Lo Spirito Santo nella Cappella Sistina

L'ispirazione della Parola di Dio nell'elezione pontificia

Conclave
Cappella Sistina pronta ad accogliere i Cardinali (foto: Vatican Media)

Il soffio dello spirito in Conclave. Quando non lavora in Vaticano, il cardinale predicatore Raniero Cantalamessa gira per l’Italia e il mondo a organizzare esercizi spirituali e ritiri. Interviene spesso ad assemblee di protestanti. Arriva a predicare a Westminster di fronte alla regina Elisabetta, capa della Chiesa anglicana. Ma non gli basta. Dal 1982, comincia a commentare il Vangelo su Rai1. Per 14 anni, condurrà la rubrica “Le ragioni della speranza”. Parallelamente, scrive libri di spiritualità, che vengono tradotti in una ventina di lingue. La sua base diventa l’eremo dell’Amore misericordioso a Cittaducale, in provincia di Rieti, in una piccola comunità di Clarisse. “Predicare la Parola di Dio è la cosa più bella che ti possa capitare – raccontava l’anno scorso ad Avvenire -, perché sai di annunciare la buona notizia, la verità”. L’ ha annunciata anche ai confratelli che hanno eletto Leone XIV. Non pensava di dover imboccare per la terza volta la strada verso un’elezione pontificia ma su convergente richiesta dei confratelli alla fine ha accettato. Le parole del novantenne Raniero Cantalamessa hanno contribuito a creare un’atmosfera di preghiera e discernimento tra gli elettori.​ Lui, dialogando con chi lo assiste, la descrive come un supplemento di missione dopo essersi ritirato un anno fa da ogni incarico e impegno pubblico. Ancora e sempre il suo mandato è favorire la discesa dello Spirito Santo su coloro che dovranno mettere sul soglio petrino il nuovo Pontefice.

Soffio dello Spirito

Un compito che non può fare a meno di carisma profetico, svolto stavolta direttamente in conclave e non nelle congregazioni generali come accaduto al predicatore nel 2005 e nel 2013. Al conclave ha portato l’anima del Vangelo e la spiritualità francescana”. A partire dal richiamo ai sette doni dello Spirito Santo: sapienza, intelletto, consiglio, fortezza, scienza, pietà, timore di Dio”. Secondo l’invocazione: “Piega ciò che è rigido, scalda ciò che è gelido, drizza ciò che è sviato. Dona ai tuoi fedeli che solo in te confidano, i tuoi santi doni”. Ispirazione tanto più utile laddove ci sono rigidità da piegare per convergere insieme sul bene comune che è quello di “dare alla Chiesa una guida saggia e autorevole”. Un clima al riparo dalla mondanità attraverso il proprio esempio. Lui che ha rifiutato di essere ordinato vescovo per restare un umile frate e non ha mai abbandonato il saio per vestire gli abiti cardinalizi. La sobrietà e l’essenzialità sono la cifra della sua vita e, ancor prima di prendere la parola sotto la volta affrescata da Michelangelo, ha indicato con il suo esempio di dedizione e fraternità uno stile di servizio, risvegliando il “sogno di Dio sulla Chiesa”.

PAPA LEONE XIV

Timoniere

A chi lo assiste padre Cantalamessa ha raccontato con quanta empatia e determinazione gli sia stato chiesto di compiere questo ultimo servizio in una fase delicata come l’elezione pontificia. E’ stato persuaso attraverso l’appello ad offrire testimonianza al di là delle difficoltà di salute che lo hanno indotto a ritirarsi da tempo. “L’annuncio della Parola non va mai in pensione”, ha sorriso. Ha rivolto la sua “monizione” ai cardiali per sollecitarli a scegliere in coscienza colui che valutano poter essere il miglior timoniere per barca di Pietro e il difensore degli ultimi del mondo. Questa volta non ha parlato  ai cardinali prima di entrare in conclave ma direttamente nella Sistina. Un’emozione e una responsabilità ancora maggiori. Da “ecclesiastico di specchiata dottrina” (come richiede la costituzione apostolica), ha alzato gli occhi verso i banchi dei cardinali e ha lasciato “parlare il cuore”. Nessun testo è stato diffuso all’esterno, tutto è rimasto nell’assise. Nella precedente elezione pontificia, mentre la Chiesa era ancora scossa dalla rinuncia di Benedetto XVI propose la lezione riformatrice del Poverello di Assisi per cercare di riportare spiritualmente l’Ecclesia all’originaria semplicità. Un vibrante richiamo a superare dispute e formalismi capaci di corrodere la credibilità dei pastori e di allontanarli dal gregge. Anche stavolta la sua riflessione ha puntato a motivare i porporati a “leggere evangelicamente i segni dei tempi per riconoscere il profilo di pontificato richiesto dalle sfide odierne”.

 

Sconto del 15% sul primo acquisto su StampaeStampe.it
Sconto del 15% sul primo acquisto su StampaeStampe.it

ARTICOLI CORRELATI

AUTORE

ARTICOLI DI ALTRI AUTORI

Lenovo

Ricevi sempre le ultime notizie

Ricevi comodamente e senza costi tutte le ultime notizie direttamente nella tua casella email.

Stay Connected

Seguici sui nostri social !

Scrivi a In Terris

Per inviare un messaggio al direttore o scrivere un tuo articolo: