Cari amici e lettori di In Terris,
camminiamo insieme da anni, e a muoverci è sempre la stessa convinzione: il giornalismo può essere un modo di farsi prossimi. Raccontare non basta, se non si sceglie di stare accanto. Per questo la nostra opera parte da chi vive ai margini, da chi non ha voce, da chi rischia di restare invisibile agli occhi di tutti. Vogliamo essere per loro una presenza fraterna, prima ancora che una testata.
In un mondo ancora segnato da guerre, solitudini e profonde trasformazioni, crediamo che un’informazione libera, indipendente e autentica sia un atto di fraternità. Da dodici anni ci occupiamo dei temi che toccano la vita di tutti: disagio giovanile, educazione, politica e geopolitica, economia e lavoro, ambiente, scuola, sport, disabilità e vita della Chiesa. Ma è nelle storie degli ultimi che sentiamo battere il cuore del nostro mestiere: i gesti silenziosi di solidarietà, il volontariato, le donne e gli uomini che, nelle parrocchie e nel Terzo Settore, si prendono cura dei più fragili.
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