamente impongono una legislazione seria, univoca, semplice – condizione questa che eliminerebbe tutta la distanza infinita tra legislatore e cittadino – ed invece si continua imperterritamente ad ignorarle.

Non so se ha letto il nuovo Codice del Terzo settore. Le chiedo: perché, dopo aver fatto richiamo ad articoli ed articoli di altre leggi di fronte alle quali il cittadino si arrende e cerca altre vie, il legislatore non apre una parentesi e cita, almeno in sintesi, il contenuto degli articoli richiamati, senza costringere il cittadino ad abdicare per indigestione?

Non mi si dica che è un lavoro impossibile, perchè se lo è per il legislatore, immaginarsi quanto più lo è per il cittadino, con relative conseguenze di nausea per la tanto decantata legalità. E' lo Stato e quindi il legislatore che si dovrebbe porre questo problema, o no?

Le ho citato il Codice indicato, perchè è l'ultimo che ho cercato di leggere, ma come Le è ben noto, tutte le leggi sono così.

Stiamo parlando di persone, i volontari, che si dedicano agli altri, che spendono soldi per amore degli altri, si danno da fare, – bene, con questo nuovo Codice, sembra che lo Stato voglia dire, statevene a casa vostra, non abbiamo bisogno di voi. Sono socio di una piccola Associazione e credo proprio che sia meglio chiuderla dopo le angustianti procedure che dovremmo seguire con processi burocratici infiniti che sono il piedistallo di quei funzionari che nel Suo articolo vorremmo tutti difendere – ma quando si fanno certe norme, c'è qualcuno che si pone il problema ma quei poveretti di volontari ci capiranno qualcosa o no? O devono ingrassare consulenti vari??

Le sarà noto, che da alcuni mesi sono continue le conferenze, gli incontri per cercare di spiegare cosa è questo nuovo Codice, pensi al lucro chi ci sta dietro, pensi a gente che cerca di partecipare, pensi ai notai che devono rifare statuti, pensi a tutto quant'altro vuole, perché comunque sarà poco rispetto a tutto quello che si dovrebbe veramente pensare.

Le chiedo scusa, ma se avessi dovuto dirLe tutto quello che sento, forse dovrei scrivere per settimane.

Mi perdoni, è un semplice sfogo, ma Lei forse, con il suo interessantissimo giornale, può fare qualcosa, io non sono nessuno e quindi non posso,

Con i migliori saluti

Angelo M.Viscusi

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