Pierluigi Mele: “La fraternità secondo Francesco”

Il magistero di papa Bergoglio e l'eredità di un pontificato autenticamente universale nell'analisi del giornalista e curatore del blog Confini

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Foto di Gerd Altmann da Pixabay

“Il lutto, per la morte improvvisa di papa Francesco, ha attraversato le popolazioni di tutti i continenti– osserva il giornalista e scrittore Pierluigi Mele, analista di questioni vaticane-. Un fenomeno globale come pochi nella storia contemporanea, solo la morte di papa Wojtyla regge il paragone. Una ulteriore dimostrazione di quanto la figura del pontefice  romano sia, per la sua missione, una figura universale. Ed ogni papa esplicita la sua missione secondo i tempi e il carisma particolare della sua personalità. In papa Francesco si univano, in una originale sintesi, il carisma particolare di due santi geniali della storia della cristianità: quello di Francesco d’Assisi e di Ignacio de Loyola”. Aggiunge Mele: “Del Poverello di Assisi ha attualizzato l’attenzione ai dimenticati della storia, e di Ignacio ha attualizzato il carisma del discernimento nella Chiesa e nella società. Per la maggior gloria di Dio il discepolo di Ignacio analizza il tempo in cui vive e cerca di sviluppare percorsi di umanizzazione nella storia: la gloria di Dio è l’uomo  vivente, come afferma Sant’Ireneo di Lione padre della Chiesa del II secolo“. Ora, come ha affermato il vaticanista Marco Politi, Francesco ha afferrato “le paure e le fragilità di centinaia di milioni di uomini e donne di qualsiasi fede e orientamento”.

Francesco
Fedeli rendono omaggio a Papa Francesco (foto: Francesco Vitale)

Il messaggio di Francesco

Prosegue Pierluigi Mele: “In un mondo smarrito e impaurito , in papa Francesco c’era un invito forte all’umanità a una profonda ‘conversione’ (un cambiamento radicale di mentalità). I profeti sono dentro la corrente ‘calda’ della storia umana. Sono anticipatori di futuro. Di pienezza dell’umanità. In questo senso, come ci insegna il filosofo tedesco Ernst Bloch, la speranza è nettamente superiore alla paura. E’ ‘sogno in avanti’, è ‘sogno a occhi aperti’. Nel senso, cioè, dell’anticipazione di ciò che non è ancora dato. Ma nulla va dato per scontato, la ‘speranza è costitutivamente esposta all’incertezza e alla delusione’. La speranza per Bloch è ‘attore energetico, mobilitante, entusiasmo fattivo, nell’attesa fervente dell’adempimento’. Insomma, in questo dinamismo della storia umana, la ‘corrente calda’ della profezia ci invita a una incessante lotta di liberazione”. Papa Francesco era inserito, evidenzia Mele, in questa “corrente calda”. Il suo magistero aveva una visione alternativa alla “cosmologia” della dominazione,  la sua era una “cosmologia” della fraternità della Madre Terra, la nostra Casa Comune. La “cosmologia” della Fraternità Universale era  il sogno di Francesco di Roma sulla scia di Francesco d’Assisi e del suo amico teologo francescano Leonardo Boff. È l’alternativa al neoliberismo, al pensiero unico, che ha pervaso l’intero pianeta.

Papa
PAPA FRANCECO JORGE MARIA BERGOGLIO

Laudato Sì

Sostiene Mele: “Il neoliberalismo e il capitalismo, che si reggono sulla competizione e sullo sfruttamento delle risorse della natura, hanno determinato un contrattacco della terra. La specie umana ha fatto una guerra alla natura e la terra ha reagito. Questa è la dinamica secondo Leonardo Boff, uno dei ‘padri’  ispiratori della sua enciclica Laudato Si’. Meno acqua, più calore, diminuzione della biodiversità sono il risultato del sistema dello sfruttamento e le riserve della terra sono finite. E se non ci sforziamo a diminuire il nostro consumo, la terra continuerà a reagire. Insomma la sua ecologia integrale, quella del Magistero di Papa Francesco, può ancora ispirare un percorso nuovo per la politica e l’economia planetaria del prossimo futuro”. Appunto la politica è la grande arte per la costruzione della “Casa Comune”. Certo, la politica va ripensata nella logica della “Fraternità Umana”. Nella Enciclica “Fratelli tutti” di Papa Francesco ci sono lunghe riflessioni sull’economia e sulla politica.  Mette in risalto che : “La politica non deve sottomettersi all’economia e non deve sottomettersi ai dettami e al paradigma efficientista della tecnocrazia” (n. 177). Fa una franca critica al mercato: “Il mercato da solo non risolve tutto come vogliono farci credere nel dogma della fede neoliberista; si tratta di un pensiero povero, ripetitivo, che propone sempre le stesse ricette per qualsiasi sfida che si presenta; il neoliberismo si auto-riproduce come l’unico cammino per risolvere i problemi sociali” (n. 168). E, cita Mele, ancora: “La globalizzazione ci ha resi più vicini ma non più fratelli” (n. 12). Essa “crea solo soci ma non fratelli” (n.101).

Foto © Interris

Francesco e la tenerezza

Afferma il giornalista e curatore del blog Confini: “Così si esplicita la nuova politica o, se volete, la politica autentica: ‘Il nuovo paradigma della fraternità e dell’amore sociale si dispiega nell’amore nella sua realizzazione pubblica, nella cura dei più fragili, nella cultura dell’incontro e del dialogo, nella politica come tenerezza e gentilezza’. Dal Papa viene un chiaro invito a compiere la rivoluzione della tenerezza. L’analisi splendida che Papa Francesco svolge nella “Fratelli tutti”, della figura del buon Samaritano è davvero una grande sfida alla politica contemporanea. Scrive al riguardo Leonardo Boff: “Mediante la parabola del buon Samaritano, compie un’analisi rigorosa dei vari personaggi che entrano in scena e li applica all’economia politica, culminando nella domanda: ‘Con chi ti identifichi (con i feriti per strada, con il sacerdote, il levita o con il forestiero, il samaritano, disprezzato dagli ebrei)? Questa  domanda è cruda, diretta e decisiva. A chi di loro assomigli?’ (n. 64). Il buon Samaritano si fa modello di amore sociale e politico (n.66)”. Ecco la misura per valutare la bontà della politica in questo tempo il cambio di paradigma si applica anche qui: “Con chi ti identifichi?”. La politica deve ascoltare il grido di dolore degli ultimi, e sappiamo quanto la cattiva politica e la cattiva economia (quella del turbo-capitalismo) hanno devastato i più fragili impoverendo anche la classe media. Così nuove povertà ci sono affacciate nella nostra società.

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