Sicilia e Sardegna accomunate dallo spopolamento e dall’invecchiamento del Mezzogiorno. I dati sulla demografia della provincia di Agrigento rappresentano un campanello d’allarme che non può più essere ignorato. Lo spopolamento, l’invecchiamento della popolazione e la continua emigrazione dei giovani costituiscono la principale emergenza economica e sociale del nostro territorio”, afferma Giuseppe Termine. Il commissario straordinario della Camera di Commercio di Agrigento commenta gli ultimi indicatori elaborati da DataView-Unioncamere. “Il dato sulla fecondità, pari a 1,25 figli per donna, è ancora superiore alla media nazionale, ma non basta a compensare una perdita di popolazione che dal 2002 al 2026 raggiunge il 9,1% e che, secondo le previsioni, potrebbe aggravarsi fino al 20,2% entro il 2050. A questo si aggiungono un indice di vecchiaia già molto elevato e un tasso di emigrazione verso l’estero tra i più alti d’Italia. Sono numeri che descrivono un territorio che rischia di perdere progressivamente capitale umano, competenze e capacità produttiva”. Per il commissario, la questione demografica è ormai strettamente intrecciata con lo sviluppo economico: “Le imprese faticano sempre più a trovare lavoratori qualificati, diminuisce la domanda interna e si riduce la capacità del territorio di attrarre nuovi investimenti. La demografia non è soltanto una questione sociale, ma una variabile decisiva per la competitività del sistema economico”.

Emergenza Mezzogiorno
“Per questo – sottolinea Giuseppe Termine – serve una strategia condivisa tra istituzioni, sistema produttivo e parti sociali che punti a creare occupazione qualificata. Valorizzare le filiere locali, sostenere l’innovazione. Offrire ai giovani concrete opportunità per costruire il proprio futuro in questa provincia. La Camera di Commercio continuerà a fare la propria parte, promuovendo iniziative che rafforzino la competitività delle imprese e rendano il territorio più attrattivo per chi sceglie di investire, lavorare e vivere ad Agrigento”. Spopolamento e invecchiamento anche in Sardegna. “Il Nuorese mostra un tasso di fecondità superiore alla media regionale e una minore propensione alla migrazione verso l’estero, ma questi elementi non sono sufficienti a compensare il calo della popolazione e il progressivo invecchiamento. Per questo diventa essenziale rafforzare le condizioni di attrattività del territorio. Cioè lavoro, servizi, opportunità per le imprese e capacità di accogliere nuove competenze saranno determinanti per contrastare lo spopolamento nei prossimi decenni”, evidenzia Maria Luisa Ariu. La responsabile dell’Osservatorio Economico della Camera di Commercio di Nuoro commenta i dati pubblicati dal “Barometro dell’Economia Territoriale dedicato alla demografia”. Il report è realizzato dal “Centro Studi delle Camere di commercio Guglielmo Tagliacarne” in collaborazione con Unioncamere, relativamente alla Provincia di Nuoro.

Proiezioni
I dati confermano che la provincia continua a distinguersi positivamente rispetto al resto della Sardegna per il tasso di fecondità, ma non riesce ad arrestare il progressivo calo della popolazione e il costante invecchiamento della struttura demografica. Nel 2025 il numero medio di figli per donna sale a 1,00, in lieve recupero rispetto allo 0,98 registrato nel 2024. Il dato colloca Nuoro al 100° posto tra le province italiane, con un lieve miglioramento rispetto all’anno precedente. Nonostante ciò, resta significativo il divario con la media nazionale. Mentre il territorio continua a mantenersi al di sopra della media regionale, ferma a circa 0,85 figli per donna. Più preoccupanti risultano le dinamiche della popolazione residente. Tra il 2002 e il 2026 la provincia ha perso il 12,1% dei residenti e le proiezioni elaborate su base Istat stimano un ulteriore calo del 25,4% entro il 2050.

Imprese
Parallelamente cresce l’indice di vecchiaia, passato da 272,3 del 2024 a 288,4 nel 2026, con una previsione che supera quota 446 entro il 2050. Tra gli elementi più incoraggianti emerge invece il contenuto tasso medio annuo di migratorietà verso l’estero dei cittadini italiani (2017-2025): con un valore pari a 1,62 ogni mille abitanti, Nuoro occupa il 12° posto nazionale, segnale di una buona capacità del territorio di trattenere i propri residenti entro i confini nazionali rispetto ad altre province. Il dato evidenzia come il fenomeno dello spopolamento sia guidato principalmente dal saldo naturale (nascite e decessi) e dagli spostamenti interni, piuttosto che da una fuga massiccia verso l’estero. L’analisi conferma dunque come il riequilibrio demografico rappresenti una condizione essenziale per la competitività del territorio. La valorizzazione delle imprese, delle opportunità occupazionali e della qualità della vita nelle aree interne costituisce un elemento strategico per favorire nuovi percorsi di sviluppo e rafforzare l’attrattività della provincia di Nuoro nel medio e lungo periodo.

