La mobilità come possibilità di spostamento nello spazio, specialmente in rapporto a movimenti funzionali. Le disuguaglianze nella mobilità determinano chi può muoversi, accedere al lavoro, all’istruzione e vivere in sicurezza. È stato questo il cuore della terza edizione di City Flows, l’evento internazionale organizzato dalla fondazione Unipolis, dai consigli regionali Unipol, dall’European transport safety council (Etsc) e dalle agenzie Unipol locali in occasione della Settimana europea della Mmbilità, con il patrocinio di Regione Umbria, comune di Perugia e Università degli Studi di Perugia. All’Auditorium di San Francesco al Prato, dunque, Perugia è diventata capitale europea della mobilità. Esperti, istituzioni e associazioni si sono confrontati per proporre soluzioni concrete contro la povertà di mobilità e per rendere il diritto a spostarsi davvero universale.

Mobilità inclusiva
All’evento hanno preso parte Stefania Proietti, presidente della Regione Umbria, Massimiliano Presciutti, presidente della Provincia di Perugia, Vittoria Ferdinandi, sindaca di Perugia e Pierluigi Vossi, assessore allo sport, mobilità e infrastrutture connesse del comune di Perugia. Inoltre, sono intervenuti, tra gli altri, Antonio Avenoso, direttore esecutivo dell’Etsc, Nicola Christie, docente all’University College London. L’europarlamentare Annalisa Corrado. Luca Giordano, responsabile Corporate social responsibility di Unipol. Marisa Parmigiani, direttrice della fondazione Unipolis. Simone Nuglio, coordinatore dell’ufficio nazionale mobilità di Legambiente. Daniel Woehl dell direzione generale per l’occupazione, gli affari sociali e l’inclusione della Commissione europea. Pierluigi Vossi ha espresso “la soddisfazione e l’orgoglio della città nell’ospitare City Flows, uno degli appuntamenti di maggior spessore della Settimana Europea della Mobilità”.

Stop disuguaglianze
Perugia è diventata quindi il centro di un dibattito di respiro internazionale che ha messo in luce un tema cruciale. E cioè le disuguaglianze nell’accesso alla mobilità e alla sicurezza stradale, siano esse sociali, economiche, etniche, territoriali o di genere. Le testimonianze e le ricerche provenienti da diversi Paesi europei hanno offerto una visione ampia e innovativa, arricchendo il confronto con esperienze e buone pratiche. Particolare valore ha assunto anche la presentazione di stradAbile, il nuovo progetto nazionale dedicato a persone migranti, rifugiate e richiedenti asilo. Un’iniziativa che promuove inclusione e sicurezza stradale attraverso percorsi formativi in bicicletta e al volante. Fino alla realizzazione della prima piattaforma web multilingue in Italia sulla sicurezza stradale. Perugia come luogo di incontro, confronto e innovazione su un tema che tocca da vicino la vita quotidiana dei cittadini e che rappresenta una delle sfide fondamentali per la mobilità del futuro. Ossia renderla equa, sicura e accessibile a tutti.

Report globale
il professor Nicola Christie, docente di Transport Safety all’University College London, ha presentato una meta-analisi internazionale unica. 42 studi condotti in sei Paesi ad alto reddito tra il 2008 e il 2024 (Regno Unito, Canada, Nuova Zelanda, Stati Uniti, Francia e Svezia). I risultati hanno evidenziato come le disuguaglianze sociali incidano in modo sistematico sulla sicurezza stradale, con conseguenze particolarmente gravi per bambini e gruppi vulnerabili. Per esempio, nel Regno Unito i pedoni che vivono nelle aree più povere hanno un rischio 3-4 volte superiore di essere uccisi o gravemente feriti rispetto a chi vive nelle zone più ricche, mentre in Francia i giovani tra i 10 e i 24 anni che risiedono in comuni deprivati hanno più probabilità di incidenti come passeggeri e motociclisti, soprattutto le ragazze. L’analisi si è successivamente incentrata sul quadro europeo, illustrato da Antonio Avenoso, direttore Etsc, che ha evidenziato un duplice obiettivo dell’Unione europea. Ridurre del 50% morti e feriti gravi entro il 2030 e arrivare a zero vittime della strada entro il 2050 (Vision Zero). Ha inoltre ricordato come nel 2024 sulle strade dell’Unione abbiano perso la vita 20.017 persone.

Obiettivi Ue
L’Italia, in particolare, con 3.030 vittime e un tasso di mortalità di 51,4 per milione di abitanti, resta al di sopra della media europea (44,8) e lontana dagli obiettivi Ue. Il focus sull’Italia è proseguito poi con il professore Stefano Maggi, che ha analizzato il tema delle aree interne. Oltre 7mila chilometri di linee ferroviarie dismesse contribuiscono a isolare comunità e territori, ma esempi virtuosi come la Val Venosta e la Foggia-Lucera dimostrano che la mobilità può essere ricostruita. Dalla Francia è arrivata l’esperienza di Claire Barrault che ha presentato il progetto “Feu-Vert”, attivo da più di dieci anni per aiutare migranti e persone in difficoltà linguistica a superare l’esame del codice della strada. Un modello che ha mostrato come la patente possa diventare strumento di inclusione e accesso al lavoro. Il dibattito è stato arricchito dai contributi di Annalisa Corrado e Simone Nuglio (Legambiente) che hanno offerto uno sguardo politico ed ecologista sulle sfide future.

