Sos casa: sistemazione abitativa attraverso équipe multidisciplinari

A Firenze nuovi alloggi per il progetto di Housing first destinati a persone in condizioni di marginalità

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Firenze. Foto di Heidi Kaden su Unsplash
Emergenza casa. Una struttura di cohousing con 13 alloggi, da circa 25 mq l’uno, spazi e servizi comuni, destinata a persone che vivono in condizioni di grave emarginazione. E’ il progetto abitativo ispirato all’Housing first che prenderà forma in via Pier Capponi a Firenze, in un immobile di proprietà comunale dove potranno entrare circa 25 persone. I lavori sono in corso e termineranno a giugno. Il costo complessivo è di un milione di euro, di cui la metà che arrivano da risorse Pnrr. Con il termine Co-housing si intende una forma di comunità caratterizzata da ampi spazi comuni affiancati da abitazioni private in cui i residenti partecipano attivamente alla progettazione e alla gestione della vita comunitaria. “Gli spazi abitativi sono organizzati in modo tale da salvaguardare la privacy di ogni persona e al tempo stesso garantire il bisogno di socialità”, spiega Tamara Bensi

Il co-housing come soluzione abitativa ritrova molteplici esperienze soprattutto in Nord Europa e Nord America dove i co-housers sono rappresentati da famiglie, coppie, single, giovani e anziani i quali vanno a costituire una comunità condivisa per ottenere benefici fiscali, sociali, economici e ambientali.

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Foto di Tierra Mallorca su Unsplash

Accoglienza

Per quanto riguarda le persone anziane autosufficienti questa modalità abitativa può avere un impatto molto positivo dal punto di vista sia fisico che psicologico riducendo l’isolamento sociale e creando un senso di comunità basato sull’aiuto reciproco. A Firenze il progetto seguirà i principi dell’Housing first. Si tratta di un approccio innovativo nel contrasto alla povertà che prende il via dall’immediata accoglienza. Associata ad un percorso più ampio che ruota intorno a un intervento personalizzato. Condiviso con i beneficiari e teso alla promozione della loro autonomia e della loro inclusione sociale. Anche in via dell’Anconella, in un altro immobile comunale, nascerà un’area con lo stesso principio. Sono tre gli appartamenti, per un intervento da 500 mila euro (sempre con fondi Pnrr). Il progetto è rivolto a persone che vivono situazioni di marginalità, già in carico e seguite dai servizi sociali, non in grado quindi di accedere autonomamente a una sistemazione abitativa. Dunque équipe multidisciplinari verificheranno i requisiti di ogni persona per valutare l’inserimento e costruire progetti di emancipazione.

Obiettivi-casa

“E’ un progetto a cui teniamo particolarmente”, spiega la sindaca Sara Funaro che ha effettuato un sopralluogo in via Capponi insieme all’assessore al welfare Nicola Paulesu. Prosegue: “E’ il primo Housing first di proprietà comunale che aprirà a Firenze. È un progetto che dà risposte sociali e abitative a fasce di persone con fragilità importanti nell’ambito della marginalità, persone che hanno bisogno di essere seguite in un certo modo”. L’assessore Paulesu aggiunge che si tratta di “progetti personalizzati che prevedono la presa in carico da parte di una equipe multiprofessionale”. Inoltre “c’è un accompagnamento della persona verso gli obiettivi che sono definiti nel tempo”. In generale alcuni modelli abitativi stanno cambiando. Cercando un equilibrio virtuoso tra le possibilità economiche di determinate fasce di popolazione e le nuove esigenze urbanistiche. Il social housing, detto anche edilizia residenziale sociale o edilizia abitativa sociale, è uno di questi modelli, che si ispira al concetto di sostenibilità etico-sociale e ambientale.

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