Coronavirus, non si possono colpevolizzare i Dpcm del governo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:06

Non sono affatto d’accordo col vostro titolo “Sindrome da Dpcm: l’opinione della psicoterapeuta”. Ho cercato, per un po’, di capire a quale acronimo inglese corrispondesse il nome di codesta nuova sindrome di cui parlate.

Chiamatela sindrome da pandemia, da pestilenza; chiamatela sindrome da reclusione, da deprivazione scolastica ma Lasciate stare i decreti del presidente del Consiglio che in quel che sta facendo mi sembra avere molti più meriti che colpe.

Parlare di “sindrome da Dpcm” sottintende presunte responsabilità di un Governo che pure sta facendo di tutto per metterci al riparo dalla malattia con comportamenti di esemplare serietà. Non è onesto nei riguardi di chi (finalmente) lavora per noi e non “pro sibi ipso” imputargli addirittura la responsabilità di una nuova malattia. È retorica greve che per giunta fa eco ad una propaganda odiosa e senza argomenti nello spirito del vecchio adagio: “Piove, Governo ladro!”.

Parlando tra cristiani, posso anche dirvi la mia convinzione. Quando penso alle possibili alternative a Giuseppe Conte, mi viene sempre in mente che sia la Provvidenza ad averci mandato, per questi giorni difficilissimi, un capo di governo bravo, perché finalmente non condizionato da quella maledetta ricerca di consensi che ha rovinato la nostra politica negli ultimi decenni.

Grazie per tutto il resto
Dott. Roberto di  Pietro
PADOVA

Gentile dott. Roberto,

grazie per questa sua annotazione sui termini da utilizzare con più attenzione nei suoi reali significati. Se lei ci segue potrà comunque ammettere che In Terris difficilmente fa giochi di parole con i titoli e neanche è nostro costume oltraggiare qualcuno, istituzioni comprese, sempre da noi rispettate ma nella libertà di critica e di opinione anche ospitando pareri trasversali.

A volte può anche capitare di fare qualche titolo più provocatorio, è nella prassi di qualunque testata cercare di attirare un po’ l’attenzione pur salvaguardando sempre i contenuti, rispettosi e mai denigratori.

Comunque la ringraziamo per il suo appunto che è sempre un aiuto per riflettere e crescere.

Manuela Petrini
Direttore Responsabile

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