Sos-mestieri: ecco i ruoli più richiesti dal mercato del lavoro. In Italia, molte aziende faticano a trovare lavoratori per ruoli tecnici, artigianali e della ristorazione. Si tratta di un problema economico noto come “mismatch”. Cioè il disallineamento tra le competenze richieste dalle imprese e quelle offerte dai lavoratori . Secondo le stime del mercato del lavoro le figure più introvabili comprendono operai specializzati, saldatori, tornitori. E ancora, fresatori, manutentori e fabbri. L’allarme riguarda in particolare il settore tecnico e digitale. Mancano informatici ed esperti di nuove tecnologie. Stesse difficoltà di reclutamento nel turismo e nella ristorazione per camerieri, cuochi e personale di sala o di cucina. Scarseggiano anche i muratori e gli operai edili qualificati. Le cause di questo fenomeno sono molteplici a partire dalla carenza di candidati con le giuste competenze. La formazione scolastica o professionale non sempre prepara i giovani ai lavori pratici richiesti dalle fabbriche e dalle botteghe.

Focus mestieri
Incide il calo demografico. In Italia la popolazione in età da lavoro si riduce ogni anno a causa della diminuzione delle nascite e dell’invecchiamento generale. E così è sempre più difficile trovare nuovi panettieri e pastai. Non solo, anche se in misura minore, lo stesso discorso vale per pasticcieri, gelatai e conservieri. E’ quanto emerge dall’ultima analisi dell’Ufficio Studi di Confartigianato Sardegna, su dati Unioncamere-Anpal. Il mismatch lavorativo è la mancata corrispondenza tra la domanda di lavoro delle aziende e l’offerta da parte di chi cerca occupazione. Il fenomeno non significa solo mancanza di candidati, ma si divide in diverse categorie principali. Mismatch formativo (o di competenze): le scuole o le università non preparano i giovani con le abilità tecniche o digitali richieste dalle imprese. Mismatch territoriale: c’è un forte divario tra le zone con maggiore sviluppo e quelle con tassi di disoccupazione più alti. Mismatch salariale e qualitativo: le offerte spesso prevedono paghe basse, scarsa stabilità o condizioni poco attraenti rispetto alle aspettative dei lavoratori.

Caso Sardegna
Le imprese sarde del comparto alimentare e bevande prevedono l’ingresso di 3.780 nuovi lavoratori, ma per 1.370 di addetti (il 36,2%) il reperimento è considerato “difficile”. “I dati ci consegnano una fotografia agrodolce – commenta Giacomo Meloni, presidente di Confartigianato Imprese Sardegna – da un lato un settore alimentare sardo estremamente dinamico e affamato di competenze, dall’altro un muro invisibile che impedisce l’incontro tra domanda e offerta“. Per panettieri e pastai artigiani, su 660 ingressi previsti, il 71,2% è di difficile reperimento (10° posto in Italia) mentre per pasticceri, gelatai e conservieri artigiani, la difficoltà riguarda il 45% delle ricerche (90 unità su 200). “Vedere che per oltre il 71% dei panettieri e pastai artigiani sardi non si riesca a trovare candidati idonei – aggiunge Meloni- è un campanello d’allarme che non possiamo ignorare. Non mancano solo i lavoratori, mancano le competenze specifiche che rendono unico il nostro prodotto tipico. Rischiamo di strozzare la crescita del “Made in Sardegna” non per mancanza di ordini, ma per mancanza di braccia e talenti“.

