Imprenditrici si diventa, il progetto Pangea-Cif

Un piano di orientamento all'avvio e al rafforzamento di microimpresa che offre gratuitamente strumenti e competenze

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Foto di Etactics Inc su Unsplash

Un progetto per l’effettiva parità nell’imprenditoria.  Simona Lanzoni, vice presidente e direttrice esecutiva di Fondazione Pangea, è intervenuta al decennale di “Giovani Donne: che impresa”. Si tratta del percorso, promosso dalla Fondazione, che ha come obiettivo l’orientamento all’avvio e al rafforzamento di microimpresa offrendo gratuitamente strumenti e competenze. “Non si deve dare per scontato che si nasce imprenditrici bensì lo si diventa e per farlo servono strumenti e conoscenze specifiche- afferma Simona Lanzoni-. Crediamo che fornire alle donne strumenti concreti per costruire autonomia economica, finanziaria e decisionale sia il presupposto necessario per realizzare una reale uguaglianza di genere, contrastare il divario retributivo e aumentare la partecipazione femminile nel mercato del lavoro”. Questa, aggiunge, è la missione di Pangea, con il timone sempre ben direzionato al ‘fare’ e al ‘fare insieme‘ alle donne, creando percorsi efficaci di Ascolto, Fiducia reciproca, Rispetto e Parità che permettano a migliaia di persone e di famiglie di uscire da situazioni di profondo disagio, di conoscere i propri diritti. E di assumere conoscenze fondamentali per poter vivere e di avviare attività che permettano indipendenza economica”.

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Foto di Kelly Sikkema su Unsplash

Progetto condiviso

I Comitati per l’imprenditoria femminile (Cif) sono organismi istituiti presso le Camere di Commercio. Il loro obiettivo principale è promuovere, sostenere e rafforzare la nascita e il consolidamento delle imprese femminili. Offrendo servizi di informazione, formazione e networking. I Cif lavorano per accrescere la presenza delle donne nel mondo del lavoro e dell’impresa attraverso. garantiscono assistenza nella fase di avvio di nuove attività e per l’accesso ai bandi nazionali e regionali. Promuovono inoltre percorsi per sviluppare le competenze manageriali e la cultura d’impresa. Creando anche reti di contatto tra imprenditrici, istituzioni e associazioni di categoria. “Il talento femminile esiste e per trasformarsi in impresa ha bisogno di opportunità, competenze, reti e fiducia“, sottolinea Monica Lucarelli. L’assessora alle Attività produttive, pari opportunità e attrazione investimenti di Roma aggiunge che la capitale “sostiene con convinzione iniziative come questa, capaci di mettere in connessione istituzioni, terzo settore e mondo produttivo”. Simona Petrozzi presiede il Comitato Imprenditoria Femminile della Camera di Commercio di Roma. E assicura: “Accompagnare giovani donne nel loro percorso imprenditoriale, condividere competenze e vedere le loro idee trasformarsi in progetti concreti, ci ricorda quanto il mentoring che possiamo offrire come imprenditrici di esperienza, sia fondamentale per abbattere le barriere“.

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Foto di Volha Flaxeco su Unsplash

Sostenibilità

“Condividiamo gli obiettivi di questo progetto – osserva Tiziana Pompei, vice segretaria generale di Unioncamere – che si inserisce in continuità con l’impegno che Unioncamere e il sistema camerale portano avanti da anni, anche attraverso la rete dei Comitati per la promozione dell’imprenditorialità femminile, per sostenere e diffondere la cultura d’impresa, in particolare tra le giovani generazioni e le donne. Si tratta di fornire strumenti, opportunità e servizi di accompagnamento per valorizzare il potenziale imprenditoriale, ancora inespresso e trasformare idee, competenze e aspirazioni in progetti concreti, inclusivi e sostenibili“. In Italia si contano più di 1,3 milioni di imprese guidate da donne. Un numero che rappresenta circa il 22,3% del tessuto imprenditoriale nazionale. A livello europeo, l’Italia detiene il primato per numero di donne impegnate in proprio con oltre 1,6 milioni di partite Iva. Le imprenditrici sono in media più giovani dei colleghi maschi (49 anni contro 52). Tra gli under 35, l’equilibrio di genere è maggiore e le donne rappresentano il 37,1%. Oltre il 90% opera nel comparto dei servizi, mentre le donne guidano più di 218.000 imprese artigiane. Il settore del commercio (insieme ai servizi) è uno degli sbocchi principali, accorpando oltre il 50% delle attività guidate da donne: il resto si suddivide tra artigianato, agricoltura e industria. Il Lazio si conferma stabilmente tra le prime tre regioni in Italia per maggiore incidenza di imprese femminili sul totale delle aziende regionali. Secondo i dati Istat, nel settore del commercio e del terziario, un’alta percentuale di donne è impiegata con contratti part-time, spesso legati alle esigenze di conciliazione tra vita professionale e familiare. Nonostante la forte presenza, il settore sconta ancora un “gender gap”. Nelle attività commerciali, a parità di mansione, il differenziale retributivo medio tra uomo e donna si aggira intorno al 23% a svantaggio di quest’ultima, causato soprattutto dalla minore incidenza di contratti full-time e posizioni apicali.

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