Recidiva zero: l’impegno condiviso Cnel- Giustizia

Studio, formazione e lavoro in carcere e fuori dal carcere

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Foto di Tim Hüfner su Unsplash

Stop alla recidiva. La digitalizzazione come ponte per collegare il dentro e il fuori dal carcere. Si tratta di una leva preziosa per l’inclusione socio-lavorativa che costituisce un fattore distintivo per migliorare la qualità della vita nelle carceri. Il presidente del Cnel Renato Brunetta è stato ricevuto dal presidente della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati. All’onorevole Ciro Maschio è stato illustrato il lavoro svolto dal Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro nel quadro dell’accordo interistituzionale con il Ministero della Giustizia, siglato nel giugno 2023. In particolare, l’incontro si è focalizzato sui risultati e le attività future del programma “Recidiva Zero. Studio, formazione e lavoro in carcere e fuori dal carcere”. Il progetto è finalizzato a favorire il reinserimento socio-lavorativo delle persone sottoposte a provvedimenti limitativi o privativi della libertà personale.

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Carcere (© Marcello Rabozzi da Pixabay)

Stop alla recidiva

Prosegue Brunetta: “Dopo il disegno di legge che abbiamo presentato lo scorso anno, dopo i due eventi Recidiva Zero del 2024 e del 2025, dopo il documento di Osservazioni e Proposte approvato dall’Assemblea, il significativo incontro con il presidente della Commissione Giustizia della Camera. Ciò conferma la volontà del Cnel di proseguire con coerenza lungo questo percorso, volto a favorire una riduzione significativa del tasso di recidiva e onorare l’articolo 27 della Costituzione che stabilisce che le pene debbano tendere alla rieducazione del condannato. Sono particolarmente felice del proficuo incontro istituzionale su un tema che il Cnel ha posto al centro del programma di attività della XI Consiliatura. E cioè studio, formazione e lavoro in carcere e fuori dal carcere. Questo impegno trova il suo fulcro nel progetto ‘Recidiva Zero’, nato in stretta collaborazione con il Ministero della Giustizia e fortemente voluto dal ministro Carlo Nordio“. 

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@Ansa

Orientamento

Intanto il ministro della Giustizia, Carlo Nordio stanzia circa 2 milioni di euro per le Marche. Con l’obiettivo di avviare percorsi di orientamento, formazione e housing sociale delle persone sottoposte a misura penale esterna o in uscita dagli istituti penitenziari. E attivare una rete per favorirne il reinserimento socio-lavorativo. L’azione, costruita grazie alla stretta collaborazione con il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, con la conduzione di Gabriella De Stradis, direttore generale per il coordinamento delle politiche di coesione del ministero, creerà un sistema integrato di interventi e nuove sinergie e collaborazioni sui territori. “Una parte delle risorse sarà impiegata per l’ampliamento e il miglioramento funzionale di spazi finalizzati allo svolgimento delle attività trattamentali di formazione e inclusione socio-lavorativa“, si legge nella nota.

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Il ministro della Giustizia Carlo Nordio. Foto: @Montecitorio

Reinserimento

Un’altra parte dello stanziamento riguarda la residenzialità assistita e temporanea, idonee a ospitare – per periodi di tempo limitati – i destinatari dei percorsi di reinserimento e formazione privi di soluzione abitativa. Persone altrimenti impossibilitate a fruire di misure alternative o sanzioni sostitutive. Il progetto è finanziato nell’ambito del piano per una Giustizia più inclusiva. Cioè inclusione socio-lavorativa delle persone sottoposte a misura penale anche attraverso la riqualificazione delle aree trattamentali di cui il ministero della Giustizia è organismo intermedio per il piano nazionale “Inclusione e lotta alla povertà 2021-2027.

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