Responsabilità e condivisione: l’inclusione nell’abitare

Nel Torinese un nuovo progetto abitativo per le persone con disabilità A Villarbasse nasce "Casa di..."

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Casa Foto di Schluesseldienst da Pixabay
Abitare come strumento di inclusione intesa come processo di valorizzazione delle diversità, garantendo pari opportunità e partecipazione attiva a tutti gli individui, con o senza disabilità, all’interno di una comunità o contesto. A differenza dell’integrazione, l’inclusione modifica il sistema (scuola, società, lavoro) per adattarsi alla persona, invece di chiedere alla persona di adeguarsi.  Ha preso ufficialmente il via, negli spazi della Casa delle Associazioni a Villarbasse (Torino) il nuovo progetto abitativo “Casa di…”. L’iniziativa solidale, promossa dall’associazione Progetto Davide, nasce per offrire alle persone con disabilità un percorso concreto verso la vita autonoma. All’inaugurazione ha preso parte anche l’assessore regionale Gian Luca Vignale. I lavori sono stati seguiti dall’architetto Francesco Zannier, da anni vicino all’associazione. Fondamentale è stata anche la collaborazione con il Consorzio Ovest Solidale, che ha gestito i fondi del Pnrr, con cui continuerà il percorso di inserimento delle persone con disabilità all’interno della “Casa di…“. E la collocazione lavorativa attraverso strumenti quali pass, tirocini e vere e proprie assunzioni. Da gennaio sono in corso palestre di autonomia, esperienze pensate per preparare i nuovi inquilini a una nuova fase della loro vita: abitare una casa propria, condivisa con altri. Costruendo una quotidianità basata su responsabilità, comunità e reciproco sostegno. 
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Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Obiettivo-inclusione

Adiacente alla struttura sarà presto attivata una “portineria di paese“. E cioè uno spazio pensato per tutti i cittadini di Villarbasse, dove sarà possibile, ad esempio, ricevere posta o pacchi e usufruire di piccoli servizi quotidiani. Un modo concreto per creare un ponte tra il paese e i nuovi “vicini di casa”. Favorendo le relazioni spontanee e l’inclusione. Questo traguardo è il risultato di un impegno portato avanti da Pier Aldo Bona e un gruppo di insegnanti della scuola media statale di Villarbasse. Sono stati loro nel 2000 ad iniziare a creare nuove attività con gli studenti più fragili. “Casa di…” è oggi realtà grazie all’impegno di volontari, educatori e varie figure professionali che, negli anni, hanno sostenuto le attività del Progetto Davide. L’inclusione è il processo di valorizzazione delle diversità, garantendo pari opportunità e partecipazione attiva a tutti gli individui, con o senza disabilità, all’interno di una comunità o contesto. A differenza dell‘integrazione, l’inclusione modifica il sistema (scuola, società, lavoro) per adattarsi alla persona, invece di chiedere alla persona di adeguarsi. Una società inclusiva non si limita a parlare di uguaglianza: la mette in pratica attraverso azioni concrete.
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Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Pari opportunità

“Guardando ai progressi compiuti negli ultimi decenni, sembra chiaro che l’inclusione sarà un pilastro fondamentale delle società future – osserva la Fondazione Patrizio Paoletti-. Le organizzazioni internazionali, come l’Onu, hanno inserito l’inclusione sociale tra gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, riconoscendo la sua importanza per combattere le disuguaglianze globali. Parallelamente, molte aziende stanno adottando politiche inclusive non solo per questioni etiche, ma anche perché riconoscono il loro impatto positivo sui risultati economici”. Tuttavia “il cammino verso l’inclusione è ancora lungo e richiede il contributo di tutti“. Quindi “ogni piccolo passo conta: un atto di gentilezza, una decisione aziendale più equa, una legge che garantisca pari opportunità. Solo così possiamo trasformare l’inclusione da ideale a realtà concreta. Costruendo un futuro in cui nessuno venga lasciato indietro”.

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