Sos anziani fragili: cosa cambia con l’aumento dei pazienti cronici

Gli effetti sociali dell'invecchiamento della popolazione: l'analisi del professor Christian Barillaro, geriatra e direttore dell'Unità del Centro continuità assistenziale e fragilità del Policlinico Gemelli di Roma

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Foto di Janosch Lino su Unsplash

Gli anziani fragili sono soggetti di età avanzata con elevata vulnerabilità, caratterizzati da patologie croniche multiple, declino funzionale, disabilità e instabilità clinica. Presentano un alto rischio di rapido deterioramento, cadute e perdita di autosufficienza a seguito di eventi stressanti, richiedendo spesso un supporto socio-assistenziale intensivo. L’inserimento delle ambulanze private nel paniere Istat non sorprende il professor Christian Barillaro, geriatra e direttore dell’Unità del Centro continuità assistenziale e fragilità del Policlinico Gemelli di Roma. Lo specialista spiega il maggiore ricorso a questo tipo di servizio, spesso a carico dell’assistito perché non garantito alle dimissioni. E sottolinea: “Ciò è legato all’aumento della popolazione anziana fragile. Sono aumentati i pazienti cronici, con più patologie, con disabilità, non autosufficienti difficilmente sono trasportabili con l’automobile o un mezzo autonomo”. Il professor Barillaro approfondisce la gestione delle dimissioni protette. In generale gli ospedali garantiscono con l’ambulanza i trasferimenti verso le altre strutture sanitarie, ma il rientro a domicilio, nella maggior parte dei casi, è a carico della famiglia, a meno che non ci siano politiche aziendali differenti. “Anche un paziente che ha delle disabilità – continua Barillaro – rientra al proprio domicilio con un mezzo proprio o con un’ambulanza privata. Ciò accade anche per i rientri fuori regione. Purtroppo il servizio di ambulanza ha un costo significativo perché non c’è solo la benzina, ma anche il personale dedicato a bordo”.

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Foto di wal_172619 da Pixabay

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Per il trasporto post dimissione “gli ospedali si regolano in maniera autonoma in funzione degli accordi che hanno con i fornitori del servizio”. Per esempio, sottolinea il professor Barillaro, “il nostro ospedale, nei casi di pazienti estremamente fragili o comunque con una fragilità sociale comprovata, mette a disposizione il mezzo, previa autorizzazione della direzione sanitaria“. Ma al di là delle situazioni particolari, è indubbio che la necessità di questo servizio sia cresciuta e le famiglie ne sentono il peso, come segnala la decisione dell’Istat. “Gli over 80 difficilmente trasportabili con mezzo autonomo rappresentano una grossa fetta dei pazienti oggi ospedalizzati. Sono aumentati anche i turnover ospedalieri e l’esigenza di un incremento dei servizi territoriali”. Su questo punto Barillaro sottolinea all’AdnKronos l’importanza di aumentare la presa in carico domiciliare, con visite mediche a casa anche specialistiche. “Una figura come il geriatra di base, con una sua identità sul territorio, sarebbe utile – rimarca – Abbiamo il pediatra di libera professione, ma non il geriatra di libera professione. Eppure le visite domiciliari geriatriche potrebbero far risparmiare tanto al servizio sanitario nazionale e ridurrebbero anche gli spostamenti dei pazienti. Servirebbe ragionare di più nell’ottica della prevenzione, della continuità di cura, della presa in carico della complessità“, conclude il geriatra.

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© Mint Images / Agf

Popolazione over

L’Italia è uno dei Paesi in cui la speranza di vita è più alta: 83,4 anni. L’invecchiamento della popolazione, riferisce l’Istat, è un processo che ha risvolti significativi sul sistema previdenziale, sulla sanità, il sistema produttivo, la forza lavoro e le reti familiari. Gli anziani si identificano generalmente con la popolazione di 65 anni e più. In Italia al 1° gennaio 2025 rappresentano quasi un quarto degli abitanti. C’è da dire che la soglia anagrafica è stabilita per convenzione ed è utile soprattutto a fini statistici, ma in questa fascia di popolazione sono presenti profili molto diversi fra loro e rispetto al passato: negli stili di vita, nell’autonomia, nella salute e nel grado di partecipazione alla società. Proprio la partecipazione attiva degli anziani alla vita economica, sociale e culturale è uno dei pilastri della strategia promossa dalla World Health Organization per rendere le nostre città a misura di anziano Gli altri pilastri sono la salute e la sicurezza. L’indice di benessere psicologico è più basso rispetto al resto della popolazione, specialmente tra coloro che superano i 74 anni di età e soprattutto tra le donne. Gli uomini, generalmente meno oberati dai carichi familiari, frequentano gli amici più delle donne. E utilizzano di più le tecnologie della comunicazione e dell’informazione e Internet. Elementi che possono contribuire a una migliore qualità della vita. Inoltre, quasi un terzo della popolazione in questa fascia sempre più femminile – le donne sono più longeve – vive da sola.

 

 

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