L’impegno della società civile come argine alle mafie. Si è conclusa “Navigare Libera”, l’iniziativa promossa da Libera Liguria nell’ambito del percorso nazionale “Fame di verità e giustizia”, lanciato in occasione del trentennale dell’associazione. Una barca a vela lunga 7 metri ha solcato le acque della Liguria da Levante a Ponente, percorrendo oltre 130 miglia e toccando 8 località. A bordo, un equipaggio itinerante composto da attivisti, giornalisti, artisti e sportivi ha attraversato il mare e i territori per raccontare storie, condividere esperienze e raccogliere proposte per il futuro della regione. Un viaggio di mare e di terra. Ogni porto è stato occasione di incontro con le realtà sociali e civili del territorio: associazioni, movimenti, gruppi di cittadinanza attiva. Raccontano i volontari dell’associazione: “Insieme abbiamo riflettuto sui nodi dell’antimafia sociale in Liguria. Dai beni confiscati alla presenza criminale nei porti, dal tema della corruzione al radicamento delle mafie. Abbiamo cercato di costruire risposte collettive e generative“.

Stop alle mafie
Aggiungono gli attivisti anti-mafie: “Lo spazio ristretto e condiviso della barca è stato anche luogo di confronto e ascolto. Un laboratorio galleggiante di idee e racconti. Ci siamo interrogati su cosa ha spinto ciascuna e ciascuno a partire, restare, tornare. Perché è da questa relazione viva con la Liguria che può nascere un nuovo impegno per il cambiamento“. Il viaggio è partito da Sarzana con una serata di presentazione e autofinanziamento. E si è concluso a Diano Marina, con un incontro pubblico insieme a Luigi Ciotti e altre voci del mondo della ricerca, della giustizia e dell’antimafia. Sono stati 10.074 i reati “spia” indicatori di possibili infiltrazioni mafiose nell’economia e nella società in Liguria nel 2024, pari a più di 27 reati al giorno. È il dato emerso nella tappa genovese di “Navigare Libera”. Cioè appunto il viaggio in barca a vela organizzato dall’associazione fondata 30 anni fa con l’obiettivo di smuovere la società civile nel contrasto alle mafie. In particolare sono state 324 le estorsioni denunciate, un solo reato di usura, 34 di riciclaggio e impiego di denaro, con il picco reati di criminalità economica. 8.981 reati di truffe e le frodi informatiche e 734 delitti informatici. Alla provincia di Genova il primato dei reati “spia” in Regione con 5.718 pari al 57% del totale, seguono la provincia di Savona con 1.710, Imperia con 1.398 e La Spezia con 1.242.

Allentamento
“C’è un tentativo di smantellare leggi preziose per individuare quei reati ‘spia’ della presenza mafiosa e, a fronte dell’aggravarsi della corruzione, assistiamo a un progressivo allentamento dei freni inibitori sul piano legislativo e dei controlli – sostiene la copresidente nazionale di Libera Francesca Rispoli -. Siamo davanti a una giustizia che da un lato mette in campo leggi rigorose nei confronti degli ultimi, dall’altro lato si presenta con le armi spuntate nei confronti della criminalità mafiosa e dei colletti bianchi. ‘Navigare Libera’ è un modo nuovo per affrontare i temi dei beni confiscati, della presenza criminale nei porti, della corruzione vera patologia nazionale“. Prosegue Rispoli: “Ecco che in ogni porto della Liguria abbiamo affrontato il tema delle mafie e dell’antimafia in Regione. Analizzando le azioni criminali che hanno caratterizzato il territorio, ma anche provando a raccogliere le migliori energie che hanno provato e stanno provando a costruire un mondo diverso, fatto di solidarietà, di verità e di giustizia, con l’idea di ragionare insieme sulle migliori azioni per il futuro della Regione”.

Rete anti-mafie
Libera è una rete di associazioni, cooperative sociali, movimenti e gruppi, scuole, sindacati, diocesi e parrocchie, gruppi scout, coinvolti in un impegno non solo “contro” le mafie, la corruzione, i fenomeni di criminalità e chi li alimenta, ma profondamente “per”. Per la giustizia sociale, per la ricerca di verità, per la tutela dei diritti, per una politica trasparente, per una legalità democratica fondata sull’uguaglianza. Per una memoria viva e condivisa, per una cittadinanza all’altezza dello spirito e delle speranze della Costituzione. Libera è impegnata a tenere vivo il ricordo e la memoria delle vittime innocenti delle mafie. Uomini, donne e bambini che hanno perso la propria vita per mano della violenza mafiosa, per difendere la nostra libertà, la nostra democrazia. Una memoria condivisa e responsabile grazie alla testimonianza dei loro familiari che si impegnano affinché gli ideali, i sogni dei loro cari rimangono vivi. Perché solo facendo della memoria uno strumento d’impegno e di responsabilità, si pone il seme di una nuova speranza.

