Trieste come ponte verso i Balcani: la testimonianza di Antonio Paoletti

Direttrici marittime sempre più esposte, costi energetici instabili, nuove regole ambientali e tempi decisionali spesso non compatibili con il mercato

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Trieste. Foto di Arno Senoner su Unsplash

Ponte Nordest-Balcani. “Osservando nodi cruciali come Suez, Hormuz e Panama, è chiaro che non siamo più di fronte soltanto a passaggi obbligati della geografia marittima mondiale. Quei punti sono diventati indicatori della fragilità del commercio globale”. Dunque “davanti a direttrici marittime sempre più esposte, costi energetici instabili, nuove regole ambientali e tempi decisionali spesso non compatibili con il mercato, la competitività dei nostri porti non può più dipendere solo dalla loro posizione, ma deve poggiare su qualità del sistema che li governa, rapidità decisionale e capacità di anticipare il cambiamento prima che diventi emergenza”: Il presidente della Camera di Commercio Venezia Giulia, Antonio Paoletti è intervenuto al convegno “The Balkans meet in Trieste”. Paoletti richiama le dinamiche economiche derivanti da “pandemie, conflitti, crisi internazionali che si riversano immediatamente sulle imprese e sui cittadini” in termini di costi, come quelli “dell’energia durante il Covid e delle materie prime”. Costi che però, “anche dopo la pandemia, non sono ritornati ai livelli pre-Covid, anzi, sono continuati a salire”.

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Foto di Mick De Paola: https://www.pexels.com/it-it/foto/33254746/

Balcani oggi

Oggi si nota di più nei prezzi dei carburanti. Antonio Paoletti evidenzia che da decenni la Cciaa VG contribuisce a costruire rapporti imprenditoriali intensi dell’area di Trieste e Gorizia con i Paesi dell’Europa dell’Europa Sud Orientale (SEE). Enumerando alcuni progetti multilaterali finanziati da Programmi comunitari (IPA CBC Adriatico, CARDS Europa sud-orientale, Programma IPA CBC dell’Adriatico, KEP – Know How Exchange Program fondi BERS), da fondi nazionali (Fondi perequativi Unioncamere e Legge numero 84 del 2001 sulla stabilizzazione e ricostruzione dei Paesi dell’Europa sud-orientale) e altri con Bosnia-Erzegovina, Serbia, Montenegro, Albania, Macedonia del Nord e Grecia. La bilancia commerciale dell’Italia con l’area dei Balcani (in particolare i Balcani Occidentali) registra storicamente un andamento in attivo (surplus) per il nostro Paese, confermandosi un’area di prossimità strategica e di forte integrazione produttiva. L’Italia si posiziona stabilmente tra i primissimi partner commerciali (fornitore e cliente) per la maggior parte dei paesi della regione, come l’Albania, la Serbia e il Montenegro. Gli scambi riguardano in modo rilevante la filiera tessile-abbigliamento (con forti modelli di subfornitura e delocalizzazione integrata, soprattutto in Albania), la metalmeccanica, l’automotive, l’energia e i prodotti agroalimentari. Il legame commerciale è sostenuto da una presenza significativa di imprese italiane attive nei territori balcanici e da strumenti di supporto all’internazionalizzazione gestiti da enti come Simest.

Vertice Ue-Balcani occidentali. Foto © Alexandros Michailidis da Imagoeconomica.

Variazione

L’economia dei Balcani occidentali sta registrando una crescita moderata ma in rallentamento. Frenata da problemi demografici come l’emigrazione e l’invecchiamento della popolazione. La media regionale si attesta attorno al 3,1% con differenze marcate tra i vari Paesi. Numerosi i fattori di rallentamento: pesano la carenza di manodopera qualificata e le incertezze del commercio globale. Forte è la spinta dell’Unione Europe. I fondi e le riforme legate al Piano di crescita dell’Ue rappresentano l’occasione principale per modernizzare le infrastrutture regionali entro il 2027. L’Albania mostra una crescita solida, stimata tra il 3,5% e il 3,9%, superiore alla media dell’area, sostenuta dal turismo e da una buona stabilità. La Serbia è la maggiore economia della regione, trainata dai settori innovativi come l’Ict e l’intelligenza artificiale, nonostante un rallentamento generale registrato nel periodo precedente. Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione (Ict) sono l’insieme dei metodi e delle tecniche utilizzate nella trasmissione, ricezione ed elaborazione di dati e informazioni. Il Kosovo ha mostrato segnali di forte ripresa nei primi mesi del 2026, con un’accelerazione del Pil oltre il 5% su base annua.

 

 

 

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