Sos maltrattamento: tornano le giornate nazionali di prevenzione della Sindrome del Bambino Scosso. Scuotere violentemente un neonato per cercare di calmare il suo pianto inconsolabile può causare una forma di trauma cerebrale che in un caso su 4 porta al coma o alla morte. E’ appunto la Sindrome del Bambino Scosso (Shaken Baby Syndrome), oggi in Italia ancora troppo poco conosciuta. Il 6 e 7 aprile le Giornate nazionali di prevenzione portano in 70 città di 18 regioni gli infopoint della campagna di Terre des Hommes “Non scuoterlo”. La Sindrome del bambino scosso è una delle forme più gravi di maltrattamento fisico del neonato e del lattante. Secondo l’Ospedale Bambin Gesù rappresenta la prima causa di morte per abuso. La maggior parte dei casi si verifica nel primo anno di vita, con una maggior frequenza nei primi sei mesi. Questa forma di maltrattamento consiste nel violento scuotimento del bambino con possibile trauma cerebrale e conseguenti complicanze neurologiche. Ciò accade quando il bambino tenuto per il tronco viene vigorosamente scosso. In questo caso il capo subisce rapidi movimenti di rotazioni e, per le sue grandi dimensioni e una muscolatura del collo ancora inadeguata, il contenuto della cavità del cranio o encefalo (cervello, cervelletto e midollo allungato) va incontro a rapida accelerazione e decelerazione con trauma contusivo contro la scatola cranica, lesione dei nervi e rottura dei vasi sanguigni con emorragie.

Sos maltrattamento
La campagna “Non scuoterlo” è attiva su più fronti. E cioè sensibilizzazione del grande pubblico. Formazione degli operatori sanitari e dell’infanzia. Networking con le istituzioni per la costruzione di canali di informazione capillare nelle regioni. Molti gli strumenti di cui si compone. Ossia spot video e audio, leaflet multilingue, video contenuti di esperti, video tutorial a supporto dei caregiver utili per incontri con le famiglie per prevenire situazioni di rischio, webinar e il podcast “Non farmi male” di Roberta Lippi, tutti materiali raccolti nel sito www.nonscuoterlo.it . La campagna è promossa dalla Fondazione Terre des Hommes in collaborazione con la Rete Ospedaliera per la Prevenzione del Maltrattamento Infantile composta da diverse eccellenze ospedaliere italiane. E cioè Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino, Ospedale Vittore Buzzi di Milano, Azienda Ospedaliera Universitaria di Padova. IRCCS Istituto Giannina Gaslini di Genova, Azienda Ospedaliera Universitaria Meyer IRCCS di Firenze, Azienda Ospedaliero Universitaria Policlinico Giovanni XXIII di Bari, Ospedale Santobono – A.O.R.N. Santobono-Pausilipon di Napoli. L’iniziativa ha ottenuto negli anni importanti riconoscimenti, tra cui il patrocinio dell’Autorità garante per l’Infanzia e l’adolescenza (AGIA), dell’Associazione Ospedali pediatrici Italiani (AOPI), della Federazione italiana medici pediatri (FIMP), della Società Italiana Neonatologia (SIN), della Società Italiana di pediatria (SIP), del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e della Società Italiana di Medicina di Emergenza e Urgenza Pediatrica (SIMEUP). La campagna nel 2024 ha avuto il riconoscimento come partner ufficiale del National Center of Shaken Baby Syndrome, il più importante centro al mondo di studio sulla SBS.

Obiettivo della campagna
L’obiettivo è spiegare cos’è la Shaken Baby Syndrome e come prevenirla. Per l’occasione anche il grattacielo Pirelli a Milano, la Mole Antonelliana a Torino e l’Istituto degli Innocenti di Firenze, verranno illuminati con i colori e il simbolo della campagna nella sera del 6 aprile. L’iniziativa è organizzata dalla Fondazione Terre des Hommes e da SIMEUP (Società italiana di medicina di emergenza e pediatria). Con ANPAS (Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze)- Con FIMP (Federazione Italiana Medici Pediatri). E con la Rete Ospedaliera per la Prevenzione del Maltrattamento Infantile. I più colpiti da questa forma di trauma cerebrale sono i bambini tra le 2 settimane e i 6 mesi di vita, periodo di massima intensità del pianto del lattante, che può assumere caratteristiche tali da portare il genitore o chi si prende cura del bambino a reagire in maniera incontrollata e violenta, scuotendo il lattante. In un caso su 4 questo gesto può causare il coma o la morte del neonato, ma molti altri sono gli effetti devastanti che pochi secondi di scuotimento possono provocare, compromettendo per sempre il futuro e la crescita del bambino. Cioè danni cerebrali, problemi alla vista o all’udito, disturbi comportamentali o di coordinazione motoria. È quanto emerge dalla “Prima indagine sui casi di bambini e bambine vittime di Shaken Baby Syndrome in Italia”, realizzata da Terre des Hommes con la Rete Ospedaliera contro il Maltrattamento Infantile nel 2023. “Come SIMEUP siamo in prima linea da anni per sensibilizzare sul tema della Sindrome del Bambino Scosso”, osserva Stefania Zampogna, presidente della Società Italiana di Medicina di Emergenza e Urgenza Pediatrica. “È fondamentale che genitori, caregiver e operatori sanitari riconoscano i segnali di rischio e comprendano quanto sia importante intervenire con consapevolezza. La prevenzione passa dalla formazione e dalla vicinanza alle famiglie, soprattutto nei momenti di maggiore fragilità”.

Infanzia in pericolo
“La Sindrome del Bambino Scosso è una forma di maltrattamento infantile spesso inconsapevole, che può derivare dalla scarsa informazione e totale inconsapevolezza delle drammatiche conseguenze che, la perdita di controllo, anche solo per pochi secondi, può avere sul neonato. Non sempre quindi è frutto di una reale intenzione di nuocere al bambino. – spiega Federica Giannotta, responsabile Advocacy e Programmi Italia di Terre des Hommes – Per questo può essere facilmente evitata con una corretta informazione e formazione dei genitori e di chiunque altro si prenda cura del bambino. È importante illustrare quali comportamenti non vanno mai adottati per cercare di calmare il pianto del neonato e che, se si sente di stare perdendo il controllo, piuttosto che incorrere in comportamenti dannosi, può essere utile allontanarsi un breve istante dal bambino, lasciandolo in un luogo sicuro, recuperare un proprio equilibro e chiedere aiuto”. Il ruolo di pediatri e operatori di pronto soccorso è fondamentale per riconoscere e prevenire i casi di Shaken Baby Syndrome. In un caso su 3 di quelli analizzati nell’indagine di Terre des Hommes, infatti, i bambini colpiti da questa sindrome erano stati già condotti in Pronto Soccorso e presentavano altri segni di maltrattamento. Quest’anno aderiscono all’iniziativa anche Federfarma Milano, Lodi, Monza, Brianza e Federfarma Foggia, Sassari e Verona, grazie alle quali video e materiali informativi saranno diffusi nelle farmacie sui rispettivi territori. Inoltre, anche l’Associazione Italiana Massaggio Infantili (AIMI) è partner della campagna e sarà presente in alcuni infopoint.

