VENERDÌ 05 OTTOBRE 2018, 17:00, IN TERRIS

Verona città contro l'aborto

Il sindaco Sboarina proclama la città scaligera "a favore della vita" e finanzia associazioni che la difendono

REDAZIONE
Verona dall'alto
Verona dall'alto
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l consiglio comunale di Verona ha approvato nella notte, con 21 voti a favore e sei contrari, una mozione sottoscritta anche dal sindaco Federico Sboarina, che dichiara Verona "città a favore della vita" e finanzia associazioni cattoliche per iniziative contro l'aborto. Il testo - si legge sull'Ansa - prevede di inserire nell'assestamento di bilancio finanziamenti ad associazioni e progetti che operano nel territorio, promuovere il progetto regionale "Culla Segreta", proclamare Verona città "a favore della vita". Respinta la proposta per la sepoltura automatica dei feti abortiti. Come in una seduta precedente, al consiglio hanno assistito attiviste del movimento femminista "Non Una di Meno" vestite da ancelle come i costumi della serie tv "Handmaid's Tale", che dopo l'approvazione della mozione sono state fatte allontanare dall'aula. "Facciamo presente - afferma una nota del movimento - che la capogruppo del Pd Carla Padovani ha votato a favore della mozione".


Le tensioni nel Pd

Il voto della capogruppo Padovani ha creato forti tensioni nel suo partito.  Alessandro Bisato, segretario veneto del Partito Democrato: "La destra a Verona ci riporta al Medioevo, con una mozione in consiglio comunale che dichiara la città a favore della vita e implicitamente contro le donne". Bisato ci tiene dunque a precisare che la sua "è la posizione ufficiale del Partito Democratico Veneto sulla vicenda". Ma la questione è giunta fino a Roma. "Da esponenti del Partito Democratico non possiamo rimanere in silenzio di fronte alla responsabilità della consigliera Padovani, che, con il suo voto favorevole alla mozione, ha tradito i valori fondanti del nostro partito". Così Valeria Fedeli, senatrice del Pd e Alessia Rotta, vice presidente del gruppo Pd alla Camera, che in una nota chiedono a Padovani di dimettersi. "La capogruppo ha votato una mozione pericolosa - prosegue la nota - e che può divenire apripista per la cancellazione di diritti acquisiti, senza darne conto al resto del gruppo consiliare, ma soprattutto conscia che il Pd fosse fortemente contrario. Una mozione dal sapore medievale che scandalizza tutta la comunità di donne e uomini del Pd, il cui interesse, invece, è fare rispettare una legge, la 194, conquista democratica del nostro Paese". Fedeli e Rotta chiedono alla Padovani di "scusarsi e rimettere il suo mandato immediatamente".

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