L’intelligenza artificiale è entrata sempre più concretamente nel mondo della scuola, aprendo nuove opportunità ma anche interrogativi sul piano educativo, etico e sociale. Con l’applicazione delle linee guida del Ministero dell’Istruzione e del Merito, il dibattito si è concentrato sul modo migliore per integrare questi strumenti nei percorsi formativi senza perdere di vista il ruolo centrale della persona. Tra vantaggi, rischi e prospettive future, emerge la necessità di costruire una solida educazione digitale fondata sul pensiero critico, sull’inclusione e sulla collaborazione tra scuola e famiglia. Interris.it, su questi temi, ha intervistato il dott. Claudio Marcassoli, psichiatra e psicoterapeuta.
L’intervista
Dottor Marcassoli, l’anno scolastico appena concluso ha visto, per la prima volta, l’applicazione delle linee guida del MIM sull’IA. Quali sono stati i punti cardine?
“Le linee guida pongono al centro del percorso educativo la persona. L’IA deve essere considerata uno strumento utile al raggiungimento degli obiettivi formativi e non l’obiettivo stesso. L’introduzione di queste tecnologie va valutata in base alla loro reale capacità di migliorare l’apprendimento degli studenti, piuttosto che per il semplice fascino dell’innovazione. Un altro aspetto riguarda lo sviluppo del pensiero critico: gli studenti devono comprendere il funzionamento dell’IA, individuarne i limiti, riconoscere eventuali distorsioni e riflettere sulle conseguenze sociali del suo impiego. Occorre evitare che queste tecnologie contribuiscano ad ampliare le disparità già esistenti, garantendo a tutti gli studenti le stesse opportunità”.
Quali sono, a suo parere, i vantaggi e i possibili pericoli dell’utilizzo dell’IA a scuola?
“L’IA può rappresentare un valido supporto per alcune attività didattiche e facilitare determinati processi di apprendimento. Non può sostituire il ruolo dell’insegnante né il valore del ragionamento autonomo degli studenti. Esistono alcuni aspetti critici da considerare, tra cui il rischio di fare affidamento su contenuti inesatti o poco attendibili e le problematiche legate alla tutela dei dati personali. Per questa ragione è indispensabile che educatori e famiglie accompagnino i ragazzi nello sviluppo di competenze che consentano loro di analizzare in modo consapevole le informazioni e di utilizzare la rete in condizioni di sicurezza”.
Guardiamo al futuro: che ruolo dovranno ricoprire famiglie e scuole su questo tema?
“Scuola e famiglia sono chiamate a svolgere un ruolo complementare e condiviso nell’educazione delle nuove generazioni. È importante costruire un dialogo costante che favorisca un utilizzo equilibrato e responsabile delle nuove tecnologie, valorizzandone le potenzialità senza ignorarne le possibili criticità. In quest’ottica assume un’importanza crescente un’educazione digitale ampia e strutturata, capace di fornire ai giovani gli strumenti necessari per rapportarsi con consapevolezza sia a Internet sia all’intelligenza artificiale. La sfida consiste nel fare in modo che l’innovazione tecnologica sostenga il percorso di crescita dei ragazzi senza sostituire il valore delle relazioni umane, che restano il fondamento dell’esperienza educativa.”

