Progetto “Crescere insieme” per una scuola che include

Un piano per il potenziamento delle soft skill con lo screening precoce e sistematico dei Disturbi specifici dell'apprendimento (Dsa)

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Foto di Aaron Burden su Unsplash
Da nord a sud progetti per una scuola inclusiva. A Roma un valore aggiunto dell’iniziativa “Crescere insieme” è anche la collaborazione con il programma “W la scuola!” della Comunità di Sant’Egidio. La sinergia solidale ha consentito l’attivazione di un servizio di orientamento per studenti stranieri e di mediazione linguistica. Favorendo così una maggiore partecipazione delle famiglie con background migratorio. Nel bilancio delle attività svolte la partecipazione di oltre 270 studenti a laboratori dedicati allo sviluppo delle soft skill, lo screening per i Dsa su altri 263 ragazzi e la formazione di 20 docenti all’uso di strumenti di osservazione. Così da consentire l’intervento tempestivo sugli studenti a rischio, accelerando l’intervento specialistico. Eredità dell’esperienza la creazione di équipe multidisciplinari e le nuove pratiche educative. Oltre alle nuove routine introdotte nelle classi per l’identificazione delle situazioni di disagio, la gestione emotiva, la riduzione dei conflitti. Inoltre la sensibilizzazione delle famiglie grazie a percorsi informativi dedicati. In grado di accendere i riflettori sul riconoscimento dei segnali di disagio e sull’uso responsabile dei dispositivi digitali.

Scuola

Scuola inclusiva

In cooperazione con Sant’Egidio sono stati attivati ulteriori servizi sociali. Tra cui l’accesso alle cure mediche, le consulenze neuropsichiatriche gratuite, il sostegno alimentare e l’assistenza nella gestione di pratiche scolastiche. Trasformando la scuola in un ambiente più inclusivo e attento ai bisogni educativi e rafforzando la rete tra studenti, docenti e famiglie. Potenziamento delle soft skill, sul fronte della capacità di comunicazione, del problem-solving, autoconsapevolezza, e screening precoce e sistematico dei Disturbi specifici dell’apprendimento (Dsa). È su questi due pilastri che poggia appunto il progetto “Crescere insieme”, attivo nelle scuole del Municipio XII e XIII di Roma. E realizzato grazie al finanziamento del Fondo di beneficenza di Intesa San Paolo e promosso da Rete per il Sociale ETS. L’iniziativa replica esperienze precedentemente realizzate in altre realtà italiane da Rete per il Sociale ETS. Si tratta di un’associazione romana nata nel 2015 e diventata Onlus nel 2020. Annovera tra i soci fondatori la psicoterapeuta cognitivo-comportamentale Daniela Guitarrini. La psicologa e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale Deny Menghini. Il professor Stefano Vicari, primario di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza dell’Ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma e ordinario di Neuropsichiatria infantile all’Università Cattolica del Sacro Cuore.

scuola

Disturbi specifici

La mission di Rete per il Sociale Ets è di sostenere bambini e ragazzi con problematiche cognitive ed emotive attraverso attività sociali di inclusione e integrazione. Oltre a corsi di formazione rivolti a genitori e insegnanti, per aiutarli a promuovere il benessere dei giovani. Coordinato dalle psicoterapeute Daniela Guitarrini, Flora Massaccesi, Paola Bergonzini e Domenica Bellantoni, il progetto ha interessato gli studenti degli istituti comprensivi Marvasi-Borgoncini Duca e Martellini. E ha avuto il merito di coinvolgere direttamente tutti i protagonisti del mondo scolastico. Intervenendo sui principali fattori di rischio, come il disagio scolastico e le difficoltà di apprendimento. I Disturbi specifici dell’apprendimento (Dsa) sono disturbi del neuro-sviluppo che riguardano la capacità di leggere, scrivere e calcolare in modo corretto e fluente e che si manifestano con l’inizio della scolarizzazione. Questi disturbi dipendono dalle diverse modalità di funzionamento delle reti neuronali coinvolte nei processi di lettura, scrittura e calcolo. Cioè  da un diverso funzionamento del cervello e delle sue modalità di apprendimento. Non sono causati da un deficit di intelligenza, da problemi ambientali o psicologici e nemmeno da deficit sensoriali.
 scuolaFoto di Taylor Flowe su Unsplash

Piano Trento

Da Roma a Trento. Il piano d’azione nasce dall’ascolto delle famiglie, delle scuole e degli operatori sanitari. E dalla volontà di rimuovere quegli adempimenti burocratici che, nel tempo, si sono dimostrati poco funzionali e spesso fonte di stress. Soprattutto nei momenti di passaggio tra un ciclo scolastico e l’altro, per le famiglie. Francesca Gerosa, assessore all’istruzione della Provincia di Trento, ha eliminato l’obbligo di rinnovo delle certificazioni per gli studenti con disturbi specifici dell’apprendimento al cambio di ciclo scolastico. I disturbi specifici dell’apprendimento non scompaiono con il cambio di scuola. Quindi garantire continuità nelle misure di supporto significa riconoscere la storia scolastica degli studenti e valorizzarne i punti di forza, mettendoli nelle condizioni di esprimere appieno il proprio potenziale”. E aggiunge: “Con questo provvedimento rafforziamo il principio di una scuola realmente inclusiva, che non attende la burocrazia per rispondere ai bisogni educativi, ma che mette al centro la persona”.

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