Focus innovazione. Ecco il primo Libro bianco sul credito alle micro piccole imprese: analisi strutturale, evidenze empiriche e proposte di riforma. A margine della presentazione che si è svolta a Roma in collaborazione con Unioncamere, In Terris ha intervistato Roberto Nicastro, Advisor Europa per Cerberus Capital, uno dei principali Private Equity Funds globali nel settore bancario-finanziario e presidente di AideXa, banca nata per servire le piccole imprese.

Sia Francesco sia Leone XIV hanno più volte richiamato il valore sociale dell’investimento. Chi investe produce valore non solo per se stesso ma anche per la collettività. Quale ruolo può avvenire il credito in un momento economicamente complesso come quello attuale?
“Un ruolo fondamentale perché gli investimenti hanno bisogno di credito. E’ impossibile fare gli investimenti solo con capitale proprio e un obiettivo dell’evento organizzato a Roma nella sede di Unioncamere è proprio indagare un paradosso. Ossia c’è un fondo di garanzia che ha dimensioni anche robuste, è fatto per le piccole imprese, ma il credito alle piccole imprese e quindi gli investimenti delle piccole imprese stanno scendendo. Dunque il primo Libro Bianco sul credito alle micro piccole imprese (Mpi) cerca proprio di capire perché. Provando a mappare delle ipotesi di soluzione”.

Quasi 70 miliardi in meno di credito alle micro e piccole imprese nonostante rappresentino il 95% delle aziende italiane. E’ questo il “paradosso strutturale”?
“Sì. Perciò torniamo all’ispirazione di Leone XIV: è fondamentale interpretare il valore, la coesione sociale e la collettività in termini di posti di lavoro e quindi di bene comune. I posti di lavoro hanno bisogno di investimenti, non si producono spontaneamente e l’Italia è un paese che è andato ad alti e bassi dal punto di vista degli investimenti. Il Pnrr ha dato certamente una mano, adesso però il Pnrr scade e l’incognita è cosa succederà a partire dal prossimo anno. In qualche modo il nostro auspicio e la nostra speranza è che anche attraverso possibilità di rimodulazione del contenuto del fondo possa derivarne una spinta agli investimenti”.

Nella Magnifica Humanitas Papa Leone dice proprio che oggi coincidono spesso investimenti con tecnologia. Ciò può essere alla lunga un’opportunità? Condivide l’idea che l’innovazione cammini sulle gambe degli investitori “hi tech”?
“Sicuramente la tecnologia ha un potenziale importante per far aumentare la produttività e con essa la ricchezza collettiva. Poi naturalmente si pone il tema di come questa ricchezza venga distribuita ma intanto c’è prima il tema di come la torta da ripartire possa essere creata. Quindi la questione della tecnologia è obiettivamente centrale. Anche l’intelligenza artificiale da questo punto di vista è determinante. Il forte richiamo che è stato fatto sull’Ai da parte da Leone XIV nella sua prima enciclica è una cosa straordinaria e ha portato sull’Intelligenza artificiale un’enorme attenzione globale”.

Più rischi o opportunità dall’Ai?
“L”Intelligenza artificiale ha un potenziale smisurato ma presenta anche dei rischi. Obiettivamente nessuna figura al mondo meglio del Papa è in grado di evidenziare questa anima duale dell’Ai. Io vedo più opportunità che rischi ma è giusto essere consapevoli che i rischi ci sono. Tante innovazioni in passato si sono presentate con opportunità e rischi da tanti punti di vista. Il nucleare è un esempio concreto così come le automobili possono consentire di viaggiare ma se utilizzate male possono investire le persone. L’intelligenza artificiale va vista così: ha una propria dimensione duale che va monitorata perché può essere spinta da una parte o dall’altra”.

