La risposta solidale della Compagnia delle Opera all’appello di Leone XIV. Due mesi fa il Papa aveva richiamato all’unità le sigle cattoliche impregnate in prima linea a difesa dei valori fondamentali: vita, famiglia, libertà educativa. Oltreché sussidiarietà, economia civile, salvaguardia del Welfare. Nell’ambito del Giubileo dedicato alla speranza Robert Francis Prevost ha incontrato in udienza i moderatori, responsabili internazionali e delegati delle aggregazioni ecclesiali, sottolineando che queste realtà “hanno un ruolo fondamentale per l’evangelizzazione”. E ha aggiunto: “La vita cristiana non si vive nell’isolamento, come se fosse un’avventura intellettuale o sentimentale” . Da qui l’urgenza di “mettere i talenti dei movimenti al servizio della missione: chiunque è portatore di un carisma è chiamato ad arricchire gli altri, spogliandosi di sé”. Il Pontefice ha evidenziato la comunione che si sperimenta nelle diverse realtà associative, quella “che lo Spirito Santo crea nella Chiesa”, ed invita a diffonderla”. Questa unità, “che voi vivete nei gruppi e nelle comunità, estendetela ovunque: nella comunione con i Pastori della Chiesa, nella vicinanza con le altre realtà ecclesiali, facendovi prossimi alle persone che incontrate, in modo che i vostri carismi rimangano sempre a servizio dell’unità della Chiesa e siano essi stessi lievito di unità, di comunione e di fraternità nel mondo così lacerato dalla discordia e dalla violenza”.

Andrea Dellabianca, presidente nazionale della Compagnia delle Opere, dedicarsi alla vita pubblica significa essere disponibili anche all’impegno politico?
“Per quanto abbiamo sempre vissuto come nostra esperienza caratterizzante, il valore dell’impegno politico viene prima dell’impegno partitico. Significa, come diceva papa Francesco, non restare al balcone. Nelle persone che hanno sperimentato l’incontro cristiano e che appartengono alla fede cattolica, ciò incide nella propria vita anche fino a costruire qualcosa mostrando attenzione per i bisogni. Il risultato è quello di sostenere dei valori che possono realizzarsi e concretizzarsi nel tessuto sociale e diventare fattore di edificazione di una comunità. Le sfide sono tante. Per esempio è necessaria una relazione stretta fra mondo educativo e mondo produttivo. Bisogna ridare contenuto e visione ad alcune attività produttive, a cominciare dalle attività artigianali e meccaniche. Occorre farle conoscere ai ragazzi che iniziano a studiare, e dare le necessarie indicazioni a scuole e istituti professionali. Dobbiamo puntare a una crescita personale e lavorativa”.

In che modo i valori si ripercuotono sulla società?
“Diventano fattori di costruzione della società. Per questo guardiamo con simpatia e sosteniamo chi si impegna nella politica, intesa, come diceva Paolo VI, come la più atra forma di carità. Per noi la sussidiarietà è sempre stata motivo e strumento di costruzione di una società. Nel suo contenuto territoriale e popolare l’impegno politico, nato da una fede vissuta con serietà e generosità, merita di essere riavvicinato e sostenuto. Quando l’economia perde contatto con i volti delle persone concrete, essa stessa diventa un’economia senza volto e quindi un’economia spietata. Era questo uno dei moniti che Papa Francesco lasciò al mondo dell’impresa nel 2019 a Genova. Parole vere e sempre più profetiche. Francesco ha costantemente richiamato noi imprenditori alla condivisione dell’obiettivo del bene comune nel fare impresa. Vogliamo sostenere un’impresa rivolta al bene comune che rappresenti il sentiero per una pace duratura”.

Come va riformata l’istruzione?
“Dalle idee e dai valori condivisi si riconoscono e si scelgono i compagni di strada per esempio nella parità scolastica da cui dipende la competitività italiana a livello europeo. il sistema scolastico ha bisogno di un cambiamento sostanziale. La riforma della scuola ha cent’anni. Le dinamiche della natalità e i bisogni delle aziende richiedono di cambiare, anche riportando meritocrazia e valori. Come riconobbe già il ministro Berlinguer la scuola è sia statale sia non statale. L’istruzione è uno strumento di crescita di un paese. L’impegno nella vita pubblica è anche nell’economia. E’ un modo anche per identificarsi e realizzarsi. Negli ultimi anni abbiamo intrapreso un lavoro con altre realtà di ispirazione cristiana. Lo scopo delle aziende è creare valore non solo in termini di utili. Gli utili sono indicativi dello stato di salute di un’impresa ma non possono essere il suo scopo. Scambiare tempo e produttività con un compenso non basta più con i giovani. L’economia non può essere disgiunta dalla crescita sociale. Certo i salari devono crescere ma il lavoro ha un valore intrinseco. Piegare una lamiera acquista significato se serve a fare un guardrail che salva vite”.

E l’Europa?
“Per superare l’inazione che è la vera malattia dell’Europa, come ci ha ricordato al Meeting Mario Draghi, occorre quel pragmatismo europeo che lui stesso ci ha indicato e che e’ stato al centro del suo impegno a livello di Banca d’Italia, Bce e poi governo del nostro paese. Il pragmatismo si esercita avendo chiari gli obiettivi comuni che dobbiamo raggiungere. I gap che dobbiamo recuperare sono tanti, ma dai 27 ci aspettiamo che finalmente giunga un cambio di passo e si prenda il rapporto Draghi come un vero programma per la nuova Europa capace di ritrovare il suo ruolo nel mondo. Il cambiamento deve riguardare ogni settore, ogni ambito. E il cambiamento deve passare anche e soprattutto attraverso i corpi intermedi e la loro capacità di farsi portatori delle diverse richieste e proposte da avanzare e discutere con le istituzioni, siano esse nazionali o europee. Le parole di Draghi sul ruolo dei corpi intermedi sono state importanti. Nessuno si può sentire escluso da questa chiamata e per questo abbiamo molto apprezzato che il presidente Draghi ha voluto visitare l’area Cdo e la mostra dedicata al lavoro. Anche quel mondo, il mondo del lavoro, richiede nuove risposte alle sfide che ci attendono. E le sfide si possono vincere se tutti, chiamati ad offrire il proprio contributo in termini di impegno e di lavoro, possono trovare le soddisfazioni e le risposte alle loro attese”.

