Culle vuote e pensioni a rischio. Sos previdenza

Un’analisi della Neoma Business School sulla situazione demografica in Italia e delle sue implicazioni per la sostenibilità del sistema pensionistico

Focus pensioni. Il ministero del Lavoro ha firmato a Roma un protocollo d’intesa triennale con il Consiglio nazionale dei giovani. L’obiettivo è la promozione della cultura previdenziale. Con particolare attenzione alle pensioni complementari e all’educazione informativa e formativa in materia di welfare. In questo modo si punta ad ampliare la capacità informativa, a partire dal sito istituzionale del ministero e in prospettiva attraverso un portale interattivo che possa informare. E ad educare e supportare le scelte previdenziali, offrendo simulazioni personalizzabili e strumenti decisionali. Il dicastero del lavoro coordinerà strategicamente il progetto. Garantendo coerenza con le politiche pubbliche e promuovendo campagne informative e percorsi formativi. Da parte sua il Consiglio nazionale dei giovani diffonderà il piano, co-progettando contenuti accessibili e aggiornati. Al ministero Vincenzo Caridi è il capo dipartimento per le Politiche del lavoro, previdenziali, assicurative e per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro.

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Foto di Abel Sanchez da Pixabay

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Spiega Vincenzo Caridi: “Con il Consiglio nazionale dei giovani abbiamo firmato un impegno che parla al futuro prossimo. E cioè mettere l’energia, il talento e la responsabilità delle nuove generazioni al centro delle scelte sulla previdenza complementare”. Si va dalla nuova sezione informativa sul sito del ministero, al web coach basato su intelligenza generativa. Fino al portale interattivo con simulazioni e contenuti per decisioni davvero consapevoli da parte dei giovani. Il protocollo “rafforza un comune impegno per avvicinare i giovani a un tema cruciale come la previdenza complementare”. E per “offrire strumenti conoscitivi, accessibili e innovativi così da consentire alle nuove generazioni di pianificare con consapevolezza il proprio futuro”, precisa la presidente del Consiglio nazionale dei giovani Maria Cristina Pisani. Intanto i professori Alfonso Carballo e Margherita Corina di Neoma Business School hanno realizzato un’analisi approfondita della situazione demografica in Italia e delle sue implicazioni per la sostenibilità del sistema pensionistico. Si tratta di una riflessione che arriva in un momento particolarmente delicato, mentre in Italia il dibattito politico sull’età pensionabile si riaccende, dividendo governo, istituzioni e sindacati.

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Foto di Luma Pimentel su Unsplash

Piramide demografica

L’analisi mostra che l’Italia si distingue in Europa per alcune fragilità strutturali. La base della sua piramide demografica è estremamente ristretta. La quota di giovani è tra le più basse del continente, mentre la percentuale degli over 65 è in costante aumento. A ciò si aggiunge uno dei tassi di fecondità più bassi al mondo (1,26 figli per donna nel 2024). Il nostro Paese si colloca quindi nella categoria dei “lowest-low fertility countries”, insieme a Corea del Sud, Taiwan, Singapore. E il problema non risiede nell’aspettativa di vita, paragonabile a quella degli altri Paesi europei, bensì nella combinazione tra un basso tasso di natalità e una debole dinamica demografica. Come analizzato da Alfonso Carballo e Margherita Corina, questa situazione esercita una forte pressione sul sistema pensionistico, poiché un numero sempre minore di lavoratori dovrà sostenere una popolazione anziana in costante crescita.

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CREDIT: CARLO CARINO BY AI MID

Età pensionabile

Secondo la ricerca della Neoma Business School, la radice della sfida italiana si trova anche nelle istituzioni e nella cultura. Il modello di protezione sociale mediterraneo, storicamente fondato su legami familiari forti, ha delegato alle famiglie e in particolare alle donne gran parte delle responsabilità di cura. Senza sviluppare strumenti pubblici o di mercato che permettano di conciliare vita professionale e familiare. Dunque senza un rafforzamento delle politiche di sostegno alla genitorialità e all’occupazione femminile, sarà difficile per l’Italia invertire la tendenza. In questo contesto, il dibattito politico sull’età pensionabile rischia di restare una soluzione di breve periodo a un problema che è soprattutto strutturale e che riguarda la capacità del Paese di rigenerare la propria base demografica.

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