Progetto solidale a sostegno dei pazienti. Il fenomeno della migrazione sanitaria è in costante crescita, secondo i dati di CasAmica. Da quant’anni l’organizzazione di volontariato accoglie i malati e i loro familiari in difficoltà provenienti da tutta Italia per curarsi negli ospedali della città. Spiegano i volontari: “Dopo 30 anni di esperienza nella città di Milano, dove accogliamo circa 4.000 persone all’anno in quattro case, nel 2016 abbiamo aperto due nuove Case, a Lecco e a Roma, portando i posti letto offerti da 100 a oltre 150. Aperte 365 giorni all’anno, le nostre sei case si trovano nei pressi di importanti centri di eccellenza ospedaliera, come l’Istituto Nazionale dei Tumori e l’Istituto Neurologico Carlo Besta a Milano, il Policlinico Universitario Campus Bio-Medico e l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù a Roma e l’Ospedale Alessandro Manzoni di Lecco“. Nell’ultimo anno Casamica ha registrato un aumento di ben il 25% delle richieste di supporto, offrendo complessivamente nel biennio 2023-24 oltre 40mila notti di accoglienza alle persone malate e ai loro familiari e ospitando quasi 150mila persone in quattro decenni di attività. Proprio in questa occasione, CasAmica e Codice Viola hanno annunciato un protocollo d’intesa per agevolare i malati di tumore al pancreas costretti a curarsi lontano dalla propria città o regione e che hanno insieme alle loro famiglie bisogno di accoglienza. L’accoglienza a Milano e Roma è rivolta sia agli adulti che ai bambini, ai quali sono dedicate camere e spazi comuni progettati per loro.

Conforto
L’accoglienza dei minori è totalmente a carico dell’associazione che la sostiene con donazioni dedicate. La casa di Lecco è da sempre stata aperta ai bisogni del territorio, con l’accoglienza di famiglie in situazione di bisogno e anziani autosufficienti che necessitano di vivere in comunità. Aggiungono i volontari: “In tutte le nostre case gli ospiti trovano il conforto, la dedizione e il sostegno di circa 120 volontari e dei nostri operatori, nel rispetto di uno stile di accoglienza che negli anni si è fatto sempre più attento a creare un ambiente confortevole e familiare. “Dai dati emerge in modo chiaro come nel nostro Paese esista una disparità di accesso alle cure tra chi abita al Nord e chi risiede al Sud e nelle Isole- afferma Stefano Gastaldi, direttore generale di CasAmica-. Una ingiustizia che tocchiamo con mano ogni giorno con gli ospiti delle nostre case, spesso costretti ad affrontare più volte l’anno viaggi di centinaia di chilometri e lunghe permanenze lontano da casa con pesanti conseguenze sia emotive che economiche. Tutto questo si traduce in un impatto economico notevole sulla vita dei malati e delle loro famiglie. Secondo il nostro studio il 60% degli intervistati denuncia costi alti per gli spostamenti e gli alloggi e il 58% dichiara che avrebbe avuto bisogno di prezzi calmierati”.

In soccorso dei pazienti
“ll fenomeno della migrazione sanitaria non accennerà a diminuire nei prossimi anni: il 15% di coloro che non hanno avuto bisogno di cure negli ultimi 3 anni, infatti, sceglierebbero di curarsi in un’altra regione in caso di bisogno. Tra coloro che invece hanno deciso di restare e curarsi nella propria regione, il 26% ha dichiarato di aver rinunciato a causa dei costi alti per gli spostamenti verso altre regioni”, sostiene Gastaldi. Prevedere misure specifiche per sostenere i costi dei trasferimenti delle persone costrette a spostarsi dalla propria Regione per ricevere cure adeguate e per garantire loro assistenza psicologica e sociale. È una delle richieste emerse da una conferenza stampa promossa in Senato da tre realtà del Terzo Settore attivamente impegnate per fornire aiuti concreti ai numerosi cittadini italiani costretti ad affrontare, insieme alle loro famiglie, non solo diagnosi gravi ma anche spesso problemi economici e logistici legati all’impossibilità di potersi curare nella propria Regione. Secondo l’ultimo report Age.na.s la spesa per la mobilità sanitaria è aumentata: da 2,84 miliardi di euro nel 2019 a 2,88 miliardi nel 2023. La crescita del fenomeno della migrazione sanitaria emerge anche da uno studio realizzato da EMG Different per CasAmica tra cittadini residenti in alcune regioni del sud Italia. Un milione di cittadini ha scelto di curarsi in una regione diversa dalla propria. Come emerge dai dati di Uniamo e Codice Viola, malattie rare e tumori, tra cui quello al pancreas, sono tra le patologie che più spingono le persone a spostarsi.

Volontariato per i pazienti
CasAmica è un’organizzazione di volontariato che dal 1986 si occupa di accogliere presso le proprie strutture in Lazio e Lombardia i migranti della salute e le loro famiglie. Codice Viola è un’associazione che dal 1986 è impegnata a migliorare la sopravvivenza e la qualità di vita dei pazienti affetti da adenocarcinoma del pancreas. Uniamo è la Federazione italiana delle malattie rare, che opera da 25 anni per la tutela e la difesa dei diritti delle persone con malattia rara e delle loro famiglie. Secondo l’ultimo report Age.na.s sulla mobilità sanitaria interregionale sebbene il numero di ricoveri in mobilità sia diminuito (668.145 nel 2023 rispetto ai 707.811 del 2019), la spesa è aumentata leggermente, passando da 2,84 miliardi di euro nel 2019 a 2,88 miliardi nel 2023. Questo incremento è principalmente attribuibile all’aumento della mobilità legata ai ricoveri per diagnosi di alta complessità, che comportano trattamenti più costosi e specializzati. Il flusso migratorio per ricoveri ospedalieri è prevalentemente diretto da Sud a Nord e le regioni più attrattive per la mobilità sanitaria sono l’Emilia-Romagna, la Lombardia e il Veneto. La costante crescita del fenomeno della migrazione sanitaria è confermata anche dallo “Studio sui migranti sanitari” realizzato da EMG Different per CasAmica. L’analisi è stata realizzata su un campione rappresentativo di cittadini residenti in Calabria, Puglia, Campania, Sicilia e Sardegna con età compresa tra i 35 ai 65 anni di età, al fine di studiare la migrazione sanitaria e le motivazioni che spingono i malati a cercare cure fuori dalla propria regione.

Risultati
Dallo studio emerge che 14,3 milioni di cittadini, pari all’81% del campione esaminato, negli ultimi 3 anni hanno avuto bisogno di cure mediche per sé o per i propri familiari. Tra questi, ben un milione di cittadini provenienti dalle regioni del Sud Italia e delle isole ha scelto di curarsi in una regione diversa dalla propria per motivi legati all’opportunità di ottenere una migliore offerta sanitaria (51%) e medici più preparati (39%) o addirittura alla concreta impossibilità di ricevere cure adeguate alla propria patologia nella regione di provenienza (32%). In particolare, alcuni tumori e le malattie rare sono tra le patologie più esposte al fenomeno della migrazione sanitaria. Come dimostra anche il decimo Rapporto sulla condizione delle persone con malattia rara in Italia di Uniamo, la stima della mobilità fra Regioni è pari al 20% nella popolazione complessiva e arriva al 29% se le patologie colpiscono i minori. Secondo gli studi più recenti, a livello mondiale la prevalenza delle malattie rare sarebbe compresa tra il 3,5% e il 5,9% della popolazione mentre il numero complessivo di persone con malattia rara in Italia sarebbe compreso fra i 2,0 e i 3,5 milioni di persone. “Una persona con malattia rara su cinque è costretta a spostarsi dal proprio luogo di residenza per curarsi, a volte anche affrontando viaggi molto lunghi che impattano negativamente dal punto di vista fisico, psicologico ed economico“, commenta Annalisa Scopinaro, presidente Uniamo Fimr.

