“Italia Accessibile”: nasce la nuova rete di impresa sociale 

Italia Accessibile è una rete nazionale che promuove soluzioni concrete per l’inclusione delle persone con disabilità, in linea con i principi di accessibilità universale della Carta di Solfagnano, trasformando l’accessibilità in un valore strutturale per società, servizi e territori

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Italia Accessibile mette insieme 10 realtà fondatrici provenienti da ambiti diversi, dall’innovazione alla riabilitazione, dalla formazione alla mobilità adattata per costruire soluzioni concrete, misurabili e replicabili. 13 milioni di persone in Italia convivono con una disabilità (3 milioni in forma grave). Per molte di loro, ancora oggi, abitare, muoversi, lavorare, studiare o accedere ai servizi significa affrontare barriere materiali e immateriali che limitano autonomia e partecipazione. Italia Accessibile opera attraverso una rete nazionale di imprese, Terzo settore, scuole e cittadini. Un comitato di gestione. E un comitato tecnico-scientifico multidisciplinare. Sei le aree strategiche di intervento. E cioè informazione e partecipazione; digitale e innovazione; vita quotidiana e salute; formazione e lavoro; mobilità e trasporti; abitare in libertà. È inoltre previsto il rilascio di un marchio di qualità che certificherà, sulla base di parametri definiti, il grado di accessibilità e inclusione delle organizzazioni aderenti. Partito dall’Umbria, che ha visto lo svolgimento del primo G7 dedicato alla Disabilità e all’inclusione e l’approvazione della Carta di Solfagnano, il progetto ha l’obiettivo di raccogliere entro un anno altre aziende sull’intero territorio nazionale, attraverso un impegno collettivo per trasformare l’accessibilità da eccezione a normalità e renderla un valore strutturale.

Italia Accessibile: strumento operativo coerente con gli obiettivi della Carta di Solfagnano

Italia Accessibile è una rete di impresa sociale in continua evoluzione, che cresce grazie al contributo di chi sceglie di partecipare. Il progetto Italia Accessibile può essere interpretato come uno strumento operativo coerente con gli obiettivi delineati nella Carta di Solfagnano. In particolare, esso si collega al principio dell’accessibilità universale, che mira a garantire la piena fruizione di spazi, servizi e informazioni da parte di tutte le persone, indipendentemente dalle loro condizioni fisiche, sensoriali o cognitive.

Superare tutte le barriere

La Carta sottolinea infatti l’importanza di superare non solo le barriere architettoniche, ma anche quelle digitali, informative e culturali, promuovendo un approccio basato sul design universale e sulla partecipazione attiva delle persone con disabilità nella società. In questo contesto, iniziative come Italia Accessibile assumono un ruolo fondamentale perché favoriscono la diffusione di strumenti e informazioni utili per rendere i territori più inclusivi e fruibili.

Promuovere l’accessibilità dei luoghi

Promuovendo la conoscenza dell’accessibilità dei luoghi, dei servizi e delle attività culturali e turistiche, il progetto contribuisce a migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità e a rafforzare il principio di pari opportunità. Inoltre, incoraggia istituzioni, imprese e comunità locali ad adottare pratiche più inclusive, rendendo l’accessibilità non solo un requisito tecnico, ma anche un valore sociale e culturale condiviso. In questo modo, Italia Accessibile rappresenta un esempio concreto di come i principi espressi nella Carta possano essere tradotti in azioni e iniziative reali sul territorio, contribuendo alla costruzione di una società più equa, inclusiva e attenta ai diritti di tutte le persone.

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Italia inclusiva

“Nonostante gli sforzi a livello istituzionale ed associativo e i passi avanti fatti negli anni, in Italia l’accessibilità è ancora troppo spesso trattata come un’eccezione – afferma Luca Briziarelli, presidente di Italia Accessibile-. Anche il tessuto imprenditoriale deve fare la sua parte. Italia Accessibile nasce per mettere insieme le realtà che condividono questa impostazione e che desiderano contribuire a costruire soluzioni concrete, misurabili e replicabili, capaci di cambiare davvero il modo in cui viviamo. Vogliamo dare vita ad un impegno collettivo che coinvolga imprese, persone e comunità affinché ogni persona possa partecipare alla vita con piena autonomia e dignità”. La nascita di Italia Accessibile, presentata Roma presso CEOforLIFE Club House, ha visto anche un’ampia partecipazione di stakeholder e istituzioni. Ciò conferma l’importanza delle politiche per l’accessibilità nell’agenda politica. Sono intervenuti, tra gli altri, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, il senatore Franco Zaffini, presidente della X commissione Affari sociali e sanità del Senato. Il deputato Ugo Cappellacci, presidente della XII Commissione Affari sociali della Camera, la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti. Massimiliano Maselli, assessore ai Servizi sociali e alla disabilità della Regione Lazio. Vincenzo Falabella, presidente di Fish, Federazione italiana per il superamento dell’handicap. In Italia, dunque, oltre 13 milioni di persone sono disabili (3 milioni in forma grave). Si scontrano ogni giorno con difficoltà come abitare, muoversi, studiare, lavorare, ricevere cure mediche, partecipare attivamente alla vita culturale, sociale e civica. In una parola, rinunciano a vivere, per le barriere materiali e immateriali che ancora condizionano il nostro Paese.

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Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Rete tra settori

Per questo nasce Italia Accessibile, una rete pensata da un gruppo di imprese di settori diversi, ma accomunate dalla convinzione che, oltre alle istituzioni e al Terzo settore, anche il tessuto imprenditoriale debba fare concretamente la propria parte per costruire un Paese capace di accogliere, includere e valorizzare ogni persona. Italia Accessibile è un progetto nazionale che opera attraverso una rete di imprese, terzo settore, scuole e cittadini coordinata da un comitato di gestione e supportata da un comitato tecnico-scientifico multidisciplinare. 10 le realtà che hanno contribuito alla nascita del progetto, con competenze che spaziano dall’innovazione alla formazione, dalla riabilitazione all’assistenza, alla progettazione e produzione di ausili per la guida e il trasporto adattati per persone con disabilità. E cioè Airri Clodio, ANGLAT – Associazione Nazionale Guida Legislazioni Autonomie Trasporti per le persone con disabilità, ANMIC Riabilitazione, Bil Benefit, Cooperativa sociale Nuova Dimensione, Guidosimplex, Mondo Riabilitazione, Intrecci – Accademia di alta formazione di sala, RiaH Salute, Umass Adaptive Mobility. Tutte insieme mettono in comune competenze, esperienze e strumenti operativi per rendere accessibili e inclusivi luoghi, servizi, tecnologie e opportunità. Con l’obiettivo di creare attraverso Italia Accessibile soluzioni concrete e replicabili, attivare protocolli e partnership, sperimentare modelli di successo.

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Foto di Miguel Á. Padriñán da Pixabay

Principi Onu

Presidente di Italia Accessibile è, dunque, Luca Briziarelli, ideatore del progetto e legale rappresentante di Bil Benefit. Segretario del comitato di gestione è Luca Pitoni, amministratore delegato di RiaH Salute in rappresentanza di Airri Clodio e Mondo Riabilitazione. Si tratta di un’iniziativa ispirata ai principi sanciti dall’articolo 3 della Costituzione italiana e alla Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, Italia Accessibile agisce in sei ambiti strategici, che affrontano l’accessibilità come condizione necessaria per la qualità della vita e la coesione sociale. Ossia informazione e partecipazione, per garantire consapevolezza, comunicazione inclusiva e cittadinanza attiva. Digitale e innovazione, per abbattere le barriere virtuali e trasformare la tecnologia in strumento di uguaglianza. Vita quotidiana e salute, per fornire servizi accessibili, continui e orientati alla qualità della vita. Formazione e lavoro, per valorizzare talenti, competenze e modelli di impresa inclusivi. Mobilità e trasporti, per garantire libertà di movimento e servizi integrati. Abitare in libertà, per offrire città, edifici e spazi progettati per accogliere e non escludere. Ogni area di intervento genera progetti concreti e servizi replicabili per migliorare accesso, autonomia e per garantire dignità e sicurezza a persone con disabilità, anziani, bambini, persone in fragilità temporanea o permanente. All’interno di questo percorso è previsto anche il rilascio di un marchio di qualità che, sulla base di parametri e procedure definite attesta il grado di accessibilità e inclusione delle realtà che dimostrano livelli concreti di accessibilità.

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