SABATO 20 APRILE 2019, 17:00, IN TERRIS


MOZAMBICO

Unicef: istruzione a rischio per 300mila bambini

Il ciclone Idai si è abbattuto nell'Africa centro-orientale in marzo provocando oltre 400 morti

MILENA CASTIGLI
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Il passaggio del ciclone Idai in Mozambico
Il passaggio del ciclone Idai in Mozambico
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struzione a rischio per oltre 305mila bambini in Mozambico a causa dei danni causati dal ciclone Idai. Lo rende noto l’Unicef in un comunicato stampa. Nel Paese africano, meno del 20% dei bambini in età scolare è attualmente iscritto a scuola, e la percentuale di abbandono scolastico potrebbe aumentare se le famiglie con proprietà o mezzi di sussistenza colpiti dal ciclone saranno costrette a mandare i loro figli a lavorare per arrivare a fine mese. Oltre 3.400 aule sono state danneggiate o distrutte nelle regioni colpite dal ciclone, fra cui 2.713 solo nell’area di Sofala.


Aiuti agli insegnanti e alle famiglie

L’istruzione è essenziale per aiutare i bambini a ritornare a un senso di normalità dopo un evento traumatico, come un forte ciclone, e per il loro sviluppo e prospettive a lungo termine. A cauda degli allagamenti e dei dani provocati dai venti fortissimi, anche gli insegnanti hanno sofferto, per questo è fondamentale che ricevano l'aiuto di cui hanno bisogno in tempi brevi. Per tale motivo, l’Unicef propone un supporto finanziario a breve termine per gli insegnanti colpiti dal disastro per aiutarli a ricostruire le loro vite, in modo che possano tornare a insegnare il più rapidamente possibile. L’Unicef e i suoi partner, inoltre, stanno lavorando per aiutare i bambini a tornare a scuola il prima possibile ed ha aperto un fondo di 122 milioni di dollari per supportare la risposta umanitaria per i bambini e le famiglie colpiti dalla tempesta e dalle sue conseguenze in Mozambico, Zimbabwe e Malawi per i prossimi nove mesi. Il ciclone tropicale Idai si è abbattuto nell'Africa centro-orientale dal 4 al 21 marzo scorso, causando danni in più nazioni e provocando oltre 432 morti (268 in Mozambico, 98 nello Zimbabwe, 56 in Malawi, 7 in Sud Africa e 3 in Madagascar) e centinaia di dispersi.

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