La diplomazia culturale unisce Italia e Ucraina. Roma Capitale e la città di Odessa hanno firmato un protocollo di intenti per la cooperazione nel settore del patrimonio culturale, nell’ambito del quale la Sovrintendenza capitolina e la città di Odessa hanno costituito un gruppo di lavoro congiunto, costituito da esperti di entrambe le parti. L’obiettivo è la tutela e la protezione del patrimonio culturale. Il protocollo fa seguito all’incontro tra il sindaco di Roma Roberto Gualtieri e il primo cittadino di Odessa Gennadiy Trukhanov durante il quale era stata evidenziata la volontà comune di intraprendere un percorso che favorisse uno scambio interculturale fra le due città. Roma ha sostenuto e fornito il proprio aiuto nel percorso che ha portato l’Unesco, il 25 gennaio 2023, alla decisione di iscrivere il centro storico di Odessa nella lista del Patrimonio Mondiale dell’umanità.

Ponte Italia-Ucraina
Oggi questo patrimonio è in grave pericolo a causa delle distruzioni causate dalla guerra. E per questo il gruppo di lavoro avrà un compito difficile ma importante per la salvaguardia dell’identità e della storia di Odessa. Un anno fa, riferisce Vatican news, il cardinale Segretario di Stato, Pietro Parolin, si è recato in visita a Odessa, una delle città più colpite dalla guerra che da quasi due anni e mezzo tormenta il Paese. Qui ha pregato per le vittime invocando una pace giusta e duratura. La sua presenza, come Legato pontificio fu accolta come segno della vicinanza della Santa Sede al popolo ucraino. All’incontro con la comunità nella Cattedrale romano-cattolica dell’Assunzione della Beata Vergine Maria, il porporato ha espresso parole di ringraziamento e di incoraggiamento.

Vicinanza all’Ucraina
Il cardinale Parolin ha cominciato il suo viaggio in Ucraina dalla regione occidentale di Lviv e ha presieduto la celebrazione conclusiva del pellegrinaggio dei cattolici di rito latino nel Santuario mariano di Berdychiv. Quindi si è diretto nella città portuale di Odessa, a sud del Paese, rivolgendo il suo grazie per l’accoglienza manifestata sin dal suo approdo in questa nazione. Il suo saluto cordiale è indirizzato al vescovo, ai sacerdoti presenti, ma anche ai rappresentanti della Chiesa ortodossa d’Ucraina (proclamata autocefala da Costantinopoli nel 2019) ai laici, ai rappresentanti dell’amministrazione, all’ambasciatore e a tutte le persone che si sono raccolte a pregare. Hanno partecipato anche i rappresentanti della comunità ortodossa, rappresentanti della Caritas locale, che instancabilmente fornisce sostegno ai bisognosi. Accolto con i simboli tradizionali del pane e del sale, Parolin ha rimarcato di portare la vicinanza, la presenza e la benedizione papale.

Candela in cattedrale
Ai media vaticani – con la collaborazione di Mariusz Krawiec, a Odessa – il cardinale confida che, appena ha messo piede nel Paese dell’est Europa travagliato da una guerra da quasi due anni e mezzo, ha sentito in maniera particolare il dolore di questo popolo. E mentre il vescovo ha commemorato i caduti in guerra con una candela in cattedrale, si è palesato il dolore di chi ha perso i propri cari, ha affermato cardinale Parolin, e di chi è rimasto ferito. Riferisce il porporato di aver appreso che “tantissimi sono rimasti invalidi”. Si unisce pertanto alla sofferenza “di coloro che piangono per la distruzione delle loro proprietà, di coloro che hanno dovuto partire e rifugiarsi altrove. Il dolore di tutti coloro che in qualche maniera sono coinvolti in questa terribile guerra”. Dalla cattedrale latina il segretario di Stato si è recato al porto di Odessa, bersaglio continuo dei russi. Qui è stato accolto dal capo dell’amministrazione regionale Oleh Kiper che ha gli regalato un sacchetto con lo stemma dell’Ucraina, riempito di grano, simbolo della risorsa più importante della nazione.

