Il futuro dello Stato sociale: forum a Torino

Studiosi ed esperti di trasformazioni economiche al Festival organizzato nel capoluogo piemontese da Editori Laterza, Collegio Carlo Alberto (Cca), Torino Local Committee (Tolc)

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Il termine stato sociale o protezione sociale indica un insieme di attività, prevalentemente ma non esclusivamente pubbliche. Con l’obiettivo di fornire sostegno a chi si trova in stato di bisogno e assicurazione e copertura contro determinati rischi e necessità. Focus sullo Stato sociale: dal 22 al 25 ottobre quattro giorni di dibattito e 130 appuntamenti a Torino. Economisti, sociologi, demografi, scrittori a confronto per “salvare lo stato sociale”. Il Festival Internazionale dell’Economia è organizzato nel capoluogo piemontese da Editori Laterza, Collegio Carlo Alberto (Cca), Torino Local Committee (Tolc), con la direzione scientifica di Tito Boeri. “Il welfare state, una delle grandi conquiste del Novecento è oggi sotto pressione-  Deve fare i conti con trasformazioni economiche, politiche e sociali profonde. E persino i valori alla sua base, benessere diffuso, sicurezza sociale, riduzione delle disuguaglianze, vengono messi in discussione. Tutto questo è particolarmente evidente in Europa , dove lo stato sociale è parte centrale dell’identità comune”. Dunque, proseguono, “le sfide più visibili riguardano anzitutto la crisi demografica, la globalizzazione, l’immigrazione, il cambiamento climatico e negli ultimi anni anche scenari di guerra. Per proteggere lo stato sociale è necessaria una riforma che coinvolga sia il settore pubblico che quello privato. Occorre ripensare forme e strumenti, rendendolo sostenibile ed efficace nel nuovo contesto globale“.
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Festival sociale

Il Festival Internazionale dell’Economia, quindi, offrirà con un palinsesto di oltre 130 appuntamenti offrirà uno spazio di riflessione tra studiosi, istituzioni, imprese e cittadini. Attraverso un approccio multidisciplinare, capace di intrecciare rigore scientifico, divulgazione e visione umanistica. Tra gli ospiti il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, il presidente di Abi, Antonio Patuelli, il presidente di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros-Pietro, il fondatore del gruppo Abele, don Luigi Ciotti. In collegamento il commissario Ue per la coesione e lo sviluppo regionale, Raffaele Fitto e i i Premi Nobel per l’Economia Philippe Aghion, David Card, Joel Mokyr, James A. Robinson, Alvin Roth e Michael Spence. “Oggi – osserva Tito Boeri, direttore scientifico del festival – oltre a chiedere allo Stato sociale di proteggerci, dobbiamo noi stessi proteggerlo perché ha di fronte a sé numerose sfide da cui potrebbe uscire fortemente ridimensionato. Per salvare lo stato sociale avremo perciò bisogno di riformarlo beneficiando dei tanti esperimenti naturali portati a termine in questi anni in tutto il mondo. Gli scienziati sociali che si troveranno anche quest’anno a Torino per il Festival hanno gli strumenti per far parlare questi esperimenti, per permetterci di imparare dai successi come dagli errori”.
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Welfare oggi

La manifestazione è promossa a Torino dal Tolc, che riunisce Regione Piemonte, Città di Torino, Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione Crt, Università e Politecnico di Torino, Camera di Commercio, Unioncamere Piemonte, Unione Industriali e Legacoop e da quest’anno, prende il via il gemellaggio con Jéco – Les Journées de l’Économie, festival nato a Lione nel 2008, divenuto uno dei principali appuntamenti di divulgazione economica in Francia e il cui comitato scientifico è co-presieduto da Philippe Aghion e Céline Antonin. La situazione del welfare in Italia nel 2026 è caratterizzata da una forte spaccatura. Mentre il welfare pubblico affronta grandi difficoltà strutturali e un diffuso pessimismo tra i cittadini, il welfare aziendale vive una fase di decisa maturità ed espansione. Il sistema pubblico assorbe oltre 660 miliardi di euro (circa il 60% della spesa pubblica). Ma la tenuta dei servizi genera forti allarmi a causa della crisi demografica (calo delle nascite e popolazione che invecchia). Secondo indagini recenti circa il 65% degli italiani mostra pessimismo sul futuro del welfare, con timori specifici sulla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale e delle pensioni. Mancano infermieri, operatori socio-sanitari (OSS) ed educatori, mettendo a rischio i servizi territoriali e l’assistenza agli anziani non autosufficienti.
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