Il co-housing come soluzione abitativa ritrova molteplici esperienze soprattutto in Nord Europa e Nord America dove i co-housers sono rappresentati da famiglie, coppie, single, giovani e anziani i quali vanno a costituire una comunità condivisa per ottenere benefici fiscali, sociali, economici e ambientali.

Accoglienza
Per quanto riguarda le persone anziane autosufficienti questa modalità abitativa può avere un impatto molto positivo dal punto di vista sia fisico che psicologico riducendo l’isolamento sociale e creando un senso di comunità basato sull’aiuto reciproco. A Firenze il progetto seguirà i principi dell’Housing first. Si tratta di un approccio innovativo nel contrasto alla povertà che prende il via dall’immediata accoglienza. Associata ad un percorso più ampio che ruota intorno a un intervento personalizzato. Condiviso con i beneficiari e teso alla promozione della loro autonomia e della loro inclusione sociale. Anche in via dell’Anconella, in un altro immobile comunale, nascerà un’area con lo stesso principio. Sono tre gli appartamenti, per un intervento da 500 mila euro (sempre con fondi Pnrr). Il progetto è rivolto a persone che vivono situazioni di marginalità, già in carico e seguite dai servizi sociali, non in grado quindi di accedere autonomamente a una sistemazione abitativa. Dunque équipe multidisciplinari verificheranno i requisiti di ogni persona per valutare l’inserimento e costruire progetti di emancipazione.


