MARTEDÌ 13 AGOSTO 2019, 09:35, IN TERRIS


NO PROFIT

Premio del Volontariato internazionale 2019: aperte le candidature

Le due candidature aperte quest’anno sono per chi vuole fare il cooperante e per chi, emigrato, aiuta il proprio paese d’origine. Le iscrizioni chiudono il 26 agosto

LORENZO CIPOLLA
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i avvicina un appuntamento importante e significativo per chi è attivo nel mondo del no profit o per chi vuole sperimentare per il prima volta cosa significhi lavorare da cooperante per portare aiuto a chi è meno fortunato o vede la sua dignità sotto attacco. C’è tempo infatti fino al 26 agosto 2019 per partecipare alla ventiseiesima edizione del Premio del Volontariato internazionale organizzato dalla Federazione Focsiv. L’ambiente è al centro del premio di quest’anno, con riferimenti rivolti all’enciclica di papa Francesco “Laudato sì” del 2015 e uno sguardo – lungo – sugli effetti del cambiamento climatico nei paesi del Terzo mondo. Sono aperte le candidature in due categorie, Volontario internazionale e Volontario del Sud, e si può partecipare alla selezione con dei brevi video di presentazione. La cerimonia di consegna del premio sarà il prossimo 30 novembre a Roma, pochi giorni prima della Giornata mondiale del Volontariato indetta dalle Nazioni unite per il 5 dicembre.


I premi

In realtà i premi sono tre, il terzo rivolto agli amanti del linguaggio e della forza dell’immagine come testimonianza e monito. Sarà consegnato anche quello relativo alla seconda edizione di “Igervoluteering IBO Italia Istagram Contest 2019”, un concorso fotografico rivolto ai giovani europei e del ragazzi e ragazze del Maghreb che documentano i cambiamenti climatici. Al centro dei temi trattati durante la cerimonia di premiazione, Il ruolo e l'impegno internazionale dei volontari, che vivono da protagonisti storie in cui si tenta di riportare la pace e la giustizia. Di costruire daccapo ponti per dare vita a una società inclusiva, multietnica e globalizzata. In modo da dare sviluppo alle comunità, ai territori dei luoghi ove sono impegnati. Alcuni dei partner del Premio del Volontariato la Fondazione Missio, 8x1000 alla Chiesa Cattolica, il Forum del Terzo settore. Come media partner figurano sia quelli cattolici –  Avvenire, Famiglia Cristiana, Tv2000, Radio Vaticana – che i laici, il settimanale “Buone Notizie” del Corriere della Sera, il giornale online Redattore sociale, Rete Sicomoro, Agenzia Dire. Inoltre hanno dato il loro patrocinio la Rai e l’Agenzia nazionale per i giovani (Ang). 


Le selezioni

Il percorso della candidatura è diviso in tempi. Il primo consiste nell’inviare la domanda al sito www.premiodelvolontariato.it entro il 26 agosto accompagnata da un video di presentazione realizzato con il supporto dell’organizzazione di appartenenza. Il “secondo tempo” è la valutazione, suddivisa in due fasi: prima si votano i video in concorso e questa fase è aperta a tutti. Poi una giuria di esperti nella comunicazione del volontariato e del Terzo settore esprimeranno il loro parere sui vincitori di entrambe le categorie. I temi delle due candidature sono, come scrive Famiglia cristiana, “l’impegno nell’ambito di interventi tesi a promuovere da un lato lo sviluppo umano integrale, riconfermando e ampliando quanto indicato dall'enciclica “Laudato Sì” e dall'altro progetti volti a ridurre gli effetti dell'impatto del cambiamento climatico nei Paesi più vulnerabili, con la prospettiva della difesa dei diritti umani e del superamento delle cause strutturali della povertà”Delle due candidature, una ha già una storia. Quella Volontario internazionale, posizione che si rivolge a tutti quei volontari spinti a vivere un'esperienza, lunga almeno due anni, all'estero per lavorare in progetti di cooperazione. Comprende inoltre i volontari ed il personale espatriato impegnati in tante periferie del mondo nelle attività di Cooperazione Internazionale. Quella di Volontario dal Sud è invece aperta ai candidati proposti da quelle associazioni che danno una rappresentanza e una voce a quei popoli che hanno perso la loro terra, la loro unità, le loro radici. Si rivolge agli immigrati nel nostro Paese che non vogliono però abbandonare del tutto la loro terra e si adoperano alla crescita del paese di origine o sono lì per dare un supporto ai più deboli e comunità, grazie a dei progetti di co-sviluppo.

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